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Il Pollino devastato dalle fiamme: l’Associazione “G. Angeloni” lancia un appello alla responsabilità collettiva

Il Pollino torna a fare i conti con gli incendi. Le fiamme hanno colpito ancora una volta uno dei patrimoni ambientali più preziosi del Mezzogiorno, ricco di biodiversità, storia, tradizioni e paesaggi di straordinario valore.
Di fronte a quanto accaduto, l’Associazione Culturale “G. Angeloni” di Castrovillari esprime forte preoccupazione e richiama l’attenzione dell’intera comunità calabrese. «Perché questi episodi continuano a ripetersi? – si chiede l’associazione. E soprattutto: a chi giova la distruzione di un bene che appartiene a tutti?».
Nel suo intervento, essa richiama anche le parole pronunciate da Papa Leone XIV il 19 giugno 2026: «La Chiesa pone oggi a tutti una domanda umile e decisiva: la specie umana deve continuare ad abitare la Terra?».
L’Associazione, a tutela del bene comune richiede «adulti responsabili e lungimiranti, capaci di alimentare la speranza e di assumersi il compito della custodia del territorio». La Calabria – sottolinea il comunicato – possiede risorse umane, culturali e ambientali straordinarie, spesso sostenute ogni giorno dal lavoro silenzioso di cittadini, famiglie, associazioni e operatori del territorio.
«Di fronte alla devastazione provocata dagli incendi – afferma il sodalizio castrovillarese – non possiamo limitarci alla rassegnazione o al silenzio. È necessario maturare una più chiara coscienza civica e una concreta assunzione di responsabilità da parte di tutti: istituzioni, comunità locali e singoli cittadini».
Il riferimento è alla cura della “casa comune”, espressione che richiama la responsabilità condivisa verso il creato e verso le generazioni future. «Quando questa consapevolezza entrerà davvero nel cuore dei calabresi?» è la domanda posta dal gruppo.
L’appello si intreccia con la tradizione spirituale della Calabria. Vengono richiamate le figure di San Francesco di Paola, San Nilo da Rossano, Sant’Umile di Bisignano, insieme ai Servi di Dio don Carlo De Cardona e don Gaetano Mauro, come esempi di una fede capace di tradursi in impegno concreto per la giustizia, la solidarietà e la dignità della persona.
«I semi della rinascita esistono già – sostiene la realtà culturale artefice dell’esortazione– ma devono essere coltivati con coraggio, a partire dalle istituzioni». Per questo l’aggregazione sociale invita a pensare lo sviluppo del territorio non secondo la logica dell’interesse immediato, ma attraverso una visione che metta al centro la persona, la cultura, le relazioni sociali e la solidarietà.
In questa prospettiva, anche le nuove tecnologie – compresa l’intelligenza artificiale – possono rappresentare strumenti utili al miglioramento della qualità della vita e allo sviluppo del territorio, purché restino orientate al bene comune e al rispetto della dignità umana.
Il comunicato si conclude con un invito a superare la sterile contrapposizione tra denuncia e rassegnazione: «Non bastano le lamentazioni né le accuse prive di prospettiva. Serve una rinnovata passione per il bene comune, capace di trasformare la preoccupazione in responsabilità e la speranza in impegno concreto».
Infine, la “G. Angeloni ” affida questo appello all’intercessione di San Francesco di Paola, patrono della Calabria, nella convinzione che la rinascita della nostra terra passi anzitutto attraverso una rinnovata coscienza personale e comunitaria, capace di custodire il creato, promuovere il bene comune e costruire relazioni fondate sulla solidarietà, sulla giustizia e sulla pace.
Con questo spirito l’Associazione fa propria la preghiera al Santo Patrono della Calabria:
«Ora dal cielo guarda a questa tua e nostra amata Terra: ottieni a ogni suo figlio la gioia di saper perdonare sempre, per poter ottenere il perdono dei peccati; fa’ che abbiamo il coraggio di dimenticare il torto ricevuto, perché le nostre famiglie e le nostre comunità crescano nell’unità e nella concordia, superando nella carità ogni divisione; fa’ che il cuore di ogni calabrese sia pieno di carità: quella virtù umana e cristiana necessaria per crescere e progredire umanamente, cristianamente e socialmente. Solo così potremo costruire insieme una Calabria più giusta, più umana, più fedele al Vangelo.»
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