“Alcune società sportive del territorio intendono portare all’attenzione dell’opinione pubblica la grave situazione legata alla carenza di strutture sportive cittadine, aggravata dalla chiusura, ormai da oltre due mesi, del Palazzetto dello Sport di via Marconi per lavori programmati.
Tale chiusura ha lasciato numerose realtà sportive prive di spazi adeguati per lo svolgimento delle attività, coinvolgendo centinaia di famiglie e migliaia di bambini e ragazzi che quotidianamente praticano sport.
A seguito di diversi incontri tra le società e le istituzioni, era stato condiviso un percorso volto a coinvolgere la Provincia, con l’obiettivo di poter utilizzare due strutture scolastiche di competenza provinciale: l’Istituto Rambaldi De Fazio e l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di Savutano.
Tuttavia, a distanza di tempo, la situazione appare tutt’altro che risolta.
Per quanto riguarda il primo istituto, non risulta nessuna comunicazione ufficiale inerente il bando per l’assegnazione presentato a settembre da varie associazioni invece sembra che una sola società sia riuscita ad accedere alla struttura attraverso una proroga del bando dello scorso anno, lasciando le altre realtà ancora in attesa di soluzioni concrete.
Ancora più complessa e paradossale appare la situazione relativa all’istituto agrario, dove – dopo la pubblicazione di un bando con tempistiche ristrette – è seguita una richiesta di accesso agli atti da parte di un’associazione partecipante. Successivamente, la dirigenza scolastica ha comunicato ufficialmente la revoca del bando in autotutela con le seguenti motivazioni:
“Tenuto conto che non sussistono le condizioni per svolgere con serenità eventuali procedure di assegnazione a terzi della struttura, la quale dovrebbe costituire un bene a uso pubblico e non essere oggetto di interessi che contrastano con i valori irrinunciabili della condivisione e del rispetto.”
A fronte di tale comunicazione, ci piacerebbe comprendere con chiarezza da dove provenga questo presunto clima di ostilità e di “non serenità” e quali sono questi interessi che contrastano con i valori della condivisione . È importante evitare generalizzazioni: il mondo associativo è composto da realtà diverse, che operano quotidianamente con impegno e correttezza. Non si può e non si deve fare di tutta l’erba un fascio.
Di fatto, ad oggi, alcune società sportive continuano a trovarsi senza spazi adeguati, mentre si alimenta quella che troppo spesso diventa una “guerra tra poveri”, alimentata – come troppo spesso accade – da dinamiche poco trasparenti, da noti “furbetti del circolino” e da frequentatori seriali degli uffici comunali, che finiscono per esasperare tensioni e contrapposizioni a discapito dell’interesse collettivo.
Le associazioni firmatarie invitano pertanto le autorità competenti a intervenire nel merito della vicenda, ristabilendo quell’armonia che a inizio anno, grazie al dialogo tra istituzioni e società sportive, aveva permesso di garantire continuità alle attività cittadine.
Con il sacrificio e l’impegno di tutti, era stato possibile assicurare a migliaia di bambini e ragazzi la possibilità di praticare sport in un clima di serenità e gioia. È questo il bene primario che va tutelato.
Lo sport non è obbligatorio, ma è obbligatorio avere valori solidi per poterlo insegnare alle nuove generazioni. È tempo che ciascuno faccia un esame di coscienza, mettendo al centro l’interesse collettivo e il futuro dei nostri giovani”.
Così in una nota:
A.s.d Top volley Lamezia
A.s.d Cestistica Lamezia 2.018
A.s.d Pattinaggio Lamezia
