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Disabilità, il Garante Siclari: “Reggio Calabria al centro del dialogo internazionale sui diritti e sull’inclusione”

Il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Calabria, Avv. Ernesto Siclari esprime grande soddisfazione e desidera ringraziare il sindaco di Reggio Calabria, l’On.le Francesco Cannizzaro e l’Europarlamentare Giusy Princi per aver promosso e reso possibile la visita in città, per la prima volta in Italia, di Habra Hagrass, referente delle Nazioni Unite per la disabilità.

«È motivo di grande orgoglio e, al tempo stesso, di profonda gratitudine vedere Reggio Calabria protagonista di una visita di così alto valore istituzionale e internazionale – dichiara il Garante – e aver scelto Reggio Calabria quale luogo di incontro e di confronto su un tema fondamentale come quello dei diritti delle persone con disabilità inorgoglisce tutti i calabresi».

Il Garante ribadisce il gradimento per essere stato direttamente coinvolto nell’iniziativa.

«Sono particolarmente onorato e considero il coinvolgimento dell’Ufficio del Garante un riconoscimento del ruolo che le Istituzioni di garanzia possono e devono svolgere nella costruzione di una società realmente inclusiva. La possibilità di confrontarsi direttamente con una rappresentante delle Nazioni Unite costituisce un’esperienza di straordinario valore e un’opportunità per portare all’attenzione internazionale le istanze, le aspettative e i diritti delle persone tutte».

La presenza di Habra Hagrass a Reggio Calabria, per la prima volta in Italia, assume dunque un significato particolarmente rilevante: la città diventa luogo di dialogo internazionale sui temi dell’accessibilità, dell’autonomia, della partecipazione e della piena inclusione delle persone con disabilità.

È proprio alla luce di questi principi che il Garante interviene anche nel dibattito nazionale attualmente focalizzato sull’ipotesi di istituire classi separate per gli studenti con disabilità.

«Senza scomodare i fantasmi del passato e fuori da ogni ipotesi ideologica e strumentale, credo che parlare di classi separate per le persone con disabilità significhi commettere un grave errore di sottostima della realtà – osserva il Garante –. L’idea di concentrare le attenzioni formative specializzate esclusivamente sugli studenti con disabilità parte da un elemento di assoluta incertezza, perché rischia di non considerare adeguatamente i risultati che la condivisione, il coinvolgimento e la partecipazione alla vita quotidiana vissuta accanto a tutti gli altri compagni hanno prodotto negli ultimi decenni».

Secondo il Garante, il percorso dell’inclusione scolastica deve essere letto all’interno di un più ampio quadro normativo e culturale che ha progressivamente posto al centro la partecipazione e la piena cittadinanza delle persone con disabilità.

«È fondamentale inquadrare la questione nell’ottica di una legislazione universale che ha tracciato un percorso verso obiettivi specifici, consentendo di valorizzare anche la componente relazionale ed emotiva, fondamentale per costruire risposte efficaci in materia di integrazione e per perseguire quella visione, ambiziosa ma raggiungibile, della disabilità come possibile elemento di arricchimento culturale, artistico e intellettuale».

Il Garante richiama quindi l’importanza di valorizzare le potenzialità di ogni persona, attraverso strumenti educativi e percorsi di sostegno adeguati.

«Una persona che, grazie anche alla psicoterapia positiva e a un adeguato accompagnamento, riesca a trasformare la propria disabilità in una risorsa per la società, mettendo in pratica le proprie potenzialità e offrendo talento e capacità al servizio della collettività, contribuisce alla crescita sociale e rappresenta una testimonianza concreta di cittadinanza attiva in un Paese democratico, civile e moderno».

Da questa prospettiva, il Garante ritiene che l’eventuale separazione degli studenti con disabilità rischierebbe di interrompere un percorso di integrazione costruito nel corso di decenni.

«Individuare una soluzione fondata sulla separazione risulterebbe controproducente rispetto ai risultati ottenuti negli ultimi decenni sul piano del coinvolgimento e dell’integrazione. Se l’obiettivo è garantire maggiori e più specializzate opportunità formative agli studenti con disabilità, si può intervenire in maniera diversa: intensificando e arricchendo le attività già esistenti e dedicate alle persone con disabilità, aumentando gli sforzi, la competenza, la professionalità e le risorse, ma continuando a realizzarle all’interno delle stesse aule italiane, proprio accanto ai loro compagni di scuola».

«Abbiamo l’opportunità di dimostrare ancora una volta la capacità di accogliere, ascoltare e promuovere una cultura dei diritti – aggiunge il Garante –. È importante che un appuntamento di questa portata si svolga proprio in Calabria e proprio a Reggio, perché contribuisce a rafforzare la consapevolezza che l’inclusione delle persone con disabilità non è una questione marginale o esclusivamente assistenziale, ma riguarda la qualità della vita, la dignità e la piena cittadinanza di ogni persona».

«Questa visita – conclude il Garante – lascia a Reggio Calabria un messaggio importante: i diritti delle persone con disabilità devono essere al centro delle politiche pubbliche e delle scelte delle Istituzioni. Sono certo che l’incontro con Habra Hagrass rappresenterà non soltanto un momento di grande prestigio per la città e la Calabria intera, ma anche uno stimolo concreto a proseguire con sempre maggiore determinazione sulla strada dell’accessibilità, della partecipazione e dell’inclusione».

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