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“Quando la gente canta Profazio”, musica e memoria a Pellaro: un omaggio al “Mastro Cantaturi”

Un momento per ricordare un grande artista, una festa partecipata e intensa, allinsegna della musica, della memoria, del sorriso e della riflessione: Quando la gente canta Profazio, il concerto che ha aperto lomonima rassegna promossa dallassociazione Traiectoriae, si è rivelato un vero e proprio evento, che ha saputo coinvolgere, nellarena della Lega Navale, sul Lungomare di Pellaro, un pubblico numeroso (tra cui erano presenti anche i familiari dellautore, che hanno collaborato alliniziativa), attento, desideroso di omaggiare un grande della musica, che merita di essere ricordato – ha affermato il presidente di Traiectoriae, Domenico Gatto, in apertura della serata – e noi continueremo a farlo. Ci auguriamo anche che presto venga dedicata ad Otello Profazio una piazza o una via.

E il ricordo di una carriera incredibile, la memoria di quanto Profazio è riuscito a costruire, leredità artistica del Mastro Cantaturi, riproposta attraverso la sua contemporaneità, sono stati i fili di una narrazione che – tra musica e parole, tra le canzoni e la lettura, da parte di Angelo Latella, che ha condotto la serata, di alcune profaziate(brevi componimenti, allinsegna dellironia che ha sempre contraddistinto Profazio), tra video e foto – ha reso limmagine e fatto riscoprire i tanti passaggi di un percorso che merita di essere ancor più conosciuto e soprattutto, appunto, ricordato. A farlo, in scena, il figlio di Otello, Ermanno Profazio, insieme al nipote dellautore, Luca (quasi un debutto sul palcoscenico per lui, che ha emozionato e conquistato la platea interpretando i brani del nonno), accompagnati da Giuseppe Oliveto, alla fisarmonica, e dallo storico chitarrista di Profazio, Saverio Viglianisi: e, accanto a loro, un altro grande cantautore come Peppe Voltarelli, che nel 2016 divise con Otello Profazio il palco del Premio Tenco, ricevendo la Targa Tenco per lalbum dedicato allartista reggino che, proprio quellanno, ricevette il premo alla carriera. E Voltarelli, dopo la proiezione del video di quellincontro, non poteva che proporre Lu me paisi, brano che eseguirono insieme in quelloccasione. Proprio il Premio Tenco era una delle cose di cui Otello Profazio – come ricordato dal figlio – andava maggiormente orgoglioso, insieme a Qua si campa daria, primo album folk a ricevere il disco doro, avendo superato il milione di copie vendute, e al Premio Internazionale di Etnostoria “Pitrè” – Città di Palermo, per aver divulgato le tradizioni popolari siciliane e per il lavoro sul poeta Ignazio Buttitta.

Da qui, Ermanno Profazio ha ripercorso, durante il concerto narrato, le tappe di una carriera lunga 60 anni: dagli inizi, sul palco del Cilea, in una serata condotta da Nunzio Filogamo, ai dischi 78 giri, alla prima tournée in Canada insieme a Luciano Tajoli e Carlo Croccolo, alla frequentazione con De Andrè, alla partecipazione ai programmi tv condotti da Giorgio Gaber, Canzoniere minimoe Questo e quello, passando per linnovazione del concept album Il brigante Musolinoe gli anni del Folkstudio a Roma.

Un racconto in cui si inseriscono i brani collegati a quelle esperienze, in cui il sud come categoria dello spirito, come sottolineava lo stesso autore, ritorna in una visione potente e unica: Mi ficiru sindacu, il citato Qua si campa daria, Colapesce, Il riscatto della bella, La baronessa di Carini, Amuri(colonna sonora del film L‘amante di Gramigna di Carlo Lizzani, con Gian Maria Volontè e Stefania Sandrelli), e tanti altri. La voce e la chitarra di Voltarelli si calano nelle atmosfere create da Profazio, unendosi alla contemporaneità di note e parole e, insieme alle interpretazioni di Ermanno e Luca Profazio, offrono alla platea uno spettacolo che è ricordo, ma anche consapevolezza di un lascito musicale universale.

Un momento davvero unico, quello proposto da Traiectorie, che ha entusiasmato la platea e che ha dato il laad una intensa settimana di iniziative, tra laboratori e performance, ispirate allopera di Profazio e che prendono il titolo dai suoi brani.

A partire dal Laboratorio di reading e recitazione di poesie Amuri amuri, realizzato da Nicola Oriente e Zefiro Aps, che ha avuto inizio ieri e si concluderà oggi, 31 agosto.

E da oggi al 2 settembre, alle ore 19, piazza Lume ospiterà, invece, il Laboratorio di canto popolare Quanto è bella la Calabria, a cura di Giusy Candido e Zefiro Aps.

Il 3 e 4 settembre, alle 19, presso la sede della Piccola Compagnia del Teatro di Pellaro, Nicola Oriente e Zefiro Aps proporranno il Laboratorio intergenerazionale di ricerca e narrazione Qua si campa daria, mentre nelle stesse giornate, ma alle ore 21, in piazza stazione, si terrà il Laboratorio di danze popolari E ballati e ballati, di BalFolk Reggio Calabria e Zefiro Aps.

A chiudere il programma sarà, il 5 settembre, alle ore 20, alla Lega Navale – Lungomare di Pellaro, uniniziativa che costituirà la sintesi e la restituzione di queste giornate laboratoriali e che si propone di coinvolgere lintero territorio in questo omaggio: il Cunto itinerante Lu me paisi, tra cunti, appunto, canti e balli, per ricordare un grande artista come Otello Profazio.

Liniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nellambito del progetto ReggioFest2026: cultura diffusae finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura

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