“L'accondiscendenza partorisce amici, la verità odio” - Marco Tullio Cicerone
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Caso Caridi, ex senatore: “Giustizia è fatta, ma nessuno restituirà il tempo sottratto. Una vittoria che abbatte gli errori del giustizialismo”

“La recente sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria mette finalmente la parola fine al calvario giudiziario dell’amico e già collega senatore Antonio Caridi, confermando in via definitiva la sua totale innocenza rispetto ad accuse infamanti. Finisce un incubo, ma non si cancella il dolore.”A dichiararlo in una nota è l’ex senatore Pietro Iurlaro, che ricorda i drammatici passaggi della vicenda vissuti in prima persona tra i banchi del Senato.”Eravamo senatori insieme, io, Pietro Iurlaro e Antonio Caridi, quando in quel bruttissimo giorno del 2016 assistemmo a una delle pagine più buie e dolorose della storia parlamentare recente. Ricordo perfettamente come la Presidenza del Senato dell’epoca, travolgendo la prassi e la sensibilità istituzionale, sconvolse in modo del tutto irrituale il calendario dei lavori della Giunta e dell’Aula al solo scopo di anticipare il provvedimento di decadenza e concedere l’autorizzazione all’arresto.In quel momento, una famiglia straordinaria, i suoi amici e un’intera comunità politica vennero travolti da una sofferenza immane, schiacciati dal peso del sospetto mediatico e da un giustizialismo cieco che ha preferito abdicare alle garanzie costituzionali.Nelle settimane e nei mesi successivi, mossa da una profonda e incrollabile certezza nella sua onestà, andai a trovare Antonio in carcere per due volte. Lì, dietro le sbarre, vidi la dignità di un uomo ferito ma mai domo, che ha saputo attendere con rispetto e fiducia che la verità venisse a galla.Oggi la verità ha trionfato, ma le sentenze di assoluzione non possono restituire gli anni rubati, la serenità violata della sua famiglia e l’onore ingiustamente calpestato. Questa vicenda deve restare un monito per la politica e per il Paese: la presunzione di innocenza non può essere sacrificata sull’altare del populismo giudiziario. Ad Antonio, alla sua famiglia e a chi non ha mai smesso di credere in lui, va oggi il mio abbraccio più grande.”

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