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Beni confiscati alle mafie, la Calabria è terza in Italia: oltre il 14% degli immobili restituiti alla collettività

La Calabria si conferma tra le regioni italiane maggiormente interessate dal riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Secondo il rapporto “Dal male al bene: come trasformare i beni sottratti alle mafie. Analisi, stime e prospettive”, realizzato dalla Fondazione Eurispes e presentato al Senato, al 31 dicembre 2023 gli immobili definitivamente destinati a finalità pubbliche e sociali erano 23.658 in tutta Italia, con la regione che rappresenta il 14,36% del totale nazionale.

La graduatoria vede al primo posto la Sicilia, che concentra il 38,36% dei beni destinati, seguita dalla Campania con il 16,36%, mentre la Calabria occupa il terzo posto.

Il dossier evidenzia come «l’81% degli immobili è stato trasferito agli enti territoriali», mentre il 13% è rimasto nel patrimonio dello Stato per finalità istituzionali. Solo una quota residuale è stata alienata, scelta prevista esclusivamente quando non risultano praticabili destinazioni di interesse pubblico o sociale.

Secondo Eurispes, la fase della destinazione rappresenta «la fase conclusiva e più delicata del percorso di sottrazione dei beni alla criminalità organizzata». Dopo la confisca definitiva, infatti, gli immobili entrano nel patrimonio dello Stato e possono essere assegnati agli enti locali, che hanno la possibilità di utilizzarli direttamente oppure concederli gratuitamente ad associazioni, cooperative ed enti del Terzo settore per attività di carattere sociale.

L’analisi segnala inoltre una crescita significativa rispetto all’anno precedente: il numero dei beni destinati è aumentato del 34,03%, indice di un’accelerazione nelle procedure di assegnazione.

Più complessa, invece, la situazione delle aziende confiscate. Al 31 dicembre 2023 quelle definitivamente destinate erano 2.172, concentrate soprattutto nei comparti delle costruzioni e del commercio. Il rapporto sottolinea che «circa il 95% delle aziende confiscate viene posto in liquidazione», mentre soltanto una minima parte riesce a proseguire l’attività sul mercato legale.

L’aggiornamento al 22 dicembre 2024 indica che le imprese definitivamente confiscate sono salite a circa 3.422. Anche in questo caso la Calabria figura tra le regioni più coinvolte, con 417 aziende, preceduta soltanto da Sicilia, Campania e Lazio.

Per gli autori dello studio, i dati confermano la necessità di rafforzare le politiche di sostegno alle imprese confiscate, così da favorirne la continuità produttiva e trasformare il patrimonio sottratto alle organizzazioni mafiose in una concreta opportunità di sviluppo economico e sociale per i territori.

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