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Assalti ai bancomat nella Piana di Gioia Tauro, la FABI lancia l’allarme sicurezza

La FABI esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per i recenti, gravissimi, episodi di assalti ai bancomat verificatisi nella Piana di Gioia Tauro, che testimoniano un preoccupante peggioramento della sicurezza nelle filiali bancarie del territorio calabrese.

Nella notte tra il 17 e il 18 giugno 2026, un commando di malviventi ha fatto esplodere con ordigni il bancomat della BCC Calabria Ulteriore a Rizziconi, provocando due violente deflagrazioni che hanno svegliato l’intera comunità, causando danni ingenti alla struttura bancaria e alle abitazioni limitrofe. I rapinatori, nonostante la resistenza della blindatura, hanno tentato di portare a termine il colpo seminando chiodi sulla strada e utilizzando estintori per ostacolare l’intervento dei Carabinieri, per poi darsi alla fuga a bordo di un’auto rubata.

Pochi giorni dopo, il 5 luglio 2026, un nuovo assalto ha colpito lo sportello automatico della Credem a Varapodio, il secondo nella zona in breve tempo.

Anche in questo caso è stata impiegata la tecnica della “marmotta”, 2 ordigni esplosivi inseriti nella fessura che hanno completamente distrutto i locali interni dell’agenzia, unitamente a chiodi a tre punte per proteggere la fuga, confermando un modus operandi sempre più pericoloso e organizzato.

Questi episodi non sono isolati, ma rappresentano l’ennesima manifestazione di un fenomeno criminale che si sta diffondendo in modo allarmante, soprattutto nelle aree interne e meridionali del Paese.

La FABI da tempo denuncia il rischio concreto per l’incolumità di lavoratrici e lavoratori bancari, spesso esposti ad interventi post-rapina, e per i cittadini, costretti a convivere con un senso di insicurezza crescente.

“Le banche e le istituzioni non possono più limitarsi a denunciare i fatti una volta avvenuti”, dichiara il sindacato. “È urgente un piano straordinario di investimenti in sicurezza: potenziamento di sistemi antifurto avanzati, vigilanza armata diurna e notturna dove necessario, collaborazione stretta con Forze dell’Ordine e Prefetture, e misure di prevenzione mirate sulle filiali più esposte.”

La FABI rinnova l’appello ad ABI e alle singole banche affinché:

– Rafforzino immediatamente le misure di tutela fisica e tecnologica delle filiali e degli ATM;

– Garantiscano formazione specifica e supporto psicologico al personale coinvolto in eventi traumatici;

– Promuovano un tavolo permanente con le autorità competenti per contrastare la “banda della marmotta” e simili organizzazioni criminali, spesso transregionali.

Non è più tollerabile che i dipendenti bancari, impegnati ogni giorno nel servizio alla collettività, paghino in prima persona l’incapacità di arginare un fenomeno che mette a rischio non solo il patrimonio delle banche, ma la sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e di intere comunità.

La FABI sarà al fianco di tutti i dipendenti coinvolti e non mancherà di monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, pronta a ogni iniziativa necessaria a tutela della categoria.

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