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Ripartono i concerti al Conservatorio di Cosenza: il 18 settembre protagonista la musica francese

Con un omaggio alla grande musica francese, ripartono i concerti del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza. Venerdì 18 settembre alle 20,30, presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi di Cosenza, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio propone un concerto dal titolo “Charmes de France”, curato dai docenti Giulio Marazia, Giancarlo Rizzi, Maria Carmela Conti, Giorgio Misseri, Luca Bruno, con la partecipazione solistica dei soprani Chiara De Carlo, Claudia Gallo, Elenamaria Giorgio, e l’intervento delle classi di Esercitazioni Orchestrali, Direzione d’orchestra, Canto Lirico e Musica vocale da camera, diretti da Elisabetta Cannatà, Carla Di Giorno, Antonio Di Vasto, Mattia Salemme, Leonardo Vulcano. In un programma dedicato alla Francia non può non campeggiare la musica di Claude Debussy (1862-1918). Il concerto si aprirà con i quattro movimenti della “Petite Suite”: “En bateau”, “Cortège”, “Menuet”, e “Ballet”, che Debussy pubblicò nel 1889 per pianoforte a quattro mani, poi nel 1907 rielaborati per orchestra da Henry Busser. Dal ciclo di melodie per voce e pianoforte “Ariette oubliées”, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio eseguirà la seconda melodia, “Il pleure dans mon coeur”, nell’orchestrazione curata da Giulio Marazia. Debussy compose le “Ariettes oubliées” tra il 1885 e il 1887 sui testi poetici di Paul Verlaine tratti dalla parte della raccolta “Romances sans paroles” che porta l’omonimo titolo di “Ariettes oubliées”. È ancora l’affascinante binomio di musica e poesia a caratterizzare il brano “Harmonie du soir”, tratto dal ciclo di melodie per voce e pianoforte che Debussy intitolò “Cinq Poèmes de Baudelaire” su testi poetici dei “Fleurs du mal” di Charles Baudelaire. L’esecuzione propone la versione per ensemble orchestrale di Giulio Marazia. A seguire, un altro caposaldo della letteratura musicale francese: Hector Berlioz (1803–1869). Del compositore romantico si suonerà “Le spectre de la rose”, melodia appartenente al ciclo “Les nuits d’été”, composto per voce e pianoforte tra il 1840 e il 1841 e in seguito trascritto per ensemble strumentale. Si tratta di sei melodie di delicata e misteriosa bellezza, musicate su poesie della raccolta “La Comédie de la mort” di Théophile Gautier. Il titolo “Le spectre de la rose” evoca alla memoria il balletto: Fokine realizzò una coreografia nel 1911 che rese celebre la musica di Weber dell’“Invito alla danza” nell’orchestrazione dello stesso Berlioz; il libretto coreografico si ispirava alla stessa omonima poesia di Gautier. Il programma del concerto si chiude con tre composizioni di autori meno noti ma non meno accattivanti: “Serenade” di Gabriel Pierné (1863-1937), “Soupir” di Henry Duparc (1848–1933) e “Youkali” di Kurt Weill (1900–1950), orchestrati da Giulio Marazia.

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