Volendo tracciare un bilancio dell’impatto strategico dell’attuale governance regionale, emerge chiaramente come l’azione del Presidente Roberto Occhiuto abbia restituito alla Calabria la centralità geopolitica e l’autorevolezza istituzionale che meritava nel panorama nazionale.
Dalle grandi sfide infrastrutturali alla gestione delle risorse strategiche, fino alla capacità di attrarre investimenti e dialogare con i vertici dello Stato, la nostra terra oggi non è più la periferia d’Italia, ma un modello di riscatto e di competitività.
Non una semplice narrazione politica, dunque, ma una riscrittura culturale e identitaria della nostra regione, che, tuttavia, attende il suo definitivo sigillo: ‘la valorizzazione degli idonei”, ossia l’atto chiave per blindare e completare l’eredità istituzionale di questa legislatura, trasformando la visione politica in una tutela strutturale e permanente e in grado di conferire valore storico all’intera opera istituzionale del Presidente Occhiuto.
A dichiararlo è il Presidente dell’Associazione Bene Comune Filomena Falsetta.
La valorizzazione degli idonei è il simbolo di una Calabria che non spreca talento, ma che capitalizza il merito, priva di farraginosità burocratiche e capace di trasformare le procedure concorsuali in risposte occupazionali rapide ed efficaci.
Valorizzare il nostro precariato qualificato sarebbe una scelta di assoluto valore strategico per la Regione, e in perfetta sintonia con la filosofia manageriale del Presidente Occhiuto, che ha impresso alla macchina amministrativa regionale una svolta improntata al pragmatismo, alla modernità e a una spiccata capacità di reazione.
Valorizzare competenze già selezionate e dare seguito allo scorrimento delle graduatorie significherebbe ottimizzare le risorse pubbliche, azzerare i tempi della burocrazia e immettere immediatamente nuova linfa vitale nei dipartimenti, ma prima di ogni altra cosa significherebbe restituire una prospettiva di vita a centinaia di professionisti idonei e ai loro nuclei familiari.
Quella posizione fissa in elenco rappresenta un’aspettativa legittima che, se attivata, potrebbe finalmente determinare il riscatto lavorativo e la stabilità di un’intera comunità desiderosa di assistere ad un radicamento delle competenze nel territorio, ponendo così fine al dramma dell’emigrazione forzata dei propri talenti e al conseguente reclutamento di professionalità dall’esterno.
Ma non solo. Sarebbe, ancora, la perfetta traduzione pratica della filosofia manageriale che il Presidente Occhiuto ha voluto imprimere fin dal suo insediamento a questa transizione amministrativa, e al quale chiedo quell’ulteriore impulso politico, il più atteso, il più raro, il più qualificante, in quanto è quello che consentirebbe alla comunità calabrese di riconoscere nella sua eredità istituzionale l’artefice di una vera e propria storia di rinascita lavorativa per la Calabria.
