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Reggio cambia colore: Cannizzaro travolge il centrosinistra che affonda nelle periferie

A Reggio Calabria il voto disegna una nuova geografia politica. La vittoria di Francesco Cannizzaro non si limita ai numeri – già imponenti, con 59.124 preferenze – ma racconta soprattutto una conquista capillare del territorio. Dalle periferie collinari ai quartieri marinari, fino al cuore del centro cittadino, il centrodestra domina quasi ovunque, lasciando Battaglia costantemente distante e mai realmente competitivo. Un ribaltamento politico che attraversa quartieri e periferie.

Con 59.124 voti, Cannizzaro sfiora il raddoppio dei consensi ottenuti nel 2020 dal candidato del centrodestra Antonino Minicuci, fermatosi allora a 31.820 preferenze prima della sconfitta al ballottaggio contro l’allora sindaco uscente Giuseppe Falcomatà.

Il dato più evidente emerge dalla geografia del voto: Cannizzaro ha vinto praticamente ovunque, imponendosi soprattutto nelle periferie collinari e marinare. Una superiorità netta che ha relegato Battaglia a un ruolo marginale già dalle prime proiezioni.

Nelle aree collinari il consenso per il candidato del centrodestra ha assunto dimensioni plebiscitarie. Ad esempio, a Oliveto, nella sezione 106, Cannizzaro supera l’80% con 252 voti. Percentuali quasi identiche anche a Diminniti, dove nella sezione 89 – quella con l’affluenza più alta – ottiene ancora l’80% dei consensi. A Trunca, sezione 107, vola al 79%, mentre a Vinco raggiunge il 78%. Sopra il 62% anche a Podargoni.

Il segretario regionale di FI passa senza difficoltà anche nelle periferie marinare. In alcune sezioni di Catona sfiora il 60%, mentre a Gallico, nelle sezioni 78 e 79, oscilla tra il 59% e il 73%, lasciando Battaglia distante di oltre trenta punti. Ad Archi il distacco diventa abissale: nelle sezioni 69 e 70 Cannizzaro si muove tra il 72% e l’80%, mentre nella sezione 172 supera addirittura l’80,95%, con Battaglia fermo all’11,90%.

Il dominio del centrodestra si estende anche ai quartieri popolari e alla fascia sud della città. A Saracinello, nella sezione 103, Cannizzaro tocca il 75%; a Ravagnese, sezione 137, arriva al 67%. Percentuali alte anche a Modena e nel centro-sud cittadino: nella sezione 161 dell’Istituto “Fermi” conquista il 60%, mentre alle scuole Ceravolo di Viale Europa supera il 63%.

Neppure il centro cittadino riesce a invertire la tendenza, anche se le percentuali sono meno “plebiscitarie”. Nelle sezioni del “Piria”, Cannizzaro è stabilmente avanti: 56% nella sezione 1 e 54% nella sezione 26, dove Battaglia si ferma al 27%. Al “T. Gulli”, nel cuore della città,il candidato del centrodestra ottiene il 55% nella sezione 2 e sale al 62% nella sezione 3. Anche nelle scuole “Principe di Piemonte” mantiene il vantaggio con il 55%, lasciando Battaglia al 26%.

E i partiti? Il centrosinistra arretra quasi ovunque e il Partito Democratico perde circa 1.300 voti, dimezzando la propria rappresentanza in Consiglio comunale: da sei a tre seggi.
Stabile la crescita di Forza Italia, che supera anche questa volta quota 10mila preferenze e ottiene cinque consiglieri comunali, due in più rispetto al 2020. Crescono anche Fratelli d’Italia e Lega, entrambe capaci di aumentare voti e rappresentanza. In mezzo si inserisce il ritorno di “Reggio Futura”, con alla “regia” l’ex governatore Giuseppe Scopelliti, che supera i 7mila voti e torna protagonista nello scenario politico cittadino.

Sul fronte civico, si sgonfia lo slancio ottenuto da Saverio Pazzano nel 2020, passando da 6.031 voti a 4.033 voti: cinque anni tra i banchi dell’opposizione non si sono trasformati in un reale salto competitivo per il leader de “La Strada”. Eduardo Lamberti Castronuovo non riesce a  intercettare il peso elettorale ottenuto nel 2020 da Angela Marcianò, allora capace da indipendente di superare quota 13mila preferenze. Questa volta i voti raccolti sono stati appena 4.600.

La fotografia finale restituisce dunque una vittoria larga, trasversale e territorialmente omogenea per Cannizzaro. Un’affermazione costruita soprattutto nelle periferie, dove il centrodestra ha scavato il solco decisivo e dove Battaglia, numeri alla mano, non è mai riuscito realmente a entrare in partita.

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