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AVS–Sinistra Italiana contro la riforma statutaria in Calabria: “Grave stretta democratica”

“Sinistra italiana/Avs valuta molto negativamente la manovra antidemocratica della Destra Calabrese sulle riforme statutarie e sulla introduzione, nello Statuto Regionale calabrese, di 2 nuovi Assessori e di 2 Sottosegretari alla Presidenza, con relativi costi di staff e di mantenimento degli annessi costosi “Portaborse” (sui quali la maggioranza procede spedita e veloce come un treno della alta velocità giapponese, a “tambur battente”!).

 

Quando la Destra calabrese deve avere un rapporto con il popolo elettore che non sia di elezioni con liste di notabili, o di plebiscito a ratifica (da ultimo quello mancato del 22 marzo sui giudici), ha mille paure e premure e si trincera nei sofisticati sofismi di leggi regionali evidentemente costruite “ad hoc” (legge r. n. 8 del 2026 che modifica la legge r. n. 45 del 2025).

 

La destra evidentemente ama i plebisciti e il marketing sui social, ma non ama i controlli popolari.

 

Come abbiamo potuto leggere sulla stampa, da ultimo, i consiglieri di opposizione (in numero di 7), nei giorni scorsi, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 123 della Costituzione, hanno avanzato formale richiesta di sottoporre a referendum statutario le riforme dello Statuto del 2026, con arroganza approvate dalla Destra, e si sono visti opporre dal Segretario generale del Consiglio regionale (Tommaso Calabrò) la fresca legge regionale che disciplina questo tipo di referendum, secondo la quale il referendum di controllo non può tenersi su leggi di revisioni “parziali” che coinvolgano “aspetti organizzativi” (o siano mero recepimento di nuove norme nazionali). 

La maggioranza (e il Segretario generale) non sono conoscenza che gli aspetti organizzativi sono trattati in tutti gli Statuti (che hanno funzione di organizzare la forma di governo regionale dal 1999), e che le uniche parti non dispositive degli Statuti regionali ordinari, per giurisprudenza consolidata della Corte (anni 2000-2006), sono i “principi fondamentali dello Statuto” sui quali la Calabria ammette, paradossalmente, il referendum popolare (inutile a quel punto).

La situazione creatasi è di evidentissima strozzatura democratica e di palese incostituzionalità in quanto la Calabria – ad oggi – impedisce la forma popolare del controllo referendario sulla politica regionale e le sue scelte in favore delle caste (presenti a Roma come a Catanzaro)

Sinistra italiana/AVS conferma, dunque, quanto già denunciato in precedenza a sostegno della iniziativa del Comitato delle associazioni che ha depositato la sua istanza in data 30 marzo scorso presso il Consiglio regionale a Reggio Calabria.

Sinistra italiana/Avs si unisce – oggi – alla battaglia della minoranza consiliare (che finalmente segue le indicazioni già avanzate anche da noi), continua a ritenere che le ragioni della Democrazia e della Costituzione debbano essere perseguite in tutte le sedi, sia quelle politiche sia quelle del controllo giurisdizionale, anche eventualmente puntando alla declaratoria di incostituzionalità delle riforme statutarie del 2026 da ottenere attraverso intervento della Corte Costituzionale (ai sensi dell’art 134 del testo della Carta) a tutela di diritti politici dei cittadini calabresi”.

E’ quanto si legge in una nota di Sinistra italiana/Avs.

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