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Piazza della Loggia, il ricordo di Maiolo: “Una ferita ancora aperta, la memoria come impegno civile”

“Cinquantadue anni fa, a Brescia, una bomba squarciò una mattina di lotta e di speranza. Era il 28 maggio 1974, era una manifestazione antifascista, erano lavoratori, sindacalisti, insegnanti. Otto di loro non tornarono a casa. Oltre cento rimasero feriti nel corpo, tutti rimasero feriti nell’anima.

La strage di Piazza della Loggia non fu un atto casuale. Fu un atto politico, premeditato, figlio di quella strategia della tensione che per anni insanguinò l’Italia con l’obiettivo di fermare il movimento operaio, intimidire la sinistra, bloccare il cambiamento. Dietro la bomba c’erano mani neofasciste, ma anche complicità istituzionali che la lunga stagione processuale ha faticosamente portato alla luce — troppo tardi, mai abbastanza.

Ricordare Piazza della Loggia oggi è un atto politico, ancora. Perché il fascismo non è un capitolo chiuso: si trasforma, si ricicla, trova nuovi linguaggi e nuove estetiche, ma conserva la stessa intolleranza verso chi dissente, verso chi si organizza, verso chi lotta per la dignità e l’uguaglianza.

Come amministratore di una comunità che ha nel sangue la cultura del riscatto e della resistenza, sento il dovere di tenere viva questa memoria — non come reliquia, ma come bussola. La democrazia non si eredita passivamente: si difende ogni giorno, si pratica nelle piazze, nelle assemblee, nelle scelte di governo.

Ai caduti di Piazza della Loggia, alla città di Brescia, a tutti coloro che in quei decenni pagarono con la vita o con la libertà l’impegno per un’Italia più giusta — il mio ricordo commosso e la promessa di continuare.

La memoria resiste”.

Così Giovanni Maiolo Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Caulonia.

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