“L’indifferenza è il peso morto della storia” - Antonio Gramsci
HomeIn EvidenzaBombole d'ossigeno mai date ai pazienti a Reggio Calabria: i nomi delle...

Bombole d’ossigeno mai date ai pazienti a Reggio Calabria: i nomi delle persone coinvolte

Una vasta operazione delle forze dell’ordine ha portato all’esecuzione di dodici misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Reggio Calabria, sotto la direzione del Procuratore Giuseppe Borrelli. Le accuse principali sono quelle di associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, esercizio abusivo della professione sanitaria, accesso illecito a sistema informatico, truffa aggravata ai danni del sistema sanitario nazionale, favoreggiamento personale, peculato e corruzione.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per quattro persone: Francesco e Fortunato Macheda, Stefania Callipari e Giuseppe Villa. Inoltre, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha emesso ulteriori misure cautelari per altri otto indagati. Tra le misure, figurano il divieto temporaneo di esercitare attività professionali per dodici mesi per Cristian Aragona, Maria Anna Zumbo e Antonio Demetrio Pellicanò, e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giovanni Mallamaci, Isabella Maida e Rossana Spina. Inoltre, sono stati sospesi per un anno Francesco Scopelliti e Attilio Fulgido, entrambi dai loro incarichi pubblici.

L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del NAS, ha svelato l’esistenza di un’associazione per delinquere operante a Reggio Calabria e provincia, con il coinvolgimento di vari professionisti. Al centro dell’indagine c’è un’azienda di trasporti, la Macheda Trasporti, che, insieme a dipendenti di una multinazionale fornitrice di gas medicali per ossigenoterapia e figure professionali come farmacisti e medici, avrebbe orchestrato una serie di truffe ai danni del sistema sanitario nazionale e regionale.

Secondo la ricostruzione della Procura, il gruppo criminale falsificava documenti medici, piani terapeutici e documenti di trasporto per certificare la fornitura di bombole di gas medicale a pazienti compiacenti, ignari o addirittura inesistenti. Questo gas, normalmente prescritto per pazienti con patologie respiratorie gravi o terminali, veniva quindi addebitato al Sistema sanitario nazionale, con un notevole danno per le casse pubbliche.

Oltre alle misure cautelari personali e interdittive, il GIP ha disposto il sequestro dell’azienda Macheda Trasporti e dei suoi beni, nonché il blocco di una somma di 48.000 euro nei confronti della VitalAire Italia Spa, multinazionale fornitrice del gas medicale, coinvolta nel sistema fraudolento.

Articoli Correlati