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Premi: a Klaus Davi “Le voci della libertà-Omaggio a Oriana Fallaci” per inchieste su ‘ndrangheta e antisemitismo

Verrà assegnato stasera a Klaus Davi il Premio Internazionale “Le Voci della Libertà” – Omaggio a Oriana Fallaci – 2ª Edizione”, prestigioso riconoscimento dedicato a quanti, attraverso il coraggio delle proprie idee, la libertà di espressione e la forza della parola, contribuiscono alla crescita civile, culturale e democratica della società. Il giornalista italo-svizzero è stato insignito per le sue inchieste sulla ‘Ndrangheta e per le sue iniziative sul dilagare dell’antisemitismo in Italia.
La manifestazione, promossa dalla Fondazione Centro Studi Parlamentari, con la collaborazione dell’AIG – Associazione Internazionale Giornalisti “Free Lance” e con il patrocinio della Regione Lazio, sarà presentata da Angelica Loredana Anton e si terrà stasera mercoledì 16 settembre alle ore 18.00 presso la Sala Italia dell’UNAR, in via Aldrovandi 16 a Roma. L’organizzazione è stata curata dal Prof. Gennaro Ruggiero che è anche Segretario Generale della Fondazione Centro Studi Parlamentari.
Il Premio, ispirato alla figura di Oriana Fallaci, intende rendere omaggio a personalità che, con indipendenza di pensiero, rigore professionale e integrità morale, hanno saputo trasformare il giornalismo e la comunicazione in strumenti di verità, responsabilità e difesa dei valori fondamentali della libertà.
Nella motivazione si legge: “L’attività giornalistica di Davi rappresenta un esempio di professionalità, serietà e impegno al servizio dell’informazione, contribuendo con competenza e autorevolezza ad alimentare il dibattito pubblico e la tutela del diritto dei cittadini ad essere informati”.
Davi ha svolto un lavoro narrativo unico venendo a contatto direttamente con esponenti di importanti famiglie di ‘Ndrangheta come Giuseppe Calabrò (alias “U Dutturicchiu”, eminenza grigia dei clan del Nord), don Pino Piromalli (detto “Facciazza”, capo dell’omonima cosca), Pesce Vincenzo (detto “Sciorta”, elemento apicale dei Pesce di Rosarno attualmente detenuto), Antonio Imerti (detto “nano feroce”, protagonista assoluto delle guerre di ‘Ndrangheta), Giovanni Strangio (autore della Strage di Duisburg nell’agosto 2007), Rocco Papalia (capo dell’omonima cosca di Buccinasco in provincia di Milano), Umberto Bellocco (detto “Berto”, fratello di Antonio ucciso nel settembre 2024 da Andrea Beretta nell’ambito dell’inchiesta “Doppia Curva”), suo cugino Gregorio Bellocco (detto “u lupu”, storico capo della cosca da qualche mese in libertà vigilata e inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia), Cosimo Borghetto (presunto capo dell’omonima cosca di Reggio Calabria Sud), Carmine Polimeni (presunto capo delle cosche di Archi), Patania Salvatore (presunto referente delle cosche di Stefanaconi).
Relativamente all’antisemitismo, si è recato nelle principali moschee di Milano per documentare il fondamentalismo islamico e l’odio antiebraico, venendo pure aggredito e insultato in un paio di occasioni.
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