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Autonomia differenziata,Filomena Greco scrive a deputati e senatori del Mezzogiorno: “L’unità della Repubblica non si difende a parole”

«Non vi chiedo di difendere una parte politica. Vi chiedo di difendere un principio costituzionale fondamentale: i diritti dei cittadini devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».

È quanto scrive Filomena Greco, Consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, in un’accesa lettera aperta indirizzata a tutti i deputati e senatori eletti nelle regioni del Mezzogiorno, a prescindere dagli schieramenti politici. Greco firma la lettera non solo come Consigliera regionale, ma come rappresentante di una terra che conosce ogni giorno il peso delle disuguaglianze territoriali e dei diritti non sempre garantiti nella stessa misura a tutti i cittadini italiani.

Nella lettera, Greco chiede a ciascun deputato e senatore di votare contro le pre-intese sottoscritte dal Governo con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di autonomia differenziata, e di sostenere un percorso di riforma che abbia come priorità la piena attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, il rafforzamento dei meccanismi perequativi e la garanzia uniforme dei diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale.

Quel principio, scrive Greco, viene eluso proprio dal modo in cui le pre-intese oggi all’esame del Parlamento sono state costruite, poiché si innestano su procedimenti avviati nel 2017 e ripresi solo di recente, in un contesto profondamente mutato dalla pandemia, dalla crisi energetica e dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 192 del 2024, che ha richiamato limiti, condizioni e garanzie inequivocabili per l’attuazione della riforma.

A questo si aggiunge, scrive Greco, un nodo di trasparenza. Sanità, protezione civile, professioni e previdenza complementare riguardano aspetti essenziali della vita dei cittadini, eppure durante l’esame parlamentare delle pre-intese è stata impedita l’audizione dei ministri competenti sulle materie direttamente coinvolte, nonostante le richieste avanzate dalle opposizioni.

Le conseguenze di questo vuoto, per Greco, si misurano sulla vita concreta dei cittadini del Mezzogiorno. «Migliaia di cittadini continuano a spostarsi verso altre aree del Paese per ottenere prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite ovunque con gli stessi standard — scrive Greco — . Molti giovani lasciano ogni anno la propria terra per studiare, lavorare o costruire altrove il proprio futuro. Interi territori continuano a soffrire ritardi infrastrutturali, carenze nei servizi pubblici essenziali e minori opportunità di sviluppo. Questa non è una lettura ideologica. È una realtà che amministratori, sindaci, consiglieri regionali e parlamentari del Mezzogiorno conoscono bene».

La Consigliera richiama anche l’articolo 3 della Costituzione, osservando che l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini non è stata ancora pienamente realizzata. Per questo, scrive Filomena Greco, prima di trasferire ulteriori competenze occorrerebbe garantire ovunque Livelli Essenziali delle Prestazioni realmente uniformi, e assicurarsi che i meccanismi di perequazione siano effettivamente in grado di ridurre i divari territoriali.

L’altro tema riguarda la protezione civile. Le emergenze sismiche, idrogeologiche e climatiche, scrive la Consigliera regionale, richiedono una visione nazionale e strumenti fondati sulla solidarietà tra territori. La sicurezza dei cittadini, aggiunge, non può diventare un diritto differenziato.

Per Greco, resta infine una domanda decisiva. Se le competenze richieste da Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sono realmente destinate a migliorare l’efficienza amministrativa e la qualità dei servizi, perché tali benefici dovrebbero essere riconosciuti soltanto a quattro Regioni?

Il voto che deputati e senatori del Mezzogiorno saranno chiamati a esprimere, sottolinea Filomena Greco, non rappresenta una semplice formalità procedurale, ma una scelta destinata a produrre effetti profondi e duraturi sul futuro del Paese, che resterà agli atti ben oltre le dinamiche contingenti della politica.

«I diritti fondamentali non possono dipendere dal luogo in cui una persona nasce o risiede — conclude Greco — . Tra qualche anno i cittadini non ricorderanno le dinamiche interne ai partiti, ma ricorderanno chi ha difeso il loro diritto ad avere le stesse opportunità e gli stessi servizi garantiti in ogni parte d’Italia. L’unità della Repubblica non si difende con le dichiarazioni di principio. Si difende garantendo a tutti i cittadini italiani gli stessi diritti, le stesse opportunità e la stessa dignità».

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