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Ponte sullo Stretto, la Procura di Roma apre un’inchiesta per corruzione e rivelazione segreti d’ufficio: i nomi degli indagati

La Procura di Roma ha aperto un’indagine per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito delle procedure relative al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Su delega dell’autorità giudiziaria, i Carabinieri del ROS hanno eseguito perquisizioni nei confronti di tre persone: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, ora in quiescenza, un avvocato già componente del consiglio di amministrazione di Stretto di Messina Spa e un imprenditore.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, le indagini riguarderebbero presunti tentativi di influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti relativo all’approvazione del progetto definitivo del ponte. In particolare, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero cercato di condizionare l’attività di un magistrato contabile promettendo sostegno per future nomine in enti pubblici dopo il pensionamento, in cambio di un esito favorevole nell’iter di controllo.

L’ipotesi accusatoria sostiene inoltre che i due indagati avrebbero tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti rilevanti per il procedimento e avrebbero diffuso informazioni riservate ottenute tramite il giudice contabile coinvolto nell’inchiesta. Quest’ultimo, secondo la Procura, avrebbe fornito aggiornamenti sull’andamento della procedura presso la Corte dei Conti, rivelando anche orientamenti interni e dettagli delle camere di consiglio.

Sempre secondo gli investigatori, il magistrato avrebbe preso parte attiva alla vicenda esaminando una decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025 e impegnandosi a predisporre una memoria nell’interesse di Stretto di Messina Spa, da consegnare a un consulente della società. In cambio, avrebbe manifestato interesse a ottenere incarichi di rilievo dopo il pensionamento, tra cui ruoli in autorità indipendenti o società partecipate.

Nel corso delle perquisizioni, effettuate tra Roma, la provincia di Reggio Calabria e quella di Frosinone, sono stati sequestrati documenti e dispositivi elettronici che saranno ora analizzati per verificarne l’eventuale rilevanza probatoria.

Tra gli indagati figura anche l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele. Con lui risultano iscritti nel registro degli indagati anche Vincenzo Virgiglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”, e Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del CdA della Stretto di Messina Spa. Le contestazioni riguardano presunti scambi di informazioni riservate e promesse di utilità in cambio di interventi volti a favorire l’esito positivo del controllo di legittimità.

Secondo l’impostazione accusatoria, le utilità promesse avrebbero incluso raccomandazioni, inviti a eventi e sostegno a percorsi professionali futuri, con particolare riferimento a possibili incarichi dopo il pensionamento del magistrato.

In merito all’inchiesta è intervenuto l’amministratore delegato di Stretto di Messina Spa Pietro Ciucci, che ha ribadito la totale estraneità della società ai fatti contestati, esprimendo sorpresa per quanto emerso e confermando la piena disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria.

La società ha inoltre assicurato che il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, collegato ai lavori e alle procedure del CIPESS, proseguirà nel rispetto dei principi di trasparenza e delle prescrizioni normative, oltre

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