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Reggio, la memoria del giudice Scopelliti diventa futuro: premiate le eccellenze calabresi

Con la memoria, ma anche e soprattutto con la speranza che nasce dalla volontà di valorizzare le risorse del territorio, piazza Italia ha abbracciato, giovedì sera, l’ottava edizione del “Premio Antonino Scopelliti”, organizzato dalla Fondazione Scopelliti che, ogni anno, ricorda il magistrato ucciso dalla mafia il 9 agosto 1991.

Sul palco si sono intrecciati ricordo, musica, parole e riconoscimenti. A presentare l’evento è stata la giornalista Eva Giumbo.

Dopo l’inno nazionale eseguito dai Sax & Love, la serata è stata aperta dalla piccola Elena Maria, raggiunta poco dopo dalla madre Rosanna Scopelliti, presidente della Fondazione, che ha ripercorso la storia e il significato del Premio: un momento di riflessione condiviso, ormai da otto anni, sui temi della legalità, della giustizia e dell’impegno civile.

«Ogni anno questo Premio dedicato alle eccellenze del nostro territorio diventa un appuntamento sempre più atteso – ha evidenziato Rosanna Scopelliti –. Un ringraziamento speciale va ai cittadini che ci premiano con la loro presenza. È una manifestazione che ci consente di mostrare come, attraverso l’ingegno, la cultura e la bellezza, sia possibile sconfiggere le mafie.

Antonino Scopelliti è stato un uomo che ha servito lo Stato con il sangue e con il coraggio di un calabrese orgoglioso della propria terra: il suo esempio deve essere un punto di riferimento per tutti.

Quest’anno – ha proseguito – abbiamo voluto assegnare al Premio anche un forte significato legato al sociale e alle istituzioni. Abbiamo sostenuto le famiglie delle persone con disabilità, lavorando in rete con associazioni e realtà del territorio e promuovendo percorsi di inclusione. Grande importanza riveste anche il sostegno che la Fondazione riserva alle forze dell’ordine: in questo caso abbiamo pensato alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria che, con senso del dovere, rappresentano un esempio straordinario. A loro va il nostro ringraziamento».

La presidente ha ricordato parte delle attività svolte dalla Fondazione nell’ultimo anno: «Abbiamo avviato percorsi dedicati alla genitorialità e tante altre iniziative a sostegno delle categorie più fragili. Vedo qui presenti tante eccellenze del territorio: siete la spinta più importante per immaginare un futuro diverso, per riprendere in mano il presente e valorizzare le immense risorse della nostra terra».

Un pensiero è stato rivolto anche al delitto del giudice Scopelliti, che, a distanza di tanto tempo, non ha ancora trovato i responsabili.

«Mancano ancora verità e giustizia per mio padre. Vorrei un giorno poter raccontare a mia figlia Elena chi ha ucciso suo nonno. Trentacinque anni sono tanti per attendere delle risposte ed è doloroso che, dopo tutto questo tempo, si debba ancora chiedere giustizia per i propri cari» ha concluso.

In apertura è intervenuta Mariagrazia Arena, vicesindaco di Reggio Calabria: «Porto i saluti del sindaco Cannizzaro e dell’Amministrazione comunale – ha spiegato –. Fare memoria di un uomo e di un servitore dello Stato significa anche costruire il futuro. Ringraziamo la Fondazione perché, attraverso il suo impegno quotidiano, costruisce futuro, facendo rete e cercando di coinvolgere tutte le energie sane del territorio.

Ribadisco l’impegno della nostra Amministrazione nel contrasto a ogni forma di criminalità, portato avanti con fermezza attraverso la trasparenza delle decisioni, l’oggettività dei criteri di scelta, l’educazione nelle scuole e la vicinanza a chi ogni giorno sceglie di non arrendersi. È necessario risvegliare nelle persone il senso civico, affinché ciascuno si senta parte attiva di un percorso di crescita e legalità».

Poi il via ai riconoscimenti. Il Premio alla Memoria è stato assegnato a Gaetano Gebbia, storica figura della pallacanestro reggina. A ritirarlo è stato Bruno Calarco; a consegnarlo Rosanna Scopelliti.

A Roberto Di Palma, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, è andato il “Premio Scopelliti”, consegnato dalla presidente della Fondazione.

Di Palma ha lasciato una personale testimonianza ricordando: «Nell’estate del 1991 avevo appreso di aver superato l’esame di magistratura quando ricevetti la notizia dell’assassinio del giudice Antonino Scopelliti. Rimasi profondamente frastornato. Da quel momento, il suo esempio è diventato per me motivo di impegno civile quotidiano, guardando alla figura di un uomo che ha dedicato sé stesso al lavoro e al servizio dello Stato.

La Fondazione mi è stata vicina, soprattutto nei percorsi legati alla genitorialità. Nessuno nasce delinquente: creare percorsi di sostegno alla genitorialità significa stare accanto ai ragazzi, offrendo loro alternative alla strada e alla devianza. La memoria la teniamo viva non solo attraverso il ricordo di chi si è sacrificato, ma anche con i nostri comportamenti quotidiani, facendone un monito costante».

Il Premio “Istruzione, Formazione, Educazione” è stato assegnato a Francesco Scarpino per Bluocean. Il riconoscimento è stato consegnato da Marco Mauro.

Sul palco anche Aldo Sacchetti, già premiato lo scorso anno, che ha voluto omaggiare la Fondazione con una sua opera.

Un posto speciale nella serata è stato riservato ai ragazzi di “Artisti senza limiti”, il progetto voluto da Santo Palumbo con la Fondazione e realizzato con il prezioso aiuto della responsabile Mariacristina Altomonte, che ne ha coordinato le attività. Il progetto è stato ricordato da Marco Mauro, Pasquale Caprì, Benvenuto Marra e dal giovane Marco Cuzzocrea, che ha riproposto un toccante monologo sulla disabilità.

Restando sul tema dell’inclusione, il Premio “Impegno Sociale” è stato conferito a Special Olympics e consegnato alla presidente Luisa Elitro da Ernesto Siclari, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. Alla cerimonia erano presenti anche gli atleti di Special Olympics.

Il Premio “Istituzione culturale per la promozione del territorio calabrese” ha riconosciuto la validità e i risultati del progetto Visit Reggio Calabria, nato dalla collaborazione tra Confcommercio Reggio Calabria e l’agenzia Protur Media. Il riconoscimento è stato assegnato al presidente di Confcommercio Lorenzo Labate, al direttore Fabio Giubilo e al CEO di Protur Media Christian Zuin, e consegnato da Mariacristina Altomonte.

Zuin ha raccontato le peculiarità del progetto “Tesoro”, un laboratorio di storytelling digitale realizzato con la Fondazione e otto ragazzi del liceo classico Campanella che «hanno saputo interpretare l’utilizzo degli strumenti digitali per cambiare la narrazione».

A Giuseppe Talarico, ideatore di The Calabreser, è stato assegnato il Premio “Resto in Calabria”, consegnato da Lorenzo Vazzana, in arte Kamikaze.

A un’altra eccellenza reggina, Sebastiano Caridi, maestro pasticcere, è andato il Premio “Radici in Calabria”, consegnato da Vittoria Scordo.

Il Premio “Resistenza, impegno e testimonianza contro ogni forma di violenza” è stato conferito alla Casa Accoglienza Piccola Opera Papa Giovanni. A ritirarlo, per il presidente Piero Siclari, è stato Mario Nasone insieme alle corresponsabili Teresa Siclari e Nadia Modafferi.

A consegnarlo Alessandra Zagarella, vicepresidente dell’Osservatorio Violenza e Suicidio, legato alla Fondazione da un protocollo d’intesa, che ha ripercorso le attività svolte a supporto delle donne vittime di violenza.

L’avvocato Zagarella ha sottolineato l’importanza dello sportello «nel fornire aiuto alle donne vittime di violenza che, grazie anche al supporto psicologico, cercano di uscire dal tunnel della sofferenza e della difficoltà».

Come anticipato nella conferenza di presentazione, il Premio “Contrasto alle mafie per l’affermazione dei diritti” è stato assegnato agli appartenenti alla Polizia penitenziaria in servizio presso gli Istituti penali per i minorenni e ai familiari dei caduti nell’adempimento del dovere.

A ritirarlo il dirigente di Polizia penitenziaria Costanzo Sacco. A consegnarlo la direttrice USSM e Comunità Ministeriale di Reggio Calabria, Rosa Maria Morbegno, raggiunta sul palco dalla presidente dell’associazione Gioco Calcio Integrato Inclusivo Paola Caruso e dall’assistente sociale Simona Rizzo, che hanno ricordato il progetto avviato con i ragazzi in regime di messa alla prova.

Sacco ha evidenziato che «gli agenti, facendo del binomio umanità e legalità una ragione di vita, rappresentano un presidio fondamentale» e ha poi ricordato le attività della Fondazione che «difende e porta avanti iniziative mirate affinché il seme possa germogliare e perché si continui a cercare la verità sulla morte del giudice Scopelliti».

La serata si è conclusa con una menzione speciale assegnata al quartetto musicale Sax & Love, formato da Benedetta Marcianò (voce), Gino Mattiani (sax), Mimì De Leo (tastiere e produzione artistica) e Fabio Moragas (chitarra), che con parole e note ha accompagnato e impreziosito la serata.

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