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Fine vita, 17mila firme in Lombardia per “Liberi Subito”. In Calabria deposito a metà ottobre

Oltre 17mila firme consegnate al Consiglio regionale della Lombardia e una campagna che continua ad allargarsi ad altre Regioni, Calabria compresa. L’Associazione Luca Coscioni torna a sollecitare regole regionali sui tempi e sulle procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito con la proposta di iniziativa popolare “Liberi Subito”.

La mobilitazione lombarda è stata dedicata anche alla memoria di Emma Bonino, scomparsa nei giorni scorsi a 78 anni. Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, ne ha ricordato l’impegno nelle battaglie per i diritti civili, legando la campagna sul fine vita al percorso politico della storica esponente radicale. Bonino è morta a Roma l’11 settembre.

«Un grazie alla memoria di Emma Bonino perché lei ha creduto dall’inizio a questa campagna», ha detto Cappato. «Il suo impegno in politica è nato dal suo corpo, dal dramma che ha vissuto rifiutando di considerare l’aborto un crimine, così ha trasformato una battaglia in un diritto per tutti».

Cappato ha quindi richiamato gli anni della malattia vissuti da Bonino e il suo interesse per il tema dell’autodeterminazione: «La ringraziamo onorando la sua memoria non come un ricordo del passato, ma con azioni che riguardano il futuro».

Alla consegna delle sottoscrizioni ha partecipato anche Valeria Imbrogno, compagna di Fabiano Antoniani, Dj Fabo. Proprio dalla vicenda Antoniani e dal successivo processo a Cappato nacque la sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, che ha individuato specifiche condizioni nelle quali l’aiuto al suicidio non è punibile. La Consulta ha però anche sollecitato un intervento del legislatore: la pronuncia non costituisce una disciplina legislativa organica del fine vita.

«Si dice che manca una legge ma c’è una sentenza della Consulta», ha affermato Cappato ricordando il percorso giudiziario nato dal caso di Dj Fabo.

Imbrogno ha invece rivolto un ringraziamento a chi ha sostenuto la raccolta: «Se Fabo fosse qua ringrazierebbe tutti perché voleva creare questo. Grazie a nome suo e a nome mio».

La proposta “Liberi Subito” non interviene sui requisiti sostanziali fissati dalla Corte costituzionale, ma punta a disciplinare, nell’ambito dell’organizzazione sanitaria regionale, procedure e tempi per la verifica delle richieste e per l’attività delle strutture sanitarie.

Il quadro nazionale è in continua evoluzione. Norme ispirate alla proposta sono state approvate in Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e, più recentemente, Veneto, mentre iniziative analoghe sono in differenti fasi dell’iter in altre Regioni.

La questione riguarda direttamente anche la Calabria. All’inizio di settembre la raccolta promossa dall’Associazione Luca Coscioni aveva già raggiunto 8.500 sottoscrizioni, superando ampiamente la soglia delle 5mila necessarie per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare al Consiglio regionale. La raccolta proseguirà fino alla fine di settembre e il deposito è previsto a metà ottobre.

Una volta depositato il testo, il confronto si sposterà quindi a Palazzo Campanella, dove spetterà al Consiglio regionale della Calabria affrontare l’iter della proposta e decidere nel merito delle disposizioni sottoposte all’assemblea.

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