Greco ricorda come già nell’agosto del 2025 fosse stato lanciato un preciso allarme sugli effetti del Piano Stralcio, ritenuto eccessivamente restrittivo e capace di incidere negativamente sulle prospettive di crescita della regione.
«Per oltre un anno – dichiara – l’Autorità di Bacino ha di fatto bloccato lo sviluppo economico regionale attraverso un’interpretazione estremamente conservativa delle norme. Oggi il Tar ha chiarito che non è possibile applicare divieti assoluti senza consentire ai soggetti interessati di dimostrare, con studi tecnico-scientifici adeguati, la compatibilità degli interventi e il rispetto dell’invarianza idraulica».
Secondo il consigliere regionale, uno degli aspetti più significativi della pronuncia riguarda proprio il rigetto della linea sostenuta dall’Autorità di Bacino in sede giudiziaria.
«Il giudice amministrativo – sottolinea Greco – ha stabilito che la disciplina transitoria che consente di realizzare interventi previa dimostrazione dell’invarianza idraulica è pienamente vigente e prevale sui divieti generalizzati. È un principio importante che restituisce equilibrio tra la tutela del territorio e le esigenze di sviluppo».
Per Greco la sicurezza dei territori non può essere perseguita attraverso un blocco indiscriminato delle attività edilizie, produttive e turistiche, ma deve fondarsi su valutazioni tecniche puntuali e su strumenti scientifici avanzati.
«Esiste una strada che consente di coniugare sicurezza e crescita – afferma – ed è quella delle opere di mitigazione del rischio e delle moderne modellazioni idrauliche, che permettono di valutare concretamente ogni singolo intervento. Fermare indistintamente lo sviluppo della Calabria non significa garantire maggiore sicurezza».
Il consigliere regionale rivolge quindi un appello all’Autorità di Bacino affinché tenga conto dell’orientamento espresso dal Tar prima di approvare nuove misure.
«Dopo questa sentenza – conclude Greco – sarebbe un grave errore procedere senza un confronto serio con la Regione, con gli enti locali e con gli Ordini professionali. Ingegneri, geologi e architetti hanno dimostrato di poter offrire un contributo determinante. La Calabria non può permettersi un altro anno di immobilismo fondato su presunzioni che i tribunali stanno progressivamente smontando. Occorre abbandonare definitivamente la logica del divieto assoluto e seguire la strada indicata dal Tar, che rappresenta il giusto equilibrio tra tutela del territorio e sviluppo».
