Nuova conferma per Fulvio Scarpino nell’organismo nazionale dei Corecom. Nel corso della riunione del Coordinamento nazionale dei presidenti dei Comitati regionali per le comunicazioni, svoltasi il 10 giugno a Roma nella sede della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative, è stato rinnovato l’assetto di vertice dell’organismo. Alla guida del Coordinamento resta Carola Barbato, mentre Scarpino, presidente del Corecom Calabria, mantiene l’incarico di vicecoordinatore nazionale con delega al cybercrime e continua a far parte dell’ufficio legale dei Corecom italiani.
Secondo quanto evidenziato in una nota diffusa dal Corecom Calabria, la riconferma assume un significato che va oltre il semplice rinnovo di una carica. “La riconferma del presidente Scarpino – si legge in una nota di Corecom Calabria – assume un significato politico-istituzionale di particolare forza. Non è soltanto la conferma di un incarico: è il riconoscimento nazionale di un percorso che ha portato il Corecom Calabria a essere percepito come presidio avanzato di garanzia, educazione digitale, tutela dei minori e contrasto alle nuove fragilità. Un tributo tanto più rilevante perché attribuito a un presidente in prorogatio, ormai prossimo alla scadenza del mandato, superando una prassi che normalmente esclude i presidenti in scadenza dai ruoli di coordinamento”.
Visibilmente soddisfatto per il risultato ottenuto, Scarpino ha sottolineato il valore del lavoro svolto in questi anni dall’intero organismo regionale. “Sono emozionato e onorato per questa riconferma”, ha dichiarato, “perché rappresenta un segnale eccezionale del lavoro svolto dal Corecom Calabria, dai componenti Mario Mazza e Paolo Petrolo, dal personale del Corecom Calabria e dai tanti amici che ci sono stati vicini in questo lungo e appassionato percorso. Con il Corecom Academy in Tour, il Cybercrime Film Festival, l’indizione della prima Giornata nazionale sulla povertà educativa, il premio sulle minoranze linguistiche e la realizzazione dell’Osservatorio media e minori abbiamo lasciato un segno importante, portando la Calabria all’attenzione di tutti i Corecom come modello”.
Nel suo intervento, il vicecoordinatore riconfermato ha inoltre evidenziato l’azione sviluppata negli ultimi anni dal Coordinamento nazionale sotto la presidenza di Carola Barbato, richiamando le numerose iniziative promosse a tutela dei cittadini e dei minori.
“In questi anni, anche attraverso il vicecoordinamento prima condiviso con l’amico Marco Mazzoni, che ha poi assunto l’importante incarico di direttore generale della Giunta regionale del Veneto, il Coordinamento nazionale ha dimostrato il ruolo fondamentale dei Corecom nell’ambito delle garanzie. Lo hanno dimostrato la partecipazione a Sanremo della giuria delle radio, le forti posizioni assunte sulla situazione della cronaca in tv, poi poste all’attenzione del Garante della privacy e di Agcom, le battaglie condotte in tutta Italia a favore dei minori, il patentino digitale, i percorsi di media education, il controllo sulle pubblicità occulte, il supporto agli utenti nei contenziosi con telefonia e pay tv. I diversi protocolli nazionali hanno attestato i Corecom come agenzia di garanzia regionale”.
Particolarmente significativo, per Scarpino, il fatto che la nomina sia arrivata nonostante l’imminente conclusione del mandato. Un elemento che rompe una consuetudine consolidata all’interno dell’organismo e che, come ha spiegato lo stesso presidente del Corecom Calabria, ha avuto per lui un forte valore umano oltre che istituzionale.
“La mia emozione – ha proseguito – è ancora più forte perché, per la prima volta, un presidente in prorogatio e prossimo alla scadenza del proprio mandato è stato nominato ai vertici del Coordinamento nazionale. Avrei dovuto soltanto votare, secondo una prassi per cui i presidenti in scadenza non assumono ruoli di coordinamento. La decisione, in primis di Carola Barbato e di tutti i presidenti, dal Lazio alla Lombardia, dal Trentino alla Basilicata, nessuno escluso, è stata per me un tributo inatteso, che mi ha sinceramente commosso. Mi ha fatto comprendere che il lavoro costante, silenzioso e duro produce risultati che restano, e che mi accompagneranno nel prosieguo del mio percorso di vita e professionale”.
