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Amendolara, Occhiuto: “Regione finanzierà viaggio familiari vittime e rimpatrio delle salme”

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha concluso in Consiglio regionale il dibattito dedicato al fenomeno del caporalato e alla tragedia di Amendolara, richiamando tutte le forze politiche a un approccio istituzionale e responsabile.

«Ho apprezzato tutti gli interventi, e quasi tutti quelli di minoranza, in cui c’è stato quel senso istituzionale che è dovuto dopo una tragedia del genere. Qualcuno ha detto, e faceva bene a dirlo, che non è questo il momento per dividerci o per cercare responsabilità o per aggiungere responsabilità», ha dichiarato il governatore.

Occhiuto ha sottolineato come la Regione non abbia atteso il drammatico episodio di Amendolara per intervenire sui temi dello sfruttamento lavorativo e dell’inclusione. «Noi non abbiamo aspettato la tragedia di Amendolara sulla quale c’è da attendere gli esiti delle indagini. Ma al di là di quelli che sono gli esiti, ciò che è successo deve comunque interpellare le nostre coscienze su due questioni, che riguardano lo sfruttamento dei lavoratori e la mancanza», ha affermato.

Il presidente ha quindi spiegato di aver voluto gli interventi degli assessori Pasqualina Straface e Gianluca Gallo per illustrare il lavoro già svolto dalla Regione. «Ho voluto che intervenissero per indicare al Consiglio le azioni che abbiamo svolto, perché non è vero che noi diciamo: vedremo, faremo. Noi molte cose le abbiamo fatte senza aspettare i fatti di Amendolara».

Tra le iniziative ricordate dal governatore figurano il superamento della baraccopoli di San Ferdinando, definita «una vergogna nazionale», la realizzazione di soluzioni abitative alternative e una serie di interventi mirati a contrastare sfruttamento, lavoro nero e le criticità legate al trasporto dei lavoratori, oltre alle forme di ricatto che spesso riguardano vitto e alloggio.

Occhiuto ha poi affrontato il tema dei flussi migratori e del fabbisogno di manodopera qualificata. «L’immigrazione incontrollata comporta anche l’importazione di forme di mafie di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Ma mancano specifiche figure professionali, per le quali serve un’immigrazione a domanda, senza subirla. Quello che manca è la capacità di fare sistema tra tutti gli organi dello Stato».

Nel suo intervento, il presidente della Regione ha anche voluto ribadire la tradizionale vocazione all’accoglienza della Calabria, richiamando quanto avvenuto dopo il naufragio di Cutro. «Questa Regione che oggi si interroga è la stessa che è stata di esempio all’Italia dopo la strage di Cutro, quando tutti i calabresi hanno dimostrato grande solidarietà e hanno mostrato che non c’era nessuno, né da una parte né dall’altra della politica, che soffiava sul fuoco dell’intolleranza».

Infine, Occhiuto ha annunciato una proposta che sarà portata all’attenzione del Consiglio regionale già nella prossima seduta. L’obiettivo è sostenere le famiglie dei quattro migranti morti ad Amendolara, consentendo loro di raggiungere l’Italia per il riconoscimento delle salme e favorendone il rimpatrio.

«Vorrei che potessimo nel prossimo Consiglio fare una norma che dia la possibilità alla Regione di finanziare il viaggio in Italia per le famiglie che devono riconoscere le salme e poi consentire il rimpatrio delle stesse. Per facilitare tutto questo è necessario un intervento concreto e immediato», ha concluso il presidente della Regione.

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