“Se non siamo audaci, il che non è sinonimo di irresponsabili, se non siamo terribilmente audaci con i nostri sogni e non crediamo in loro fino a renderli realtà, allora i nostri sogni appassiscono, muoiono, e noi con loro” - Luis Sepúlveda
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Suppletive, Monteleone (Futuro Nazionale): “Reggio non accetta candidati calati dall’alto”

“Montanelli raccontava del soldato siciliano che, durante la Grande Guerra, viveva il conflitto con distacco, quasi come qualcosa che non lo riguardasse. Poi, un giorno, un cecchino austriaco gli sparò vicino. Il soldato si voltò, quasi incredulo, e disse: «A mia?!». Da quel momento, quella guerra, che fino a un attimo prima gli era sembrata lontana ed estranea, era diventata improvvisamente personale.

Allora permettetemi di prendere in prestito quel «A mia?!» e portarlo dentro questa campagna elettorale.

Mi volete appioppare un candidato straniero? A mia?!

Mi volete dire che, per rappresentare Reggio a Roma, bisogna necessariamente scegliere qualcuno che Reggio non l’ha vissuta, non l’ha amministrata e non ne conosce quotidianamente problemi e difficoltà? A mia?!

Mi volete convincere che questa terra non abbia uomini capaci di rappresentarla e che il collegio debba diventare, ancora una volta, una casella da riempire con una scelta maturata altrove? A mia?!

Ecco, io penso che questa volta la risposta debba arrivare direttamente da Reggio.

Domenico Giannetta è un uomo di questa terra, con una storia politica e istituzionale costruita qui. Non è qualcuno che deve venire a conoscere Reggio dopo essere stato candidato: è qualcuno che può andare a Roma portandosi dietro la conoscenza concreta di questa città e di questa provincia.

E allora sì, il Comitato 594 rivendica il diritto di dire: «A mia!»

A me interessa chi conosce Reggio.
A me interessa chi può parlare dei suoi problemi senza farseli raccontare.
A me interessa chi, quando a Roma si discute del futuro di questa terra, non debba chiedersi dove si trovi Reggio sulla cartina.

Per questo sostengo Domenico Giannetta e Futuro Nazionale.

Perché una cosa è rappresentare un territorio, un’altra è appartenere a quel territorio e sentirne come proprie le battaglie.

E se qualcuno pensa ancora che Reggio debba limitarsi ad accettare candidati confezionati altrove, la risposta, questa volta, dovrebbe essere una sola:

A mia?! Reggio non è terra di conquista!”.

Così Domenico Monteleone, Referente del Comitato Costituente Reggio Calabria 594 – Futuro Nazionale.

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