La mobilitazione popolare dell’Area Grecanica per il rilancio dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo entra in una fase di scontro frontale non solo con i vertici della Regione Calabria, ma anche con le istituzioni locali. Mentre la macchina della propaganda regionale festeggia una fittizia e scandalosa “fine del commissariamento”, il territorio della fascia jonica reggina si trova nel mezzo di un vero e proprio deserto sanitario, costretto a subire lo smantellamento progressivo dei servizi essenziali e liste d’attesa del Cup che rinviano le visite salvavita al 2027 o al 2028.
A far esplodere la rabbia dei comitati e dei cittadini sono i dati ufficiali emersi dalle recenti inchieste giornalistiche di Raffaele Florio, che mettono a nudo i paradossi contabili della sanità calabrese. Prova regina dello sciacallaggio finanziario in corso è la Deliberazione n. 849 del 17 giugno 2026 dell’ASP di Cosenza: un atto pubblico che certifica la liquidazione della cifra astronomica di 5.053.528,70 euro in soli tre mesi (marzo, aprile e maggio 2026) a un raggruppamento di società private del Nord (Elitaliana, Elilombarda, Avincis) per il servizio di elisoccorso.
«Cinquantacinquemila euro al giorno di soldi pubblici calabresi volano dritto verso Milano – denunciano i promotori della mobilitazione – mentre a terra si consuma il deserto. Si smantellano i presidi territoriali, si depotenziano i reparti e si lasciano le ambulanze del 118 senza medici a bordo per risparmiare pochi spiccioli, costringendo i cittadini a chiamare un elicottero privato per emergenze che un medico in reparto risolverebbe in dieci minuti. È la perversa logica di chi ti toglie le scarpe per venderti a peso d’oro il biglietto della seggiovia. Il tutto mentre tramite “Azienda Zero” la Regione spende mezzo milione di euro per comprare dalla Lombardia ambulanze usate e rottamate con 200mila chilometri, operazione già finita nel mirino della Corte dei Conti».
Di fronte a questo scenario e al paradosso di strutture collaudate e mai aperte come l’ospedale di Gerace (120 posti letto rimasti al buio da trent’anni), i cittadini dell’Area Grecanica non accettano più la viltà e il silenzio delle amministrazioni locali: «La neutralità non esiste. I Sindaci che non producono atti concreti di rottura contro lo smantellamento del Tiberio Evoli certificano la loro totale incapacità o, peggio, una viscida complicità con il sistema politico regionale».
L’istanza si sposta ora sul piano politico locale con un ultimatum perentorio. A seguito delle dimissioni del Presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica, Pierpaolo Zavettieri, i comitati e i cittadini firmatari esigono:
L’immediata convocazione dell’Assemblea dei Sindaci dei Comuni dell’Area Grecanica per l’elezione del nuovo organismo dirigente.
L’accelerazione immediata verso la nascita dell’Unione dei Comuni, superando una volta per tutte i micro-personalismi e i campanilismi che hanno paralizzato il territorio.
Il varo di un DOCUMENTO UNITARIO e condiviso di durissima e intransigente opposizione alla rete ospedaliera regionale, per blindare definitivamente il futuro del “Tiberio Evoli”.
La raccolta firme capillare proseguirà senza sosta nei banchetti di tutti i comuni del comprensorio. «O i Sindaci scendono in trincea con azioni formali e di rottura totale contro il governo regionale, o si rassegnino a essere ricordati dalla storia come i becchini della sanità dell’Area Grecanica».
