“La fretta con cui la maggioranza sta portando avanti la proposta di legge sulla costituzione di AMCAL SpA calpesta il confronto democratico e svuota di ogni senso la partecipazione dei territori. Pur non facendo parte della Quarta Commissione, ho seguito con attenzione le sedute, a partire da quella del 3 agosto, quando molti erano al mare, constatando un’accelerazione ingiustificata e una censura chiara e voluta dei territori. Ho più volte sollecitato l’ascolto evidenziando che la Commissione stesse lavorando Senza informare i diretti interessati alla legge. Si è chiesta l’audizione dei Sindaci delle città capoluogo e Ferrari ha calendarizzato le audizioni dei sindaci paradossalmente dopo il termine per la presentazione degli emendamenti.
Eppure i comuni capoluogo rischiano di essere obbligati a entrare in una società per azioni con quote d’ingresso esorbitanti, tra i 200 e i 250 mila di euro, sottratti direttamente ai bilanci comunali e ai servizi essenziali per i cittadini. Di fronte alla richiesta dei sindaci di avere un tempo congruo per studiare la proposta, la risposta della presidenza è stata un aut-aut di appena 24 ore.
Un provvedimento calato dall’alto, spinto con il turbo dalla maggioranza per evitare qualsiasi modifica, che mostra tutti gli estremi per essere impugnato subito dopo l’approvazione a causa dei dubbi di incostituzionalità.
Ancora più grave è l’impatto sui lavoratori interni ad ArtCal
Parliamo di quarantenni, calabresi che, dopo aver vinto un concorso e vissuto al nord riescono finalmente a tornare, attraverso la mobilità, nella propria terra e ora si vedono usurpati della propria postazione di dipendenti pubblici e dei diritti conquistati con enormi sacrifici personali e familiari.
È la dimostrazione plastica del divario tra la retorica del presidente Occhiuto sull’accoglienza dei giovani e la realtà di una politica firmata dai vari Gallo, Occhiuto, Minenna e Ferrari, che finisce per strappare il futuro dalle mani di chi ha scelto di investire professionalmente nella propria regione. Un Presidente di Regione ha il dovere di creare opportunità e valorizzare le competenze, non di precarizzarle o cancellarle.
Per questo motivo, oggi ho sentito la dott.ssa Corallini e in settimana mi recherò direttamente negli uffici di ArtCal per incontrare i lavoratori, ascoltare le loro storie, la loro situazione e le loro istanze, tutto ciò che si sarebbe dovuto fare in Quarta commissione, così da avviare insieme un’azione concreta e per richiamare il presidente Occhiuto alle proprie responsabilità e alla coerenza istituzionale tra quello che predica dalla mattina alla sera sui giovani nei suoi reel e quello che porta per essere approvato nell’aula del Consiglio Regionale”.
Così Francesco De Cicco, capogruppo in consiglio regionale dei Democratici Progressisti Meridionalisti.
