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Magna Graecia Film Festival a Soverato. Valeria Golino racconta il suo cinema come educazione sentimentale

Le grandi personalità del cinema sono in Calabria al Magna Graecia Film Festival. La seconda serata della kermesse, ideata e diretta da Gianvito Casadonte, ha visto ieri sul palco dell’arena sul lungomare di Soverato l’attrice e regista Valeria Golino, protagonista di una conversazione d’autore, un viaggio intimo e appassionato che ha rivelato la genesi della sua vocazione artistica e la sua personale visione della settima arte. 
Guidata dalle domande di Carolina Di Domenico, l’ospite sul palco ha spiegato come il cinema abbia rappresentato una vera e propria “educazione sentimentale”, grazie anche ad una famiglia di cinefili che l’ha da sempre influenzata. L’ingresso in questo mondo è arrivato precocissimo, a soli 17 anni, segnato da un incontro destinato a cambiarle la vita: quello con Lina Wertmüller. Un percorso sicuramente composto da tanta imprevedibilità ma allo stesso tempo da tanta ricerca: «È successo prima che potessi deciderlo. Ho avuto la fortuna di essere scelta da Lina Wertmüller in un momento in cui le registe donne nel mondo erano pochissime. Da quel primo film la mia vita è cambiata: è stato un evento imprevedibile, ma anche l’inizio della mia ricerca del bello».
L’attrice ha poi sottolineato come per lei il bello risieda nel talento e nella capacità di raccontare anche ciò che appare conturbante o scomodo, relativamente ai registi alla prima opera. «Mi intriga il rischio, mi piace tutto ciò che è in potenza. Non mi piace quello che è già finito. Entrare nell’immaginario di una persona alla sua prima regia, credere nel suo potenziale e sposare il suo punto di vista è una delle cose che mi ha sempre incuriosito e divertito di più».
Golino si è espressa anche sulle seconde opere, dietro le quali notoriamente si cela la ricerca di una conferma e per le quali si avverte un senso di pressione: «È una pressione indotta. Nelle seconde opere c’è sempre una sorta di malinconia, come mi disse durante una cena a Los Angeles il regista Steven Soderbergh. “Miele” era il mio primo film da regista e ha avuto successo inaspettato. Il secondo film Euforia mi dava molta apprensione quindi pensavo di avere quella malinconia. Alla fine, non lo era».
«Ogni film che farò sarà il mio primo film, ogni ruolo che reciterò sarà il mio primo. Negli anni ho acquisito autorevolezza proprio perché lo faccio da tanto tempo ma ho sempre l’idea di fare qualcosa di ignoto» – ha dichiarato poi l’attrice in merito al sentirsi sempre in una fase di ricerca. In conclusione, alla domanda su ciò a cui non rinuncerebbe mai come autrice, Valeria Golino ha ribadito il senso del proprio fare artistico: «Non rinuncerei mai a porre domande attraverso le immagini. Il cinema non deve impartire lezioni né fornire risposte».
In apertura di serata inizia con il panel “Le grandi fiction Rai in Calabria”, moderato dal giornalista Antonio Capellupo con Maria Pia Ammirati, Direttrice di Rai Fiction, Giampaolo Calabrese, Direttore della Calabria Film Commission, Maria Francesca Gagliardi, Responsabile Scouting e acquisizioni letterarie di Fremantlemedia Italy Group, Edmondo Amati, Line Producer Fremantlemedia Italy Group. Si è parlato principalmente della produzione di Sandokan serie esordio da record con 5,8 milioni di telespettatori, il 34% di share e la vendita del titolo in oltre 30 Paesi, che ha trasformato la Calabria nel cuore pulsante di una delle produzioni più imponenti e innovative della serialità moderna. Nel corso della tavola gli ospiti hanno raccontato la genesi di questa opera titanica durata anni, nata dalla scelta strategica di investire sul territorio italiano ed evitare la delocalizzazione all’estero. Dalla costruzione di un grande backlot a Lamezia Terme – dove sta nascendo un vero e proprio distretto audiovisivo d’eccellenza – all’impiego di tecnologie pioniere, la produzione ha saputo ricreare le atmosfere esotiche di Salgari valorizzando l’incredibile varietà morfologica della regione, la sua accoglienza e l’alto livello delle sue maestranze e del suo artigianato locale. Una sfida vinta anche relativamente alla narrazione utilizzata: il mito viene reinterpretato in chiave contemporanea restituendo centralità ai personaggi, approfondendone il non detto ma anche le caratteristiche storiche. Lo scopo di operazioni di questo tipo ribalta definitivamente la narrazione della Calabria: grazie all’impiego strategico dei fondi europei e alla sinergia tra grandi player dell’audiovisivo, la regione si affranca dai vecchi stereotipi per affermarsi come polo d’attrazione internazionale, incubatore di giovani talenti e virtuosa leva di marketing territoriale.
Il programma della serata è poi terminato con la proiezione del secondo film in concorso nella sezione opere prime e seconde italiane, “La gioia” di Nicolangelo Gelormini. Presenti in Arena per il dibattito, il regista insieme ai protagonisti Valeria Golino e Francesco Colella. Sul palco anche il saluto di Marianna Lancellotti, attrice originaria di Soverato.
Nel pomeriggio, al Teatro Comunale di Soverato sono proseguite le proiezioni delle altre sezioni del MGFF. In particolare Brunori Sas – Il tempo delle noci di Giacomo Triglia ha aperto la sezione “Bella come il cinema” a cura della Calabria Film Commission e dedicata alle produzioni legate alla regione. Lo stesso regista ha introdotto la visione del film raccontando il suo rapporto professionale e di amicizia di lunga data con il cantautore e l’idea di testimoniare il processo creativo dietro la realizzazione del suo ultimo album. Proiettati, inoltre, Radio Solaire di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci (Sezione Documentari) e Nino di Pauline Loquès (Sezione Opere Prime e Seconde Internazionali).
Stasera lunedì 27 luglio sul palco del MGFF, Isabella Ferrari e Marco D’Amore converseranno con Carolina Di Domenico. Terzo film in concorso sarà “Breve storia d’amore” di Ludovica Rampoldi (Sezione Opere Prime e Seconde Italiane). Ospiti per il dibattito la stessa regista con il protagonista Massimo De Lorenzo.
Al Teatro Comunale, dalle ore 18.00, Dom di Massimiliano Battistella (Sezione Documentari)). A seguire, ore 19.30 Nyumba di Francesco Del Grosso (Bella Come il Cinema – Calabria Film Commission) preceduto da un incontro con il regista e parte del cast. In chiusura – ore 21.30 – 120 mm di Lorenzo Della Pasqua (First Lights – Picentia Short Film Festival) e My father’s Shadow di Akinola Davies (Sezione Opere Prime e Seconde Internazionali).
Il MGFF è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Le Colonne d’Oro assegnate durante il festival sono realizzate dal Brand GB Spadafora. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Webgenesys, Vecchio Amaro del Capo, Cinzano, Michele Placido Foundation, Banca Montepaone, Calabria Motori, Silpa Piscine, Gioielleria Megna, L’Aurora.
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