di Paolo Ficara – Un raffronto a distanza di 11 anni. Nevio Scala è il primo trait d’union dei percorsi di Reggina e Parma. I due club che nel 1989 si “scambiarono” il tecnico veneto, si ritrovarono entrambi a dover ripartire dalla Serie D nel 2015. La Reggina di oggi sta ripetendo, almeno nelle prime quattro partite, il percorso di quel Parma presieduto da Nevio Scala. Che stracciò il girone D. Radio Touring 104 ha sollecitato un raffronto proprio allo storico tecnico, nel corso di Mezzogiorno Amaranto:
“Noi eravamo partiti ad agosto, senza neanche un calciatore. Dopo il fallimento, sono stato convocato dagli industriali di Parma. Mi hanno proposto di far parte di un progetto partito bene e finito male. Ho dovuto dare le dimissioni per un comportamento dei dirigenti non consono alla mia filosofia – ricorda Scala a Radio Touring 104 – Il primo anno con Gigi Apolloni siamo partiti molto bene, non siamo mai stati sconfitti. La promozione è stata ottenuta con facilità. Frutto di un’organizzazione saggia ma semplice”.
Nevio Scala ricorda con che tipo di giocatori venne costruito quel Parma: “Mi ero accaparrato del lavoro di Lorenzo Minotti e dei suoi collaboratori. Cercando soprattutto uomini, siamo riusciti a mettere insieme i calciatori che Apolloni ci suggeriva. Il nome di Parma era abbastanza appetito da tutti i calciatori di quel livello, siamo riusciti a fare una squadra molto competitiva”.
“L’atteggiamento importante lo devono avere l’allenatore, i dirigenti ed i calciatori – afferma Nevio Scala circa l’umore dell’ambiente – Devono essere consapevoli delle proprie forze, sapendo che quello del calcio è un mondo privilegiato. Visti questi quattro risultati consecutivi molto positivi, credo che la Reggina si sia presentata. Mettendo le altre squadre nelle condizioni di capire che gli amaranto vogliono fare il salto. Un po’ da lontano, sono ancora tifoso della Reggina”.
Scala conclude l’emozionante chiacchierata con un ricordo sul suo biennio, vissuto a Reggio tra il 1987 ed il 1989 con uno spareggio vinto ed un altro perso ai rigori: “Ci vorrebbe qualche ora o qualche giorno, per raccontare tutto. Periodo indimenticabile. Mi ha dato la possibilità di valutare molte cose, che poi mi sono servite in futuro, sia a Parma che in giro per il mondo”.
