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Legalità e riscatto attraverso il fumetto: a Catanzaro i ragazzi della comunità ministeriale diventano autori

Trasformare un’esperienza difficile in un’occasione di crescita, usando il disegno e l’animazione per parlare ai propri coetanei di responsabilità, legalità e possibilità di cambiare. Nasce con questo obiettivo “Punto e a capo – Rimodula animata per l’educazione alla legalità e la giustizia riparativa”, il progetto realizzato con i giovani della Comunità ministeriale di Catanzaro.

I ragazzi coinvolti non sono stati semplici destinatari dell’iniziativa, ma hanno partecipato direttamente alla costruzione del fumetto animato: dalla scrittura della storia alla creazione dei personaggi, passando per i disegni e l’animazione digitale.

Il laboratorio ha così trasformato il percorso all’interno della comunità in uno spazio nel quale apprendere nuove competenze e riflettere sulle proprie decisioni, sulle conseguenze delle azioni e sulla possibilità di intraprendere un cammino diverso.

Attraverso il linguaggio immediato del fumetto e del cartone animato, il progetto affronta temi come il rispetto delle regole, la responsabilità individuale e la giustizia riparativa, cercando di renderli comprensibili e vicini soprattutto a un pubblico giovane.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Jole Santelli, con il patrocinio e la distribuzione della Calabria Film Commission, ed è stata coordinata sul piano artistico dall’illustratore e fumettista calabrese Luca Passafaro.

Per Paola Santelli, presidente dell’Associazione Jole Santelli, uno degli aspetti centrali dell’esperienza sta proprio nel ruolo affidato ai giovani partecipanti.

«La vera innovazione del progetto è aver messo i ragazzi nella condizione di non essere semplicemente destinatari di un messaggio sulla legalità, ma di diventare autori di quel messaggio», sottolinea Santelli.

L’ambizione è quella di trasformare l’esperienza catanzarese in un modello utilizzabile anche altrove. «Per questo riteniamo che “Punto e a Capo” possa diventare una buona pratica replicabile in tutte le comunità penali minorili italiane», aggiunge.

A guidare concretamente i ragazzi nel percorso creativo è stato Luca Passafaro, che ha puntato sul disegno come strumento di espressione personale.

«A volte un cartone animato, un disegno o persino un semplice scarabocchio riescono a dire qualcosa che con le parole facciamo fatica a esprimere», spiega il fumettista.

«Il mio obiettivo è stato offrire a questi ragazzi degli strumenti e, soprattutto, uno spazio in cui potersi raccontare. Non importa che sia perfetto. Importa che sia loro», aggiunge Passafaro.

Il progetto sarà presentato in anteprima mercoledì 23 settembre alle 16 nella Sala stampa della Camera dei deputati. All’incontro prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali insieme ai soggetti coinvolti nel percorso.

Sono annunciati, tra gli altri, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania Roberto Di Bella, la direttrice generale per la Giustizia minorile e di comunità Maria Alessandra Ruberto e il direttore della Fondazione Calabria Film Commission Giampaolo Calabrese. A coordinare la conferenza sarà il giornalista Francesco Verderami.

L’appuntamento romano porterà così fuori dalla comunità minorile un lavoro nato dall’esperienza diretta dei ragazzi e costruito intorno all’idea che anche un errore possa diventare l’inizio di un percorso diverso. “Punto e a Capo” prova infatti a raccontare proprio questo: la possibilità di assumersi le proprie responsabilità e ripartire.

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