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La Calabria brucia, gli organizzatori del Festival Alberincanti: “Tutelare il patrimonio ambientale è un dovere di tutti”

Mentre la Calabria continua a fare i conti con una nuova e drammatica stagione di incendi, tra roghi che devastano il territorio, inneschi dolosi e racconti sempre più inquietanti sulle tecniche utilizzate per alimentare le fiamme, cresce la preoccupazione per un fenomeno che sta mettendo in ginocchio intere comunità. Ad esprimere una ferma condanna sono gli organizzatori del Festival Madreterra InterCOOLtura. Alberincanti, progetto promosso dal P.I.C. CASSIODORO in partnership con l’Associazione Kalabria 2001 e Beroe Editore, finanziato a valere sull’Avviso “Attività Culturali – Annualità 2025” con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3, che, attraverso vari linguaggi, sul territorio catanzarese promuove una nuova narrazione partendo dal valore delle risorse ambientali. Riconoscono l’impegno della Regione ed esprimono piena solidarietà a tutte le donne e gli uomini impegnati nelle operazioni di contrasto agli incendi, ribadendo la necessità di una presa di posizione ferma e condivisa contro ogni forma di criminalità ambientale.
“Come ideatrice e direttore artistico del Festival, ma anche come cittadina – dichiara Angelica Artemisia Pedatella – , sento il dovere di esprimere la mia indignazione per quanto sta accadendo. Gli incendi non distruggono soltanto boschi e paesaggi, colpiscono l’identità della Calabria, il suo patrimonio naturale e il futuro delle nuove generazioni. È importante che ognuno di noi faccia la propria parte: invitiamo tutti a segnalare tempestivamente movimenti sospetti. Il silenzio e l’indifferenza sono alleati di chi devasta il nostro territorio”.
Sulla stessa linea il Presidente del PIC Cassiodoro, Fortunato Cozzupoli, promotore del progetto, che richiama il valore della responsabilità collettiva e il ruolo della cultura nella tutela del patrimonio naturale. “Condanniamo con fermezza questa pratica criminale che continua a ferire la Calabria, distruggendo un patrimonio naturale che appartiene a tutti. Difendere l’ambiente significa tutelare la nostra identità, la nostra storia e il futuro delle nuove generazioni. Come promotori di un Festival che mette al centro il rapporto tra gli alberi e le comunità, crediamo che la cultura debba essere anche uno strumento di educazione, partecipazione e responsabilità civica. Questa è la missione del PIC Cassiodoro: promuovere ricerca, valorizzazione e innovazione per costruire una nuova coscienza collettiva fondata sulla conoscenza, sul senso di appartenenza e sulla tutela del patrimonio materiale e immateriale” afferma evidenziando l’impegno quotidiano per contribuire a formare cittadini sempre più consapevoli, perché solo una comunità che conosce e ama il proprio territorio può proteggerlo e valorizzarlo. “Continueremo a sostenere ogni iniziativa capace di difendere il nostro patrimonio naturale e culturale, con l’ambizione di fare del PIC Cassiodoro un punto di riferimento per la promozione di un modello di sviluppo che coniughi ambiente, cultura e innovazione” chiosa.

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