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Varia di Palmi, Leonardo Rao dopo la revoca del Cda: “Ho servito la festa con responsabilità, ora ognuno si assuma le proprie”

“Oggi è il tempo delle responsabilità.
Io non mi sono mai sottratto alle mie.

Mi sono assunto responsabilità che non erano mie, esclusivamente per amore della Varia. L’ho fatto quando sarebbe stato più semplice voltarsi dall’altra parte. Ho scelto di metterci la faccia davanti ai creditori, instaurando con ciascuno di loro un dialogo costante, fondato sul rispetto, sulla trasparenza e sulla convinzione che chi aveva lavorato dovesse essere pagato.

Ho scelto di continuare a credere nella Fondazione anche quando qualcuno riteneva che la soluzione fosse il suo scioglimento, perché ero convinto che la Varia meritasse un futuro, non una resa.

Il mio impegno per la Varia non è iniziato con la presidenza. Nasce molti anni prima, da una passione autentica e da uno spirito di servizio che mi hanno accompagnato in ogni ruolo ricoperto e che mi hanno insegnato che la Varia va custodita con umiltà, responsabilità e rispetto.

Quando, nel 2024, sono stato chiamato a entrare nel Consiglio di Amministrazione, ho trovato una situazione estremamente complessa. La Fondazione presentava un’esposizione debitoria importante, maturata prima del mio ingresso, non frutto di incapacità gestionale, ma del venir meno di accordi formali che non sono mai stati concretizzati.

Non era facile assumersi la responsabilità di una situazione tanto difficile, soprattutto sapendo che quei debiti non erano stati generati da me.

Avrei potuto dire di no.
Sarebbe stata la scelta più semplice.

Invece ho scelto di non voltarmi dall’altra parte, perché ho capito fin da subito che non era in pericolo soltanto la Fondazione. A essere in gioco era l’immagine stessa della Varia, il rispetto dovuto a una tradizione secolare e alla città di Palmi.

Sono rimasto quando sarebbe stato più semplice andare via. Sono rimasto quando altri hanno scelto di lasciare il proprio incarico e quando c’era persino chi riteneva che la Fondazione dovesse essere sciolta.

Ho fatto una scelta diversa: ho creduto che l’ente dovesse essere salvato, perché con esso si tutelavano la credibilità della Varia, il lavoro di tante persone e il futuro della festa.

Non ho abbandonato la nave nel momento della tempesta. Ho scelto di restare al timone, assumendomi responsabilità per criticità pregresse e affrontando problemi che avrebbero scoraggiato chiunque.

Ho messo in gioco il mio volto, il mio tempo e anche la serenità della mia famiglia, convinto che servire la Fondazione significasse, prima di tutto, servire la Varia.

Da quel momento è iniziato un lavoro, spesso silenzioso, fatto di incontri, sacrifici e decisioni difficili.

Abbiamo ridotto in maniera significativa l’esposizione debitoria, ricostruito un rapporto di fiducia con i creditori attraverso un confronto continuo e rispettoso, registrato il marchio della Fondazione, incrementato il patrimonio dell’ente, avviato il progetto del 5×1000 che già quest’anno porterà nelle casse della Fondazione circa 4.000 euro, avviato il tesseramento con il programma “Amici della Varia” e programmato con grande cura l’edizione 2026 della Varia.

Avremmo voluto che quella del 2026 fosse l’edizione della ripartenza. L’edizione del superamento delle contrapposizioni, delle divisioni e delle incomprensioni che, negli ultimi anni, hanno accompagnato il cammino della Fondazione, troppo spesso interpretata come uno strumento di contrapposizione politica.

Eravamo pronti a confrontarci con tutti, anche con chi nel tempo aveva espresso critiche nei confronti dell’ente, nella convinzione che il dialogo fosse l’unica strada per ricostruire un clima di fiducia e collaborazione.

Purtroppo, il permanere di contrapposizioni e di un confronto spesso più orientato allo scontro che alla ricerca di soluzioni condivise non ha consentito di raggiungere pienamente i risultati che ci eravamo prefissati.

Nonostante ciò, abbiamo continuato a lavorare con determinazione, convinti che la Varia fosse infinitamente più grande di qualsiasi divisione e che il bene della festa dovesse prevalere su ogni interesse o appartenenza.

Il programma costruito con attenzione, insieme al percorso di risanamento economico già avviato, avrebbe rappresentato l’occasione per consolidare definitivamente il lavoro svolto, superare le ultime difficoltà ancora esistenti e consegnare alla città una Fondazione finalmente stabile, credibile e proiettata verso il futuro.

Ogni scelta è stata guidata da un unico obiettivo: lasciare una Fondazione migliore di quella che avevamo trovato.

La Varia non è di un’amministrazione, non è di una Fondazione e non è di un presidente.

La Varia appartiene ai palmesi e a tutti coloro che, con fede, sacrificio e passione, l’hanno custodita e tramandata nel tempo.

Chiunque abbia l’onore di servirla dovrebbe ricordare di esserne soltanto custode, mai proprietario.

Prendo atto del decreto con cui il sindaco ha disposto la revoca dell’attuale Consiglio di Amministrazione e della decisione dell’Amministrazione comunale di non realizzare la Varia 2026.

Le istituzioni meritano sempre rispetto e continueranno ad averlo da parte mia. Ma il rispetto delle istituzioni non impedisce di ricordare che ogni decisione pubblica comporta responsabilità.

Oggi è il tempo che ciascuno si assuma le proprie, davanti alla città e davanti alla storia.

La mia coscienza è serena.

Ho servito la Varia con l’unico spirito che abbia mai conosciuto: quello del dovere.

Ho commesso errori, come può accadere a chi assume decisioni e si prende responsabilità. Ma non mi sono mai sottratto al peso delle scelte, né ho mai anteposto interessi personali a quelli della Fondazione.

So di aver dato tutto me stesso, senza risparmiarmi mai, affrontando problemi che non avevo creato e assumendomi responsabilità che non mi appartenevano.

Desidero rivolgere un sincero e profondo ringraziamento ai soci fondatori Claudio Carbone e Daniele Laface, che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, la loro vicinanza e la loro fiducia. Nei momenti più difficili hanno dimostrato con i fatti di credere nella Fondazione e nel lavoro che stavamo portando avanti. La loro presenza è stata un punto di forza e conserverò sempre nei loro confronti profonda gratitudine.

Un ringraziamento anche ai componenti del Cda, Maria Annunziata Sgrò e Bruno Tigano, e all’ufficio legale, che hanno supportato e contribuito al mio lavoro quale presidente del Cda con competenza e disponibilità.

Continuerò ad amare la Varia come il primo giorno, indipendentemente dai ruoli.

Perché gli incarichi passano.
La Varia resta.

Resta il patrimonio più prezioso della nostra comunità, da custodire con umiltà, rispetto e spirito di servizio.

Con la serenità di chi sa di aver fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità, auguro sinceramente a chi sarà chiamato a guidare la Fondazione di operare esclusivamente per il bene della Varia, della città di Palmi e dell’intera comunità.

Perché la Varia viene prima di tutto.
Sempre”.

Così Leonardo Rao, già Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Varia, in seguito alla revoca dell’attuale CdA e alla decisione dell’Amministrazione comunale di non realizzare l’edizione 2026 della Varia di Palmi.

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