“Gli errori sono allegri, la verità è infernale” - Albert Camus
HomeCalabriaProcesso Hydra, il pentito Cerbo: "Ho assistito alla nascita dell'alleanza tra Cosa...

Processo Hydra, il pentito Cerbo: “Ho assistito alla nascita dell’alleanza tra Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra”

Nuove dichiarazioni al processo Hydra, il procedimento che punta a fare luce sui presunti rapporti tra organizzazioni mafiose operanti nel Nord Italia. A rendere la propria deposizione è stato il collaboratore di giustizia William Alfonso Cerbo, 44 anni, conosciuto con il soprannome di “Scarface”, ascoltato in aula dietro un paravento per impedirne il riconoscimento.

Nel corso dell’udienza, Cerbo ha ricostruito quella che, secondo il suo racconto, sarebbe stata la nascita di un’alleanza criminale tra esponenti di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e Camorra, finalizzata alla gestione di affari illeciti in Lombardia.

“Posso dire di essermi trovato in mezzo alla nascita di questo sistema”, ha dichiarato il collaboratore, riferendosi a un’organizzazione che, secondo la sua testimonianza, avrebbe operato tra le province di Milano e Varese, mantenendo contatti anche con il mandamento di Castelvetrano, nel Trapanese, territorio storicamente riconducibile a Matteo Messina Denaro.

Cerbo, indicato dagli investigatori come l’ex “collettore economico a Milano del clan Mazzei di Catania” e ritenuto specializzato nelle truffe, ha collocato la nascita di questa presunta alleanza nel 2019. Tra le figure che avrebbero avuto un ruolo centrale ha citato “Cantarella e Vestiti, in primis”, facendo riferimento a Gaetano Cantarella, detto Tano, scomparso nel 2020 in un caso di presunta “lupara bianca”, e a Giancarlo Vestiti, imputato nel processo e ritenuto dagli inquirenti vicino al clan camorristico dei Senese.

Il collaboratore ha inoltre sostenuto di aver avuto un ruolo nel consolidamento del presunto sodalizio criminale. “Questo sistema si è alimentato anche grazie a me, in quanto io in quel preciso momento storico ero a Milano a fare illeciti”, ha affermato davanti ai giudici.

Le dichiarazioni rese da Cerbo saranno ora oggetto di verifica e confronto nell’ambito del dibattimento, nel pieno rispetto del principio del contraddittorio e della presunzione di innocenza degli imputati fino a eventuale sentenza definitiva.

Articoli Correlati