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Pesca illegale nel Tirreno calabrese: sequestrate reti vietate per 19 chilometri, salvati esemplari protetti

Un’imponente operazione condotta nelle acque del Tirreno calabrese ha portato al recupero e al sequestro di circa 19 chilometri di reti spadare, strumenti di pesca proibiti in tutto il Mediterraneo da oltre vent’anni. L’intervento è stato eseguito dal Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia insieme alla Guardia costiera in un’area marina antistante il litorale di Fuscaldo, in provincia di Cosenza.

L’attività investigativa è scattata dopo una segnalazione fornita da alcune imbarcazioni di Sea Shepherd Italia. Il 6 giugno scorso, infatti, i volontari dell’organizzazione avevano individuato e recuperato un tratto di rete derivante abbandonata, caratterizzata da una maglia di circa 20 centimetri. All’interno erano rimasti intrappolati tre delfini senza vita, tra cui un esemplare giovane.

Da quel ritrovamento è nata un’operazione straordinaria che ha visto impegnati per tre giorni i mezzi navali della Guardia di finanza, della Guardia costiera e di Sea Shepherd Italia lungo la costa tirrenica della Calabria. I controlli hanno consentito di individuare quello che gli operatori definiscono “un sistema organizzato di pesca illegale su scala industriale”.

Le reti sequestrate, con maglie di circa 45 centimetri, rappresentavano una grave minaccia per numerose specie marine. Durante le attività sono stati trovati impigliati quattro esemplari di manta gigante mediterranea, specie considerata a rischio di estinzione, oltre a un pesce luna, una tartaruga Caretta caretta e due tonni rossi. Tutti gli animali erano ancora vivi e sono stati rimessi in libertà.

“Quello che abbiamo visto il 6 giugno al largo della Calabria era una strage. Quello che abbiamo fatto nei tre giorni successivi insieme alla Guardia di finanza e alla Guardia costiera è la risposta che questo mare merita”, ha affermato Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia.

Morello ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra enti pubblici e associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente marino, indicando l’operazione come un esempio concreto di cooperazione efficace nella lotta alla pesca illegale e nella salvaguardia della biodiversità.

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