Cosa significa comunicare la fede oggi, in una società liquida e in continuo mutamento antropologico? Come hanno recepito i territori del Mezzogiorno, ed in particolare la Piana di Gioia Tauro, la grande ventata di novità del Concilio Vaticano II? A queste e ad altre cruciali domande tenta di rispondere «Perseveranti nell’insegnamento degli Apostoli» (At 2,42), l’ultimo atteso volume di don Giuseppe Sofrà, che verrà presentato ufficialmente il prossimo 12 settembre 2026 presso l’Istituto Teologico Superiore “San Giovanni XXIII” di Gioia Tauro.
L’autore non è solo uno studioso, ma un testimone diretto oltre che valido e ottimo pastore e una guida in uno dei settore tra i più importanti della vita della chiesa: don Sofrà riveste infatti i delicati ruoli di Vicario Episcopale per l’annuncio e la Celebrazione della fede e di Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano. Ruoli che gli permettono di coniugare il rigore della ricerca accademica con il battito vivo della pastorale quotidiana.
Il libro si propone come un viaggio retrospettivo e prospettico lungo trent’anni di storia ecclesiale locale. Al centro dell’analisi vi è l’opera instancabile dei Pastori che si sono succeduti alla guida della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi: la visione lungimirante di Mons. Benigno Luigi Papa negli anni ’80, la continuità incarnata da Mons. Domenico Crusco e la svolta impressa da Mons. Luciano Bux, che traghettò la catechesi verso un modello di Iniziazione Cristiana sul modello del catecumenato antico, inteso come vero e proprio “tirocinio di vita cristiana”.
Ad impreziosire l’incontro del 12 settembre saranno due figure di altissimo profilo. Da un lato il Pastore della Diocesi, Monsignor Giuseppe Alberti, che ha firmato la presentazione del volume definendolo «un percorso illuminante, caratterizzato da tappe coerenti e progressive e da una modalità espressiva didatticamente efficace». Dall’altro, lo sguardo tecnico e teologico di don Antonino Romano, docente di Catechetica presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina, che aiuterà il pubblico a sviscerare le “linee unificanti” e le sfide ancora “non attuate” descritte nel saggio.
In un’epoca in cui l’emergenza educativa si fa stringente, il testo di don Sofrà ricorda che la catechesi non è mai l’insegnamento di una teoria astratta, ma l’introduzione a un’esperienza comunitaria. L’appuntamento di Gioia Tauro si preannuncia quindi non solo come un momento di carattere culturale, ma come un autentico crocevia per il futuro orientamento pastorale della Chiesa calabrese.
