Il futuro del teatro calabrese passa da un intervento tempestivo della Regione. È questo il messaggio contenuto nella lettera che il direttore artistico di Ama Calabria, Francescantonio Pollice, ha inviato al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per chiedere un’accelerazione nell’adozione dei provvedimenti a sostegno del comparto.
Nel documento, Pollice esprime forte preoccupazione per la situazione di stallo che, a suo giudizio, rischia di compromettere i risultati ottenuti negli ultimi anni. «Il fragoroso silenzio istituzionale di questi ultimi mesi rappresenta per operatori e pubblico un grave segnale politico, una minaccia concreta che vanifica il capitale simbolico ed economico accumulato in anni di lavoro incessante», scrive, sottolineando come il percorso condiviso da compagnie di produzione e operatori della distribuzione abbia consentito al teatro calabrese di trasformarsi «da periferia marginale del panorama nazionale a laboratorio di eccellenza e di innovazione sociale».
Secondo il direttore artistico di Ama Calabria, la crescita del settore è stata resa possibile grazie alla programmazione triennale prevista dalla legge regionale sullo spettacolo dal vivo e all’attività dell’Assessorato alla Cultura. Un percorso che, evidenzia, avrebbe trovato conferma anche nei dati della Siae, con un aumento sia dell’offerta artistica sia della produzione e distribuzione di spettacoli.
Pollice ricorda inoltre come la Calabria sia riuscita a conquistare un ruolo di rilievo nel panorama nazionale dello spettacolo dal vivo. «La Calabria, un tempo considerata la Cenerentola dello spettacolo dal vivo italiano, oggi compete, per vitalità e caratura artistica, con le realtà italiane più consolidate proponendo stagioni con titoli e protagonisti dei grandi circuiti nazionali», afferma.
Da qui il timore di una brusca inversione di tendenza. «Il rischio oggi è quello di un regresso brutale che riporterebbe la Calabria a quell’epoca buia in cui, schiacciata dalle difficoltà socioeconomiche, l’offerta culturale era residuale, frammentaria e priva di visione», prosegue, osservando che molti Comuni, alle prese con bilanci sempre più complessi e altre emergenze, non sono più nelle condizioni di sostenere autonomamente stagioni teatrali di qualità.
Nella parte conclusiva della lettera, il direttore artistico rivolge un appello diretto al governatore affinché la Giunta regionale intervenga rapidamente con nuovi strumenti di sostegno. «Alla luce di queste considerazioni, le rivolgo un accorato appello, affinché la sua Giunta voglia imprimere un’accelerazione decisiva verso il settore emanando con la massima urgenza avvisi pubblici che, in maniera strutturale ed adeguata, sostengano la realizzazione delle prossime stagioni teatrali», conclude Pollice.
