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Il settembre di Demetra, otto giorni tra cultura e identità

Si è svolta questa mattina, giovedì 27 agosto 2026, nel Salone dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio, la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione de “Il settembre di Demetra”, il festival di cultura, identità e rinascita organizzato dall’Associazione Italiana Parchi Culturali Nazionale ETS (AIParC), in programma a Reggio Calabria dal 31 agosto al 7 settembre.

L’incontro, moderato dalla giornalista Marina Crisafi, ha visto i saluti istituzionali del consigliere comunale delegato Paolo Bilardi, in rappresentanza dell’amministrazione, e l’intervento del presidente nazionale AIParC Salvatore Timpano, che ha illustrato il programma.

 

Bilardi: “La cultura è coltivare l’anima”

Portando i saluti del sindaco Francesco Cannizzaro, Bilardi ha sottolineato il valore della cultura come strumento di valorizzazione del territorio.

“Quando la cultura diventa valorizzazione del territorio, diventa turismo, diventa economia”, ha affermato, ricordando la posizione di Reggio Calabria nel cuore del Mediterraneo e il patrimonio legato alla Magna Grecia.

Il consigliere ha quindi richiamato il significato originario della parola cultura: “La cultura è coltivare l’anima. Non bisogna pensare che il teatro sia messo lì, il museo sia messo lì, il castello sia messo lì. Bisogna fare in modo che tutte queste realtà entrino in connessione”.

Per Bilardi, manifestazioni come “Il settembre di Demetra” rafforzano il rapporto tra patrimonio, comunità e nuove generazioni: “La cultura è anche questo: è comunità”.

Ha infine ribadito l’attenzione dell’amministrazione verso gli eventi culturali, artistici e musicali cittadini, annunciando il lavoro della Commissione Cultura per nuovi progetti. “Troverete sempre un’amministrazione presente, attiva, attenta e soprattutto pronta ad ascoltare tutte quelle che sono le esigenze per portarle avanti insieme”, ha concluso.

 

Timpano: “La cultura ha bisogno di sinergia”

Il presidente AIParC nazionale Salvatore Timpano ha ringraziato le istituzioni e le numerose realtà coinvolte: tra gli altri, Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; Ezio Privitera, presidente del Circolo del Tennis Rocco Polimeni; il presidente e il direttore del Conservatorio “Francesco Cilea”; il presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria Giuseppe Caridi; Angelo Musolino, presidente nazionale Conpait Pasticceri d’Italia; Giuseppe Bova, presidente del Rhegium Julii; la presidente del Rotary Reggio Sud Parallelo 38 e gli altri partner della manifestazione.

“Non sono ringraziamenti formali. Sono ringraziamenti che stanno a significare come, per fare un lavoro nell’ambito della cultura, bisogna che ci sia una sinergia”, ha spiegato Timpano.

E rivolgendosi al consigliere Bilardi ha aggiunto: “I presidenti passano, ma rimangono le istituzioni, rimangono le associazioni, rimane fondamentalmente la cultura, che è alla base del vivere civile e della qualità della vita”.

Timpano ha evidenziato anche la collaborazione con la nuova amministrazione comunale, che ha consentito di definire autorizzazioni e location nonostante i tempi ravvicinati. “Vuol dire vivacizzare luoghi che altrimenti sarebbero morti”, ha osservato, riferendosi agli spazi di Palazzo San Giorgio, Palazzo Alvaro, del Museo Archeologico e del Circolo del Tennis.

 

Demetra, simbolo di identità e rinascita

Timpano ha poi illustrato la “poetica” del festival: “Nel segno di Demetra, identità, memoria e rinascita per Reggio Calabria”.

Il progetto si ispira alla dea Demetra, simbolo del raccolto, della fertilità e del rinnovarsi della vita. La rappresentazione della dea è stata ideata dall’artista e socia Elvira Sirio, già madrina della “Primavera della bellezza”.

Il festival propone conferenze, mostre, concerti e momenti teatrali, intrecciando archeologia, storia, arte, letteratura, musica, mito e cultura etnica.

“Il Settembre di Demetra propone una lettura del patrimonio culturale non come semplice testimonianza del passato, ma come risorsa viva per interpretare il presente e immaginare il futuro”, ha spiegato Timpano.

L’obiettivo è valorizzare identità, memoria, bellezza, tutela del patrimonio e dialogo tra generazioni, con il Mediterraneo inteso come spazio di civiltà, incontro e scambio.

 

Il programma in otto giorni

Il calendario prenderà il via lunedì 31 agosto alle 17.30 a Palazzo Alvaro, con l’inaugurazione e la conferenza “Saverio Strati: il dialogo sociale e il canto di Calabria”, con Franco Cernuto e Antonio D’Elia. Dalle 17 sarà visitabile la mostra dello scultore Paolo Infortuna.

Martedì 1 settembre, al Museo Archeologico Nazionale, si parlerà di “Popolazioni indigene e coloni greci nel reggino, tra IX e V secolo a.C.”, con Rossella Agostino e Fabrizio Mollo.

Mercoledì 2 settembre, a Palazzo San Giorgio, Salvatore Bottari e Giuseppe Caridi affronteranno “I moti del 1847-1848 tra Messina e la Calabria”. Alle 19.30, in Piazza Italia, si terrà la commemorazione dei martiri del 1847, mentre dalle 17 sarà visitabile la mostra fotografica di Antonio Sollazzo.

Giovedì 3 settembre, al Circolo del Tennis Rocco Polimeni, il maestro Sergio Di Giorgio e i Cerameddari saranno protagonisti di “Aperice_Ramedde – Un’altra storia da raccontare: il suono delle zampogne”. In mostra le opere del pittore Francesco Logoteta.

Venerdì 4 settembre, sulla terrazza del Museo Archeologico, Mariangela Monaca e Auretta Sterrantino parleranno del ruolo del divino nelle tragedie classiche, da Eschilo a Euripide.

Sabato 5 settembre, a Palazzo Alvaro, Domenico Michele Surace proporrà “Apologia di Ade. L’arte di sottrarre per rivelare”, dal mito di Demetra e Persefone all’arte contemporanea. In mostra le opere di Elvira Sirio.

Domenica 6 settembre, al Circolo del Tennis, è previsto il concerto lirico del Conservatorio “Francesco Cilea”, con la classe di canto della professoressa Serenella Fraschini.

Gran finale lunedì 7 settembre alle 21.30, ancora al Circolo del Tennis Rocco Polimeni, con la IX edizione del Premio Nazionale Demetra “Irene Tripodi” 2026. Saranno premiate sette eccellenze nazionali e/o internazionali. La serata comprenderà il concerto dell’Ensemble dell’Università Mediterranea, coordinato da Dario Siclari, l’Inno a Demetra interpretato dall’attrice Teresa Timpano e la mostra collettiva di Elvira Sirio, Paolo Infortuna, Francesco Logoteta e Antonio Sollazzo. Conduce Eva Giumbo, cerimoniera Maria Rita Mallamaci.

 

Cultura e destagionalizzazione

Tra gli obiettivi della manifestazione c’è anche la destagionalizzazione culturale e turistica.

“Ho voluto collocare il Settembre di Demetra a cavallo tra l’estate regina e le feste mariane”, ha spiegato Timpano. “Destagionalizzando questo festival, noi consentiamo una continuità tra gli eventi estivi, che sono moltissimi, e un periodo che normalmente è vuoto”.

Il festival vuole così offrire anche ai visitatori la possibilità di conoscere, accanto al patrimonio paesaggistico della città, la storia e la cultura identitaria del territorio.

“Attraverso questo festival un turista può portare via delle briciole di cultura”, ha detto Timpano.

Il Premio Demetra, nato da un’idea di Irene Tripodi, presidente dell’associazione scomparsa prematuramente, rappresenta il momento conclusivo di un percorso ormai consolidato e giunto alla nona edizione, a un anno dal traguardo del decennale.

La commissione è presieduta da Salvatore Timpano e Giuseppe Caridi e comprende Rossella Agostino, Marina Neri, Tonino Raffa, Mirella Amatrici e Franco Cernuto, con la collaborazione di Fortunato Marcianò e Daniela Pizzimenti.

“Sono stato tra gli artefici di questa che chiamo una creazione, un’ideazione, che però ha avuto bisogno di decine e decine di persone per la sua realizzazione”, ha concluso Timpano. “Ognuno ha messo la sua parte e coordinare è facile quando ci sono cavalli di razza”.

L’appuntamento è dunque per 31 agosto a Palazzo Alvaro, per l’avvio di otto giorni dedicati alla cultura, alla memoria, al mito e all’identità di Reggio Calabria.

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