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Paolillo: “Come leggere le etichette alimentari ed evitare gli inganni durante la spesa”

“Il consumatore è l’anello più debole della catena alimentare per questo motivo essere consumatori informati è il primo passo per tutelare la propria salute. L’etichetta alimentare è la vera “carta d’identità” di un prodotto, saperla interpretare permette di fare scelte salutari ed evitare strategie di marketing ingannevoli. La prima voce a cui prestare attenzione quando leggiamo l’etichetta di un prodotto alimentare è l’ordine degli Ingredienti: Non tutti sanno che i componenti sono inseriti con un criterio ben preciso. I prodotti sono elencati dal più presente al meno presente in termini di peso. Il primo ingrediente rappresenta la percentuale più rappresentativa che compone il nostro alimento. Se in un biscotto “integrale” il primo ingrediente è la “farina di frumento tipo 0” e l’integrale è al terzo o quarto posto, quel prodotto non è davvero integrale. Se, ad esempio, lo zucchero o i grassi idrogenati compaiono tra i primi tre ingredienti, il prodotto è nutrizionalmente povero. In un secondo momento potremmo dedicarci alla comprensione della tabella Nutrizionale che indica l’apporto energetico e i nutrienti riferiti a 100 grammi (o 100 millilitri) di prodotto, e talvolta per singola porzione. Leggiamo bene la percentuale dei grassi e distinguiamo i grassi totali e “grassi saturi”. Questi ultimi vanno limitati perché, secondo studi scientifici ormai confermati, sono legati al rischio cardiovascolare. Per quanto riguarda i carboidrati o zuccheri dobbiamo sapere che la dicitura “di cui zuccheri” indica gli zuccheri semplici (aggiunti o naturali). Più questo valore è basso, meglio è.  Attenzione anche alla quantità di sale presente nell’alimento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda meno di 5 grammi di sale al giorno. Esistono anche i falsi amici dell’ambiente e il Marketing ingannevole. Non ci facciamo ingannare dalle scritte sulla parte frontale della confezione perché spesso sono esche pubblicitarie. Un’informazione corretta passa anche dalla gestione della freschezza e dell’origine del cibo. “Da consumarsi entro”: È la data di scadenza tassativa. Oltre questo limite il cibo può essere nocivo. Si applica a prodotti freschi come latte o carne. “Da consumarsi preferibilmente entro il” è, invece, il Termine Minimo di Conservazione (TMC) oltre questa data il prodotto perde alcune proprietà organolettiche (sapore, profumo) ma resta sicuro. Origine e stabilimento: Controlla sempre il codice del produttore e la provenienza delle materie prime, specialmente per carne, latte, uova e derivati, olio e pasta. Controlla che sulla provenienza sia riportato UE cioè Unione Europea e non UE proveniente da paesi che non fanno parte dell’Unione Europea. Per quanto riguarda la dichiarazione 100% Italiano vuol dire che quel prodotto alimentare è stato prodotto in Italia dalla materia prima sino al confezionamento”.

Così in una nota Antonio Paolillo, tecnologo alimentare.

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