Ridurre gli ostacoli burocratici per accelerare gli interventi contro il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera. È l’appello lanciato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo a Roma alla presentazione di “Cap Rischio – Strategie di protezione civile per i territori 2021-2027”.
Nel suo intervento, il governatore ha evidenziato come, oltre alle difficoltà organizzative e amministrative degli enti, pesi soprattutto la complessità delle procedure autorizzative. «I problemi del deficit di capacità organizzativa e burocratica si sommano con una ipertrofia di autorizzazioni preventive che rendono difficilissimo realizzare gli interventi», ha affermato.
Occhiuto ha citato il caso delle opere contro l’erosione costiera, spiegando che, al di fuori delle emergenze gestite con ordinanze di Protezione civile, «per realizzare un intervento di mitigazione del rischio abbiamo bisogno di 18 autorizzazioni preventive». Una situazione che, ha aggiunto, riguarda anche gli interventi destinati a contrastare il dissesto idrogeologico.
Pur esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dalla Protezione civile nazionale, il presidente della Regione ha sollecitato una revisione delle regole. «Vorrei che a livello nazionale ci fosse una fortissima attenzione alla necessità di semplificare tutto quello che occorre per mitigare il rischio e di rendere strutturali le modalità di intervento della Protezione civile anche in assenza di ordinanze», ha dichiarato, avvertendo che, senza un cambiamento, «molte attività di contrasto e riduzione del rischio, nonostante le risorse disponibili e la qualità dei progetti, non riusciremo a realizzarle».
Secondo Occhiuto, il modello della Protezione civile rappresenta un esempio da seguire proprio perché, in determinate circostanze, può operare attraverso procedure straordinarie che consentono di ridurre i tempi. «Dovremmo prendere esempio da ciò che funziona meglio», ha osservato.
In conclusione, il governatore ha ribadito la necessità di intervenire sul piano normativo. «Dovremmo tentare di semplificare quanto più possibile per accelerare molti processi, perché altrimenti gli investimenti nel rafforzamento della capacità organizzativa e amministrativa saranno utili, ma non sufficienti», ha concluso.
