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Genere & Fedi, al Foyer di Catanzaro un confronto di alto profilo tra religioni, identità e diritti

Grande partecipazione di pubblico ieri sera al Foyer di Catanzaro per il talk “Genere & Fedi”, appuntamento promosso nell’ambito del percorso verso il primo Catanzaro Pride. L’incontro ha registrato una presenza numerosa e attenta, dando vita a un confronto intenso, partecipato ed emotivamente molto coinvolgente, capace di sollecitare interventi di qualità da parte del pubblico e riflessioni di taglio filosofico e teologico.

Il dibattito ha avuto al centro il rapporto tra identità di genere, orientamento sessuale e tradizioni religiose, in un clima di dialogo autentico e di apertura reciproca. Tutti i rappresentanti delle diverse confessioni religiose presenti hanno lavorato insieme con grande disponibilità, mettendo in evidenza punti di contatto e prospettive comuni, con l’obiettivo di andare verso una sintesi capace di includere pienamente le persone LGBTQ+ anche nel mondo della fede. Un percorso che, come emerso nel confronto, si inserisce in processi già attivi da anni in quasi tutte le religioni.

Tra i passaggi più significativi della serata, anche il confronto su una domanda che ha acceso la riflessione del pubblico: “Se Dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza, allora quale Dio ha creato le persone queer?”. Sul punto, la pastora valdese ha sottolineato che Dio non può essere ricondotto all’immagine patriarcale, maschile, barbuta, bianca, eterosessuale e cisgender che spesso è stata tramandata, ricordando invece l’esistenza di fonti scritturali capaci di restituire una visione più ampia, più alta e persino più androgina del divino. Il professor Luigi Mariano Guzzo, nel suo intervento, ha offerto un ragionamento particolarmente apprezzato dal pubblico, arrivando a chiosare con una formula destinata a lasciare il segno: “sicuramente Dio è queer”.

Per Giovanni Carpanzano, presidente di ArciEQua e portavoce del Catanzaro Pride, il talk “ha rappresentato un momento prezioso di dialogo e di ascolto reciproco”. Carpanzano ha spiegato: “Da buddista e come responsabile del gruppo Arcobaleno della Soka Gakkai, ho voluto sottolineare il valore del rispetto per la dignità di ogni persona e l’importanza di costruire ponti tra vissuti, identità e tradizioni diverse. In un tempo in cui spesso prevalgono semplificazioni e contrapposizioni, questo incontro ha offerto l’occasione di confrontarsi con sincerità e apertura, riconoscendo nella pluralità non un ostacolo, ma una ricchezza. Il Pride ha espresso anche attraverso questo appuntamento il diritto di tutte e tutti a essere pienamente se stessi, senza esclusioni e senza paura.”

Anche Fabiola Scozia, che ha moderato l’incontro, ha ribadito il valore del confronto come strumento di crescita collettiva: “Credo che il dialogo sia uno degli strumenti più potenti che abbiamo per abbattere muri e costruire comunità. Mettere attorno allo stesso tavolo esperienze di fede e vissuti diversi significa scegliere l’ascolto invece del pregiudizio, la conoscenza invece della paura. È questo lo spirito con cui il Catanzaro Pride continua a creare spazi in cui ogni persona possa sentirsi vista, accolta e rispettata. Moderare questo incontro rappresenta per me una grande responsabilità, ma soprattutto un privilegio. Parlare di genere e fedi significa raccontare persone, storie e percorsi che troppo spesso sono stati considerati inconciliabili. Il nostro obiettivo è dimostrare che il confronto autentico può diventare il primo passo verso una società più giusta, capace di riconoscere la dignità di ogni essere umano, in quanto tale. Il Pride non è soltanto una manifestazione, ma un percorso culturale che invita tutta la comunità a interrogarsi sul valore dei diritti, dell’inclusione e del rispetto reciproco. Questo incontro nasce dalla convinzione che anche su temi tanto complessi sia possibile costruire ponti, senza rinunciare alle proprie convinzioni ma scegliendo di riconoscere, prima di tutto, l’umanità dell’altro.”

Per Francesca Sicoli, membro dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, l’appuntamento ha avuto un forte significato collettivo: “Il talk di oggi rappresenta un impegno condiviso di grande incoraggiamento e speranza per il futuro, dove i diritti umani sono terreno di incontro e il dialogo è strumento per la creazione di valore.”

Sul valore del dialogo tra fedi si è espresso anche Marco Bruni, dell’Associazione Musulmani di Catanzaro: “Partecipo a questo incontro con lo spirito del dialogo e dell’ascolto reciproco. Credo che il confronto tra persone di fedi, culture e sensibilità diverse sia un’opportunità per costruire una società più consapevole e rispettosa. Il mio contributo sarà quello di offrire il punto di vista della comunità musulmana, nella convinzione che il rispetto della dignità della persona e la libertà religiosa siano valori fondamentali per una convivenza autentica.”

Molto significativo anche l’intervento di Laura Calderaro, del gruppo Cristiani LGBT+ Calabria, che ha evidenziato il valore del confronto come tappa di un percorso più ampio: “Come gruppo Cristiani LGBT+ Calabria siamo felici di aver partecipato a questo talk preparatorio per il primo Catanzaro Pride e che si sia scelto di parlare proprio di rapporto tra fedi e identità LGBT+. Questi due aspetti non si escludono reciprocamente nelle nostre vite, ma possono convivere con serenità e portare frutti preziosi da condividere con le nostre comunità di appartenenza. Questo confronto è un passo importante per tutta la Calabria e per un’evoluzione inclusiva della Chiesa Cattolica, soprattutto per il dialogo interreligioso che c’è stato.”

Don Alessandro Nicastro, della Chiesa Cattolica, ha infine dichiarato: “Ho partecipato a questo talk con la speranza profonda che la sofferenza di tutt coloro che soffrono lo stigma della discriminazione trovi non solo consolazione nel cuore materno delle nostre comunità di fede ma solleciti il loro cammino nella direzione di una autentica convivialità delle differenze.”*

La pastora Giusy Bagnato, della Chiesa valdese e metodista, ha ribadito il sostegno al Pride come testimonianza di fede e giustizia: “Sosteniamo il Pride come Chiesa valdese con la consapevolezza di chi sa cosa significhi stigma e persecuzione; lotta per i diritti e l’autodeterminazione. Al fianco di quei fratelli e quelle sorelle LGBTQ+ (non unicamente membri delle nostre chiese), portiamo testimonianza di una Creazione voluta di Dio nella sua bellissima e arricchente diversità, che non sta a noi definire secondo confini culturali imposti dal patriarcato. Impegnandoci nella costruzione di spazi per il confronto, l’ascolto e la visibilità, proclamiamo che nel disegno di Dio: ‘La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate’.”

Il talk ha confermato la volontà del Catanzaro Pride di costruire spazi pubblici di confronto capaci di unire sensibilità diverse attorno a un obiettivo comune: promuovere una cultura dell’inclusione, del rispetto e dell’ascolto, dentro e fuori le comunità religiose.

Il talk è stato reso possibile anche grazie al sostegno degli sponsor Ubik Catanzaro, Guglielmo e Indaco Film, che sono tra i numerosi sponsor che sostengono il Catanzaro Pride.

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