“Nessun biasimo dovrebbe seguire al dire la verità. Ma lo fa, lo fa” - Anita Brookner
HomeCalabriaVibo ValentiaSorianello, vent'anni di ombre: politica, appalti e silenzi in un territorio segnato...

Sorianello, vent’anni di ombre: politica, appalti e silenzi in un territorio segnato dalla ‘ndrangheta

“Per oltre vent’anni Sorianello è rimasto intrappolato in una cappa di immobilismo politico e silenzi
inquietanti. Un’anomalia democratica evidente: sempre lo stesso uomo al potere, politico di Forza
Italia legato al potente Tonino Daffinà sub commissario alla Depurazione (indagato dalla Procura
di Catanzaro e dalla Procura di Roma per corruzione, turbata libertà degli incanti, traffico di
influenze illecite e peculato nell’inchiesta che coinvolge alcune cliniche private e Regione
Calabria), tra l’altro legati da rapporti di parentela (Tonino Daffinà risulta cugino della moglie del
politico di Sorianello). Tutto procede imperterrito senza una reale alternanza amministrativa, in un
territorio storicamente segnato dalla presenza pervasiva della ’ndrangheta. Eppure, ciò che rende
ancora più inquietante la vicenda del piccolo centro del Vibonese è il contesto nel quale questa
lunga egemonia politica si è consolidata: un territorio dove per anni hanno operato figure di
primissimo piano della criminalità organizzata locale, come Bruno e Gaetano Emanuele, indicati
dagli investigatori tra gli elementi di vertice della consorteria Emanuele-Idà. L’inizio dell’ascesa
politica del pluriennale uomo di potere che si radica sul Comune di Sorianello coincide con una
stagione tutt’altro che ordinaria. Durante una delle prime campagne elettorali che lo portarono alla
guida dell’Amministrazione Comunale, il suo principale competitor dell’epoca, il geom. Stefano
Santaguida, fu colpito da gravissimi atti intimidatori, inquietante, un immobile di sua proprietà
venne incendiato. Un episodio pesantissimo, che avrebbe dovuto rappresentare uno spartiacque
nella vita democratica del paese. Invece, da allora, su Sorianello sembra essere calato il silenzio,
nessuna reale alternanza, nessun confronto politico strutturato, nessuna opposizione capace di
incrinare un sistema di potere rimasto sostanzialmente immutato per oltre due decenni. Secondo
numerose circostanze richiamate negli ambienti locali e in diverse vicende giudiziarie, tutte le
campagne elettorali che hanno portato all’elezione del “supremo” avrebbero beneficiato del
sostegno della consorteria Emanuele-Idà. Nel corso degli anni, lo stesso avrebbe intrattenuto rapporti diretti o indiretti con soggetti ritenuti vicini agli ambienti criminali locali, tra cui Bruno e
Gaetano Emanuele, Antonio Domenico Ciconte, Girolamo Macrì e Domenico Zannino.
Particolarmente delicato sarebbe quanto accaduto in occasione della campagna elettorale del 2024.
Per la prima volta dopo anni, infatti, sembrava essersi aggregata una compagine amministrativa
2
alternativa in grado di mettere realmente in discussione la leadership politica dell’innominato
politico di Sorianello. Tuttavia, quella lista sarebbe stata improvvisamente costretta a ritirarsi,
circostanza che ha alimentato ulteriori interrogativi sul clima politico e sulle dinamiche che
caratterizzano il paese. Sempre secondo ricostruzioni circolate nell’ambiente locale, in quella fase si
sarebbe addirittura profilato il rischio di un “defenestramento” politico di quest’ultimoi. Circostanza
che lo avrebbe spinto a intensificare le interlocuzioni con ambienti vicini alla consorteria EmanueleIdà, interagendo -tramite Domenico Zannino, Girolamo Macrì e Domenico Mangiardi- con Gaetano
Emanuele, al fine di ottenere sostegno politico ed elettorale a conferma della propria candidatura,
garantendo in cambio attenzione e influenza nella gestione degli appalti pubblici comunali. Ma il
dato più inquietante è che l’innominato uomo politico di Sorianello avrebbe avuto contatti diretti
con Gaetano Emanuele, figura ritenuta dagli investigatori uno degli esponenti di vertice della criminalità organizzata locale. I punti oscuri, tuttavia, non si fermano alle campagne elettorali, basta
osservare attentamente anche la composizione delle liste elettorali comunali succedutesi negli anni,
composizione che avrebbe dovuto garantire gli accordi stipulati. Nella passata legislatura,
competizione elettorale mascherata con una lista civetta (il falso competitor era Giuseppe Raffaele
fratello di Maurizio Raffaele sposato con una sorella di Bruno e Gaetano Emanuele). Nella lista a
supporto dell’innominato uomo politico di Sorianello sedeva tra i consiglieri di maggioranza Anna
Maria Teresa Ciconte, sorella di Antonio Domenico Ciconte (imputato in importantissime
operazioni di ndrangheta, “Imperium” e “Maestrale”). Nello stesso contesto politico compare anche
Filippo Monardo, coinvolto nell’inchiesta “Doppia Curva”, presente anche nell’attuale legislatura
prima delle dimissioni. Infine, il suocero del fratello dell’innominato uomo politico di Sorianello è
stato barbaramente trucidato nel 2012 nella guerra di ndrangheta tra le famiglie Emanuele-Idà e
Loielo (si tratta dell’imprenditore Domenico Ciconte). E poi c’è il capitolo appalti pubblici, forse il
più delicato. Un terreno sul quale emergono coincidenze, rapporti familiari e frequentazioni che
meriterebbero ben più di una semplice attenzione superficiale. Tra le ditte che hanno ottenuto lavori
di rilievo figura la RI.FA.GO, riconducibile a Sandro Rimedio e Girolamo Macrì, quest’ultimo
condannato nell’operazione “Ghost” per reati legati a droga, usura e ndrangheta, nonché ritenuto
vicino alla famiglia Emanuele-Idà. Sandro Rimedio, inoltre, risulta essere cognato dell’assessora
Valeria Battaglia. Ulteriori elementi emergono anche dall’inchiesta “Jeracarni”. Dalle
intercettazioni sarebbe emerso il ruolo di Domenico Mangiardi, detto “Spadino”, quale
collegamento tra Franco Idà, detto “Linuccio” (indicato dagli investigatori come figura di vertice
della consorteria Emanuele-Idà e cognato dei boss Bruno e Gaetano Idà) e alcune ditte beneficiarie di appalti comunali a Sorianello. Domenico Mangiardi non è un nome qualsiasi: è il fratello
dell’attuale vicesindaco del Comune di Sorianello. Tra le altre cose, l’innominato uomo politico di
Sorianello frequenta assiduamente tutti i dirigenti della società sportiva Fulmine, il cui Presidente
risulta essere proprio Domenico Mangiardi detto “Spadino” che gestisce la medesima società
insieme al socio occulto Zannino Domenico (e di cui gran parte dei soci risultano gravati da
numerosi procedimenti di polizia e con rapporti di parentela o di frequentazioni con soggetti
“controindicati”), anzi lo stesso innominato uomo politico di Sorianello annualmente finanzia con
cospicue donazioni di danaro privato la medesima società sportiva. Di fronte a un quadro simile, la
domanda diventa inevitabile: possibile che tutto questo non abbia mai richiesto un serio
approfondimento istituzionale? Possibile che oltre vent’anni di totale assenza di alternanza politica,
in un territorio ad alta densità criminale, non abbiano mai acceso un faro concreto da parte delle
istituzioni? Perché se giustamente l’attenzione dello Stato si è concentrata su tanti Comuni della
Provincia di Vibo Valentia, allora appare inevitabile chiedersi perché su Sorianello continui a
permanere una zona grigia fatta di silenzi, legami familiari, rapporti controversi, appalti opachi e
presunte interlocuzioni con soggetti ritenuti organici alla ’ndrangheta. In democrazia il consenso si
conquista nelle urne, attraverso il libero confronto politico e la partecipazione, quando invece per
oltre due decenni un territorio rimane privo di reale dialettica democratica, mentre attorno alle
istituzioni continuano ad affiorare ombre, parentele ingombranti, rapporti opachi e nomi ricorrenti
nelle cronache giudiziarie, il dovere dello Stato non può essere quello di voltarsi dall’altra parte. Per
questo oggi più che mai sarebbe necessario fare piena luce su quanto accaduto negli ultimi
vent’anni nel Comune di Sorianello, verificando se dietro quella lunga e apparentemente
inattaccabile continuità amministrativa si nascondano dinamiche che meritano l’attenzione delle
autorità competenti”.

Così in una nota il Comitato Civico Rinascita di Sorianello.

Articoli Correlati