Il Consiglio comunale, presieduto dal Presidente Giuseppe Mazzuca e riunitosi, in seduta straordinaria, nella sala delle adunanze di Palazzo dei Bruzi, ha approvato, all’unanimità, una risoluzione bipartisan per chiedere alla Regione Calabria l’aumento del Fondo Regionale per le politiche sociali.
Alla seduta del civico consesso hanno partecipato l’Assessore al welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface ed anche il consigliere regionale Piercarlo Chiappetta. Nella risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, dopo una premessa nella quale si fa riferimento al quadro normativo attualmente esistente, richiamate le diverse fonti di finanziamento dalle quali dipende l’erogazione dei servizi (Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS), Fondo Regionale per le Politiche Sociali (FRPS) e Fondo Nazionale per la non Autosufficienza (FNA), si sottolinea che “l’aggiornamento della normativa sulla disciplina delle autorizzazioni e degli accreditamenti nei confronti delle strutture residenziali e semiresidenziali ha comportato un accrescimento delle tariffe di utenza proporzionale agli aumenti dei costi di gestione e del personale carico delle strutture stesse, che ha determinato, conseguentemente, una riduzione di valore nell’ammontare complessivo della spesa per le ammissioni a retta sostenibile attraverso i Fondi Nazionale e Regionale per le Politiche Sociali”. Nella risoluzione si rileva, inoltre, che negli anni 2024 e 2025, I’Ambito di Cosenza ha contribuito anche con proprie risorse, al carico finanziario necessario a far fronte alla totalità delle esigenze delle fasce più vulnerabili e ad evitare una drastica riduzione numerica degli utenti da poter ammettere, interamente o parzialmente, al finanziamento della retta per l’accoglienza nelle strutture residenziali e semiresidenziali, garantendo un passaggio più graduale verso il nuovo regime di sostenibilità”. Nel documento votato all’unanimità è evidenziata anche la dotazione finanziaria effettivamente prevista per l’anno 2026 che ammonta a complessivi € 2.249.163,00 sul Fondo Nazionale e sul Fondo Regionale per le Politiche Sociali; cui sono da aggiungere euro 152.640,00 sul Fondo Non Autosufficienza – annualità finanziaria di riferimento 2022 – per la parte relativa ai Centri diurni per la disabilità, cui vanno sommate ulteriori erogazioni di importo non ancora conosciuto con esattezza (all’incirca 250.000,00 euro) su Fondi del Ministero degli Interni (per i minori accolti in Strutture, obbligatoriamente, in forza di provvedimenti giudiziari di allontanamento dalla famiglia) e del Ministero delle Finanze. Nella risoluzione si tiene conto inoltre del fatto che “le istanze ad oggi risultate idonee per l’ammissione a retta nelle Strutture residenziali e semi residenziali, a carico dell’FNPS e dell’FRPS, sono pari a 165 su 193 pervenute, e che alla nuova scadenza, prevista al 30 giugno, ne risultano già state depositate ulteriori 60. Si è tenuto conto anche del fatto che le richieste inoltrate per l’accesso al finanziamento sull’FNA per l’inserimento nei centri diurni, ancora in fase istruttoria, sono pari ad 80 circa, oltre, naturalmente, ad ogni altra possibile situazione di emergenza nel corso della restante parte dell’anno 2026, ivi comprese quelle prioritarie e vincolanti relative ai minori destinatari di provvedimenti giudiziari”. La risoluzione pone l’accento anche su un altro aspetto e cioè che “da un confronto effettuato sull’annualità 2025, sia sotto l’aspetto del numero di utenze sostenute, che sotto l’aspetto della spesa effettivamente affrontata, risulterebbe, per l’anno 2026 in corso, un disallineamento finanziario rispetto agli importi sopraindicati, pari all’incirca a due milioni di Euro. Tenuto conto che l’Ambito dovrebbe determinarsi, per l’anno 2026, allo scopo di limitare la spesa assistenziale complessiva, su azioni di razionalizzazione e contenimento degli interventi sociali difficilmente praticabili se non a prezzo di una grave ricaduta sulle utenze in difficoltà, si è proposto al Consiglio comunale di riconoscere la gravità della situazione per le fasce sociali deboli alla luce della consistente riduzione numerica delle possibili ammissioni , per intero o parziali, al finanziamento della retta per gli utenti delle strutture residenziali o semiresidenziali;
di ritenere necessaria l’assunzione di un’iniziativa condivisa che possa ristabilire una condizione di equilibrio sociale tra il fabbisogno territoriale di assistenza emerso ed accertato, per il corrente anno 2026, e la copertura finanziaria dei costi necessari a soddisfarlo;
di approvare l’iniziativa dell’inoltro di una formale richiesta alla Regione Calabria, d’intesa con i Comuni dell’Ambito assistenziale n. 1, di una integrazione finanziaria delle somme utili a coprire l’ammissione a retta per l’inserimento delle categorie più fragili nelle Strutture residenziali e semiresidenziali come da fabbisogno emerso per il corrente anno 2026;
di prevedere, nei futuri atti di programmazione una revisione rispetto a quelli vigenti, una maggiore sensibilità degli Enti del Terzo Settore di poter contribuire, attivando progetti sociali, rispondenti al fabbisogno sociale di riferimento, finanziabili anche con fondi non direttamente destinati ai servizi sociali diretti;
di impegnare l’Ufficio di Piano dell’ Ambito ad intensificare, in via prioritaria. l’attività di rendicontazione delle annualità pregresse dei Fondi statali e regionali, al fine di concorrere al recupero delle somme anticipate dalla Regione Calabria e di creare le condizioni tecniche per un graduale incremento del Fondo Regionale per le Politiche Sociali;
di dare atto che la misura dei Buoni Servizio, di cui alla Delibera di giunta regionale n. 200 del 22 aprile 2026, garantirà per l’anno 2026 ulteriori risorse da destinare ai servizi socio-assistenziali residenziali e semiresidenziali, a sostegno dell’utenza e delle strutture accreditate del territorio;
di stabilire che oltre alle risorse stanziate dalla Regione Calabria, si dia mandato al Sindaco di Cosenza, in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci, di proporre all’Ambito il conferimento di un apporto economico nei limiti delle disponibilità di ciascun Ente in coerenza con il principio di leale collaborazione istituzionale e di cooperazione nella tenuta del sistema dei servizi.
La seduta era stata aperta dal Presidente Mazzuca che ha ringraziato l’Assessore Straface per la presenza e la disponibilità, dando, subito dopo, la parola alla consigliera comunale Bianca Rende, prima firmataria dell’ordine del giorno, unico punto dell’odierno consiglio comunale, per la sua illustrazione.
Anche la consigliera Rende ha salutato e ringraziato l’Assessore Straface per aver accolto l’invito a partecipare al consiglio comunale per un momento particolarmente importante di confronto su un tema che sta molto a cuore al territorio dell’Ambito n.1., così come agli operatori del sociale e alle famiglie delle persone fragili assistite dalle strutture. Quindi Bianca Rende ha illustrato l’ordine del giorno di cui è stata firmataria insieme ad altri colleghi della maggioranza tra i quali anche il Presidente della commissione consiliare welfare Giuseppe Ciacco.
Bianca Rende è partita dal dato dell’attuazione della riforma del welfare regionale con la legge 328 del 2000, in forza della quale la governance dei servizi sociali è passata dalla gestione centralizzata regionale a quella degli Ambiti Territoriali. “Questo passaggio, pur teoricamente corretto in un’ottica di prossimità, si è tradotto- ha sottolineato Rende – in un onere finanziario insostenibile per il Comune di Cosenza, capofila dell’Ambito. Negli ultimi 24 mesi, la Regione Calabria ha deliberato nuovi standard tariffari per le prestazioni residenziali e semiresidenziali. Sebbene tali aumenti siano necessari per coprire l’inflazione e garantire la qualità del servizio, essi – ha aggiunto la consigliera Rende – non sono stati accompagnati da un contestuale aumento del Fondo Regionale per le Politiche Sociali”. Bianca Rende ha sottolineato inoltre come tali aumenti siano stati introdotti dalla Regione “anche per permettere alle strutture la contrattualizzazione e l’adeguamento salariale dei dipendenti; tuttavia a questo innalzamento dei costi non è seguito un contestuale aumento dei fondi erogati. Il comparto delle strutture socio-assistenziali- ha rimarcato Rende – si trova oggi schiacciato in una morsa finanziaria che rischia di lasciare i cittadini più fragili – minori, donne,disabili – senza protezione. Oltre allo squilibrio tra tariffe e trasferimenti, il sistema è messo a dura prova da fattori esterni imprevisti e inderogabili”.
Ed ha elencato anzitutto i Decreti dell’Autorità Giudiziaria. “L’incremento esponenziale di provvedimenti giudiziari – ha spiegato Rende a nome anche degli altri firmatari dell’ordine del giorno -impone al Comune inserimenti immediati che non seguono la programmazione di bilancio, creando debiti fuori previsione”. Altro fattore esterno indicato dalla consigliera Rende gli inserimenti Fuori Ambito. A questo proposito ha aggiunto che “la saturazione delle strutture locali costringe spesso al collocamento degli utenti in strutture extra-territoriali. Questo comporta costi di gestione significativamente più elevati.
Terzo ed ultimo fattore evidenziato, la gestione del “Codice Rosso”. “L’applicazione della normativa a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere – ha sottolineato ancora Bianca Rende – richiede interventi di messa in sicurezza immediata in strutture protette. Questi inserimenti, per loro natura urgenti e non differibili, gravano interamente sulle casse comunali in assenza di un fondo regionale dedicato e strutturale. Il recente aggiornamento del tariffario regionale ha introdotto rincari che gravano pesantemente sulla capacità di spesa sociale del Comune. L’analisi dei costi evidenzia una crescita esponenziale, in molti casi con tariffe che risultano quasi triplicate rispetto ai valori iniziali. A fronte di una domanda di assistenza in costante crescita, la Regione Calabria ha operato una contrazione dei flussi finanziari destinati all’accoglienza nelle strutture residenziali e semi residenziali, caratterizzati da una fissità tale da diventare incapienti e insufficienti. Questa asimmetria tra l’innalzamento dei costi minimi e la diminuzione delle risorse erogate – ha aggiunto Rende -sta spingendo i gestori verso il collasso operativo e l’Amministrazione nell’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza. L’impossibilità di coprire la “quota sociale” con risorse proprie si traduce inevitabilmente in un blocco delle prestazioni e in un allungamento delle liste d’attesa”. Fatta questa premessa, la consigliera Rende ha, a nome anche degli altri consiglieri firmatari dell’ordine del giorno, ha avanzato la richiesta, chiedendo al Consiglio di farla sua, di un aumento del Fondo Regionale per le Politiche Sociali. “E’ dovere di questo Consiglio – ha detto ancora Bianca Rende nelle conclusioni – agire affinché la carenza di fondi regionali non si traduca in una negazione dei diritti essenziali per gli utenti dell’Ambito territoriale. Il Comune di Cosenza così come gli altri comuni dell’ambito non devono essere lasciati soli a gestire un’emergenza sociale causata da uno squilibrio tra costi di gestione imposti e risorse erogate”.
All’intervento di Bianca Rende ha fatto seguito la relazione tecnica della dirigente del settore Welfare del Comune, Matilde Fittante che ha premesso i dati poi trasferiti nella risoluzione finale.
E’ poi intervenuto il Presidente della commissione welfare Giuseppe Ciacco che ha sgomberato subito il terreno da ogni possibile equivoco. “Oggi non siamo qui – ha detto – per celebrare un rito consiliare, né per trasformare una questione delicatissima in terreno di contrapposizione politica, Anzi. Siamo qui perché c’è un problema reale, concreto, urgente, che riguarda alcune tra le fasce più fragili delle nostre comunità: persone con disabilità, minori, anziani, soggetti vulnerabili, famiglie che spesso non hanno strumenti economici, sociali e personali per affrontare da sole situazioni di enorme difficoltà”. Quindi Ciacco ha ritenuto “fondamentale” la presenza dell’Assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface. “Non per scaricare responsabilità, non per aprire un conflitto istituzionale- ha aggiunto – ma perché la Regione è il soggetto che si trova al vertice della filiera amministrativa e finanziaria di questo sistema. È il livello istituzionale che programma, indirizza e soprattutto assegna le risorse necessarie a garantire la tenuta dei servizi. Il Comune, da parte sua – ha rimarcato ancora Giuseppe Ciacco – è l’ente più vicino ai cittadini. È il primo luogo in cui il bisogno sociale si manifesta, spesso nella sua forma più drammatica. Le famiglie bussano alla porta del Comune, non alla porta di una norma. Chiedono soluzioni, non spiegazioni burocratiche. Chiedono assistenza, non lungaggini amministrative e passaggi di competenze. E allora dobbiamo avere il coraggio di dirci con chiarezza qual è il nodo”. Il presidente della commissione welfare ha poi sottolineato i cambiamenti importanti da cui è stato attraversato il sistema delle strutture socio-assistenziali negli ultimi anni, evidenziando da un lato l’aggiornamento e, dall’altro, “l’aumento importante delle tariffe, legato all’aumento dei costi di gestione, all’incremento del costo del personale e alla necessità, per le strutture, di rispettare requisiti organizzativi, professionali e strutturali sempre più stringenti”. “Se le tariffe aumentano in modo rilevante, ma le risorse complessive disponibili restano sostanzialmente le stesse – ha rimarcato ancora Ciacco – è evidente che il sistema non può reggere. Con la stessa somma con cui prima si riusciva a coprire un certo numero di utenti, oggi se ne riescono a coprire molti di meno. In alcuni casi, meno della metà”. Un effetto che Ciacco ha definito “gravissimo”, “non perché qualcuno non voglia aiutare, ma perché materialmente non riesce più a farlo. Le amministrazioni comunali si trovano davanti a una scelta ingrata: riconoscere il bisogno, ma non avere una copertura sufficiente per trasformare quel bisogno in una presa in carico effettiva”. Per Giuseppe Ciacco “il diritto all’assistenza delle persone più fragili non può essere subordinato alla capacità economica della famiglia. Perché qui, alle nostre latitudini, sappiamo bene cosa significhi povertà. Sappiamo bene cosa significhi nuova povertà. Sappiamo bene che per troppe famiglie una retta mensile, ormai arrivata a cifre paragonabili a uno stipendio medio-alto di un dipendente pubblico, è semplicemente insostenibile”. Ciacco ha poi tracciato gli obiettivi da perseguire e tra questi quello di “contenere il più possibile l’impatto economico sulle famiglie, garantendo continuità assistenziale e tutela effettiva delle persone più deboli”. E poi l’appello rivolto alla Regione: “serve un intervento urgente per consentire ai Comuni di arrivare alla fine del 2026 senza lasciare scoperti utenti, famiglie e strutture. Serve una copertura adeguata per il secondo semestre dell’anno, perché il sistema non può vivere nell’emergenza quotidiana, nell’incertezza delle risorse, nella paura che da un momento all’altro qualcuno resti fuori. Alla Regione chiediamo di ascoltare questo grido d’allarme e di accompagnare i Comuni in questa fase difficile. Ai Comuni chiediamo di fare squadra. Alle strutture chiediamo di continuare a garantire qualità, professionalità e attenzione. A noi stessi, come rappresentanti istituzionali, chiediamo di non perdere mai di vista il centro della questione: la persona fragile”.
A seguire l’intervento del consigliere di minoranza Giuseppe d’Ippolito che ha esordito precisando che “la discussione non deve avere un tono polemico, ma politico, al fine di cercare di risolvere congiuntamente le problematiche emerse senza dividerci su questioni, come quelle del welfare, che non dovrebbero avere colore politico”. D’Ippolito ha evidenziato la vicinanza della Regione Calabria con la presenza dell’Assessore al welfare Pasqualina Straface. Quindi ha dato lettura di una proposta di risoluzione poi confluita nella risoluzione finale approvata dall’assemblea all’unanimità. A dare il suo contributo alla discussione anche il consigliere comunale Michelangelo Spataro che ha evidenziato come il problema coinvolga tutti gli ambiti della Calabria, sottolineando anche le innovazioni che la Riforma del sistema ha provocato sotto diversi profili, creando il disallineamento di cui si è parlato durante la seduta di Consiglio. Secondo il consigliere Spataro “c’è da costruire un percorso anche sulla programmazione futura e per la prossima annualità servono più risorse. Alle strutture sono stati chiesti requisiti non richiesti prima. E sacrifici sono stati riversati anche sul personale. C’è, insomma, un grido d’allarme. Sono certo – ha concluso Spataro – che l’Assessore Straface farà di tutto affinché il 2026 si concluda non con una riduzione drastica delle prestazioni riconosciute. Abbiamo molta fiducia nel lavoro delle istituzioni sovra comunali”. Ed ha concluso il suo intervento chiedendo di prevedere una spesa maggiore nella programmazione futura per garantire servizi necessari. “Nessuno deve essere lasciato indietro”.
E’ stata poi la volta del consigliere comunale del PD Francesco Alimena “Oggi – ha esordito – si è parlato di servizi di Welfare ai cittadini. Ma il Welfare è molto di più. Per questo chiedo all’Assessora Straface e, per suo tramite, al Presidente Occhiuto, un cambio di visione: il sociale deve diventare una priorità trasversale della programmazione regionale, nell’attuale PR Calabria 2021-2027 e in quella futura. Non servono solo più risorse per il Welfare. Serve portare il sociale dentro tutte le politiche di sviluppo: nelle città, nella rigenerazione urbana, nella cultura, nell’innovazione e nei territori. Non possiamo dimenticare – ha aggiunto Alimena -ciò che è stato fatto con Agenda Urbana Cosenza-Rende 2014-2020, che solo a Cosenza ha finanziato 19 progetti di welfare territoriale, costruendo reti sociali, sostenendo famiglie, coinvolgendo giovani e rafforzando la coesione delle comunità. Oggi, invece, il PR Calabria FESR FSE+ ha escluso i progetti sociali dalle Strategie di Sviluppo Urbano. Una scelta che merita una riflessione e un ripensamento. Perché la vera sfida non è assistere le fragilità, ma costruire comunità più forti. Non sono le persone ad essere fragili. Le persone sono persone. Spesso sono i contesti e le istituzioni a non essere sufficientemente accoglienti. La politica deve creare opportunità, relazioni e inclusione. Deve costruire comunità. Mettere il sociale al centro non è un costo. È il più importante investimento per il futuro della Calabria”.
Subito dopo ha preso la parola l’Assessore regionale al welfare, Pasqualina Straface che ha accettato volentieri l’invito e il “nel più assoluto spirito collaborativo e nella consapevolezza che quando si parla di fragilità nessun comune può affrontare da solo una sfida così complessa” Quindi l’Assessore Straface ha inteso fare alcune puntualizzazioni, passate anche attraverso una verifica della situazione finanziaria e contabile. “Al mio arrivo – ha detto – ho trovato una situazione drammatica con rendicontazioni ferme al 2017 o al 2020. Non riusciamo ad avere trasferimenti dal Ministero perche non sono stati caricati i dati sulla piattaforma del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. E’ necessario – ha aggiunto l’Assessore – programmare meglio rispetto al passato e in questo senso abbiamo avuto con i Comuni dell’ambito diversi incontri ed interlocuzioni. Ho voluto avviare da subito la programmazione delle risorse del fondo nazionale e regionale”. L’Assessore ha anche ricordato che l’Ambito territoriale di Cosenza è quello che riceve maggiori risorse rispetto a tutti gli altri ambiti. “C’è stata nel 2025 una compartecipazione del Comune pari a 700 mila euro. C’è una parte che rimane fuori (350 mila euro), ma di questo mi sono fatta carico, distribuendo le economie agli ambiti in difficoltà e a Cosenza sono andati 270 mila euro. Nonostante ciò, ci siamo fatti carico di destinare ulteriori risorse. Si poteva fare anche di più, ma mi sono basata sui dati trasferiti. Naturalmente siamo pronti ad accogliere nuove richieste, laddove dovessero manifestarsi nuove esigenze. L’ambito presenta il maggior numero di strutture, 43. Una situazione del genere non si può reggere, perché si tratta di un sistema che non è retto dai trasferimenti regionali e nazionali. I fondi ci sono e sono sufficienti. C’è, ad esempio, il fondo di contrasto alla povertà che ha ricevuto 13 milioni di euro. Bisogna, però, accelerare sulle rendicontazioni. Liberando altre risorse potranno essere utilizzare per pagare le rette dei centi diurni. Il fondo regionale – ha puntualizzato ancora Straface – dovrà essere aumentato, ma solo quando gli ambiti si allineeranno nelle rendicontazioni. Stasera noi dobbiamo dimostrare – ha concluso l’Assessore Straface – soprattutto quella maturità politica che non guarda ai colori polititi ma all’esigenza delle fragilità presenti sul territorio”.
L’intervento del Sindaco Franz Caruso
Un forte richiamo alla collaborazione tra istituzioni, al superamento delle divisioni politiche e alla centralità delle politiche sociali è venuto dal Sindaco Franz Caruso durante il messaggio lanciato, nel corso del suo intervento, rivolgendo un sentito ringraziamento all’assessore regionale Pasqualina Straface, sottolineandone la sensibilità istituzionale e la vicinanza concreta ai territori.
“Ho avuto il piacere di incontrare più volte l’assessore Straface in questi mesi – ha affermato Franz Caruso – e ogni occasione è stata utile per rafforzare non solo rapporti personali, ma soprattutto relazioni istituzionali. Le problematiche che riguardano il welfare e le fragilità sociali non possono essere affrontate con logiche di appartenenza politica o di parte”.
Il Sindaco Franz Caruso ha, quindi, evidenziato come l’esperienza amministrativa accomuni chi ha ricoperto il ruolo di primo cittadino, ricordando il passato da sindaco di Corigliano dell’attuale assessore regionale. “Il Sindaco è il terminale di tutti i problemi di una comunità – ha detto -. È il punto di riferimento cui i cittadini si rivolgono per ogni esigenza e difficoltà. Per questo ho apprezzato particolarmente la partecipazione dell’assessore Straface ai lavori del Consiglio comunale e la sua disponibilità ad affrontare direttamente le questioni che riguardano il nostro territorio”.
Franz Caruso ha anche ricordato il percorso di confronto avviato con la Regione Calabria sui temi del welfare, ringraziando il dirigente dell’Ambito territoriale, la dirigente Fittante e i sindaci dell’Ambito sociale n.1 che hanno contribuito all’interlocuzione istituzionale finalizzata a individuare soluzioni alle criticità del settore. Il dato illustrato dall’assessore regionale relativo alle circa 120 mila famiglie calabresi che vivono in condizioni di povertà, è stato ritenuto particolarmente significativo da Franz Caruso “Un numero che deve far riflettere e che assume un peso ancora maggiore se rapportato alla realtà del nostro territorio. Dietro quei numeri ci sono persone e famiglie che vivono condizioni di emarginazione non per una loro fragilità intrinseca, ma perché inserite in un sistema che spesso non riesce a garantire risposte adeguate”. Da qui il richiamo alla responsabilità delle istituzioni. “Le persone considerate fragili non sono fragili. La vera fragilità appartiene alle istituzioni quando non riescono a garantire il sostegno e le attenzioni cui ogni cittadino ha diritto. È per questo che servono solidarietà istituzionale, condivisione delle responsabilità e una capacità concreta di intervenire sui bisogni reali”.
Il primo cittadino ha espresso anche un sentito apprezzamento per il ruolo svolto dal mondo dell’associazionismo e del volontariato, definendolo una colonna portante del sistema di sostegno alle fasce più deboli della popolazione.
Nel corso del suo intervento, Franz Caruso ha, inoltre, riconosciuto il cambiamento registrato nei rapporti tra gli Ambiti territoriali e la Regione Calabria. “In passato abbiamo spesso percepito una distanza istituzionale. Più volte abbiamo chiesto incontri e supporto per affrontare le difficoltà che derivavano dalla progressiva riduzione delle risorse disponibili. Oggi registriamo invece una nuova attenzione e una diversa disponibilità al dialogo. La presenza dell’assessore Straface ne rappresenta una testimonianza concreta. La collaborazione tra Regione e Ambiti territoriali può diventare uno strumento fondamentale per affrontare le sfide del welfare e contrastare gli effetti dei continui tagli alle politiche sociali. Sono orgoglioso del lavoro svolto dal nostro Ambito e dai sindaci che ne fanno parte. Abbiamo affrontato con serietà ogni problematica, garantendo risposte ai cittadini e distinguendoci a livello regionale anche per la capacità di rendicontazione delle attività svolte. Questo dimostra che il lavoro di squadra produce risultati concreti”.
In conclusione, Franz Caruso ha lanciato un appello a costruire una Calabria capace di diventare modello nazionale nelle politiche sociali. “Dobbiamo superare steccati ideologici e appartenenze per individuare percorsi virtuosi condivisi – ha concluso -. La vera sfida non riguarda soltanto le grandi opere infrastrutturali o gli investimenti materiali. Esiste una dimensione ancora più importante, quella delle persone, delle loro esigenze e della loro dignità. È su questo terreno che la Calabria può dimostrare di essere all’avanguardia e diventare un esempio per l’intero Paese”.
