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Dalla Giornata Europea della Cultura Ebraica 2026 un nuovo riconoscimento al ruolo determinante di Carlo Spartaco Capogreco nella riscoperta di Ferramonti

«Il fondamentale lavoro svolto dal professore Carlo Spartaco Capogreco per la conoscenza dell’internamento civile nell’Italia fascista e, in particolare, del campo di internamento di Ferramonti, ancora una volta ha trovato meritevole valorizzazione e tutto questo ci rende orgogliosi, perché si tratta di un grande studioso, figlio della nostra terra» dichiara il sindaco di Sant’Ilario dello Ionio, Pasquale Brizzi, commentando la menzione speciale ricevuta dal professore Capogreco per la XXVII edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica in Italia, comune capofila Bologna e oltre cento città interessate, per l’opera culturale svolta e il suo ruolo determinante nella riscoperta del campo di Ferramonti-Tarsia.
«Quando Capogreco iniziò a occuparsi di Ferramonti, quel luogo e le vicende che racchiude non avevano ancora il rilievo storico oggi riconosciuto – prosegue Brizzi –. I suoi libri, le sue ricerche, la ricostruzione delle storie degli internati sono stati determinanti per far conoscere Ferramonti e dargli il giusto risalto come luogo della memoria. Ed è particolarmente significativo che, a distanza di tanti anni, l’opera del professore Capogreco continui a essere richiamata proprio in occasioni dedicate alla cultura ebraica, alla memoria e alla lotta contro ogni forma di discriminazione».
Attraverso una lunga e rigorosa attività di ricerca, Capogreco, professore ordinario di Storia contemporanea all’Unical, ha ricostruito la storia di Ferramonti e degli internati, facendo emergere una realtà complessa, nella quale furono coinvolti uomini, donne e bambini di diverse nazionalità, religioni e condizioni: ebrei, oppositori politici, stranieri e altre persone colpite dalle politiche repressive del regime fascista. Un corposo pezzo di storia sottratto all’oblio e restituito alla memoria delle generazioni future. Un lavoro che ha preso corpo nel suo libro “Ferramonti. La vita e gli uomini del più grande campo d’internamento fascista” (1987), volume divenuto riferimento essenziale per dare completezza alla storiografia di quel periodo, e da cui è stato tratta la fiction cinematografica “18.000 giorni fa”, prodotta da RAI e Maximago nel 1993.
La sua attività di ricerca è proseguita negli anni, ampliandosi all’intero sistema dell’internamento fascista. Tra le sue opere più importanti figurano “I campi del duce. L’internamento civile nell’Italia fascista (1940-1943)”, “Il piombo e l’argento. La vera storia del partigiano Facio”. Di recente pubblicazione, “I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoah in Italia” (Einaudi), che sarà presentato nei prossimi giorni nelle province di Firenze, Lucca e Trento e, nel mese di novembre, al Senato della Repubblica, a Roma.
«Ci congratuliamo ancora con il professore Capogreco, fieri che un nostro concittadino abbia dato un contributo così grande alla conoscenza della storia italiana ed europea. La sua preziosissima attività scientifica ribadisce che la conoscenza della storia è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per difendere la libertà e la dignità degli esseri umani. Nel nostro piccolo ma come attestato di grande stima nel 2019 gli abbiamo conferito il Premio Sant’Ilario, dedicato a quanti danno lustro alla nostra cittadina con i loro meritati successi. Grazie, dunque, al professore Capogreco per tutto questo e per non aver mai dimenticato le sue origini santilariesi», conclude il sindaco Brizzi.

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