Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge il più sincero augurio ai 527.607 studenti che, a partire dal prossimo 18 giugno, affronteranno l’Esame di Maturità 2026, momento conclusivo di un percorso scolastico che rappresenta molto più di una semplice verifica delle conoscenze acquisite. Ogni esame costituisce infatti una tappa significativa nella costruzione dell’identità personale e civile dei giovani, chiamati a confrontarsi non soltanto con contenuti disciplinari, ma con la capacità di dare senso alla propria esperienza formativa, di riconoscere il valore delle responsabilità assunte e di proiettarsi con consapevolezza verso il futuro.
Le innovazioni introdotte quest’anno, dalla nuova configurazione del colloquio orale alla diversa composizione delle commissioni, rappresentano un tentativo di ridefinire il significato stesso della maturità, valorizzando maggiormente il percorso individuale dello studente e la riflessione critica sulla propria crescita culturale e personale. È una prospettiva che merita attenzione, poiché la valutazione autentica non può limitarsi ad accertare il possesso di nozioni, ma deve riconoscere la progressiva capacità dello studente di interpretare la realtà, assumere decisioni responsabili e partecipare consapevolmente alla vita democratica.
In questa prospettiva il CNDDU desidera rivolgere un particolare elogio agli studenti italiani che si apprestano ad affrontare questa prova con impegno, serietà e senso del dovere. In un tempo spesso caratterizzato da narrazioni che mettono in evidenza esclusivamente le fragilità delle nuove generazioni, migliaia di ragazze e ragazzi stanno dimostrando, con il lavoro quotidiano, la determinazione, la resilienza e la capacità di affrontare le sfide senza sottrarsi alle proprie responsabilità. La loro preparazione rappresenta il risultato di un cammino costruito insieme alle famiglie e ai docenti e costituisce un patrimonio prezioso per l’intera comunità nazionale.
Accanto alle riflessioni sul valore educativo dell’Esame di Maturità, il Coordinamento ritiene tuttavia doveroso richiamare l’attenzione su una problematica che investe direttamente il diritto allo studio e il diritto alla salute. In queste settimane sono giunte numerose segnalazioni da parte di dirigenti scolastici, docenti e famiglie riguardanti l’insufficienza delle condizioni ambientali di molti edifici scolastici, privi di adeguati sistemi di climatizzazione o di ventilazione, proprio mentre le previsioni meteorologiche annunciano l’arrivo di un’intensa ondata di calore destinata a interessare gran parte del Paese.
Non si tratta di una questione marginale né esclusivamente logistica. Le condizioni ambientali incidono direttamente sulla qualità della concentrazione, sull’equilibrio psicofisico delle persone e, conseguentemente, sull’effettiva possibilità di sostenere una prova valutativa nelle migliori condizioni possibili. Parlare di equità educativa significa anche garantire che tutti gli studenti affrontino gli esami in ambienti idonei, nei quali il caldo estremo non diventi un elemento capace di compromettere il rendimento, aumentare lo stress o mettere a rischio il benessere di candidati, commissari e personale scolastico.
Per tali ragioni il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un rispettoso appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, professor Giuseppe Valditara, affinché venga predisposta una tempestiva comunicazione indirizzata ai dirigenti scolastici con l’invito ad adottare ogni misura organizzativa utile a fronteggiare le elevate temperature previste durante lo svolgimento delle prove d’esame. Sarebbe auspicabile che ogni istituzione scolastica potesse garantire, per tutta la durata delle attività, un’adeguata disponibilità di acqua e di alimenti leggeri capaci di favorire l’idratazione e il mantenimento delle energie, offrendo un gesto concreto di attenzione verso studenti e componenti delle commissioni chiamati ad affrontare giornate particolarmente impegnative.
Analoga attenzione merita la condizione lavorativa dei presidenti e dei commissari d’esame. Le operazioni connesse ai colloqui si protraggono frequentemente fino al tardo pomeriggio, con ritmi di lavoro intensi che lasciano poco spazio anche ai bisogni essenziali. In tale contesto, la previsione di buoni pasto costituirebbe non soltanto una misura organizzativa funzionale, ma anche un segnale di riconoscimento istituzionale nei confronti di professionisti chiamati a svolgere un compito di elevata responsabilità pubblica.
Il CNDDU ritiene altresì non più rinviabile una riflessione complessiva sul sistema dei compensi destinati ai commissari d’esame. L’attuale differenziazione economica tra commissari interni ed esterni appare difficilmente conciliabile con il principio di equità, poiché entrambe le figure condividono identiche responsabilità giuridiche, identici obblighi professionali e partecipano in misura paritaria a tutte le deliberazioni della commissione. Il riconoscimento economico dovrebbe riflettere il valore effettivo del lavoro svolto e delle responsabilità esercitate, superando disparità che finiscono inevitabilmente per generare un senso di ingiustizia all’interno della comunità professionale.
La qualità della scuola italiana non si misura soltanto attraverso le riforme ordinamentali o le innovazioni procedurali. Essa trova la propria autentica credibilità nella capacità delle istituzioni di prendersi cura delle persone, di creare condizioni di lavoro e di apprendimento rispettose della dignità umana e di tradurre i principi costituzionali in scelte amministrative coerenti. Ogni decisione che tutela la salute, valorizza il lavoro dei docenti e garantisce agli studenti condizioni serene per affrontare una prova decisiva contribuisce a rafforzare il patto educativo tra scuola, istituzioni e società.
È questa la visione di scuola che il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani continua a sostenere: una scuola nella quale il merito non sia mai separato dall’attenzione alla persona, nella quale la valutazione proceda di pari passo con la tutela dei diritti fondamentali e nella quale ogni esame rappresenti non soltanto il punto di arrivo di un percorso di studi, ma anche una concreta testimonianza della maturità civile delle istituzioni che lo organizzano.
Esame di Maturità 2026, CNDDU: “La scuola si misura anche nella capacità di tutelare il benessere delle persone”. Il CNDDU rivolge un augurio ai maturandi e richiama l’attenzione del Ministero sulle condizioni di svolgimento degli esami
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