I luoghi parlano e la loro voce, stratificata nel tempo, guida il visitatore in un’esperienza che supera i confini della mostra tradizionale. Con questo spirito nasce “La macchina del tempo” ©, inaugurata ieri, 18 marzo, alla Pinacoteca Civica di Reggio Calabria: un’esperienza immersiva che segna la conclusione del progetto “DiStretto d’Emozioni – dove il passato sfida il futuro”.
Non un semplice allestimento, ma un vero e proprio viaggio narrativo che accompagna cittadini e visitatori dentro l’anima dei luoghi simbolo della città, trasformandoli in protagonisti attivi del racconto.
Il percorso esperienziale resterà aperto fino al 6 aprile, ma il progetto non mancherà ancora di sorprendere con ulteriori sviluppi che saranno annunciati nei prossimi giorni.
Tra memoria, innovazione e partecipazione
“La macchina del tempo” © rappresenta la naturale evoluzione del percorso più ampio di DiStretto d’Emozioni che, da ottobre, ha coinvolto migliaia di persone nella riscoperta del patrimonio culturale reggino.
Progetto originale creato da GM Multiservizi Srls ed Emmedue Group Srl, ideazione e concept di Marcello Garretto e Barbara Vallelonga, “La macchina del tempo” © ha saputo coniugare linguaggi contemporanei e identità storica, puntando su strumenti digitali e modalità immersive. La produzione multimediale è stata curata da LM Recording Studio e Alessio Mauro, mentre l’allestimento multimediale è firmato da Visual Show.
Cuore dell’esperienza è la voce narrante dell’attrice Kristina Mravcova, che accompagna i visitatori in un percorso accessibile tramite QR code, fruibile in italiano e in inglese, e da ascoltare in cuffia.
Un sistema semplice e immediato che consente di entrare in relazione diretta con i luoghi e di interagire.
Un’esperienza immersiva che invita a lasciare una traccia
Il percorso esperienziale è costruito, infatti, come un itinerario interattivo: ogni tappa è associata a un pannello e a un contenuto audio che restituisce la “voce” del luogo, in prima persona. Il visitatore non è spettatore passivo, ma parte integrante del percorso. Dopo l’ascolto, è invitato a lasciare un proprio contributo: un pensiero, una parola, una proposta. Un gesto semplice che diventa parte di un archivio collettivo di emozioni e visioni per la città.
“Partecipazione e interazione sono i principali obiettivi di questa esperienza. Il percorso esperienziale è stato strutturato, proprio come suggerisce il nome stesso, per prenderci del tempo: leggere, essere accompagnati da una voce narrante e lasciare la nostra traccia” sottolineano gli organizzatori.
“Ogni pannello rappresenta un sito e ciascun sito prende voce, raccontandosi in prima persona: una voce narrante accompagna il visitatore all’interno del luogo, guidandolo lungo il percorso. Successivamente – proseguono – sarà possibile lasciare una traccia del proprio passaggio. Non è un’esperienza che mostra immagini, ma che le suggerisce. I brevi testi presenti sul pannello, insieme alla voce, offrono spunti che ciascun visitatore è chiamato a trasformare in una propria visione. In questo modo, l’esperienza diventa profondamente personale: ognuno, attraverso ciò che legge e ascolta, costruisce dentro di sé un’immagine unica del luogo, diversa da tutte le altre”.
Un’esperienza, dunque, che, non si limita a raccontare, ma costruisce una relazione viva tra luogo e visitatore.
Cinque luoghi, un’unica narrazione
Il percorso si articola in cinque stazioni simboliche — Pinacoteca Civica, Teatro Francesco Cilea, Castello Aragonese, Ipogeo di Piazza Italia e Odeion — ciascuna portatrice della propria storia.
I luoghi si raccontano in prima persona, restituendo identità, memoria e funzione: dalla Pinacoteca come spazio di memoria viva, al Teatro come luogo di emozioni condivise; dal Castello, simbolo di resistenza e trasformazione, all’Ipogeo, custode della città invisibile; fino all’Odeion, spazio di parola e comunità.
Un racconto corale che mette al centro non solo la storia, ma anche il ruolo attivo di chi attraversa questi spazi.
L’impegno dell’amministrazione: cultura come esperienza viva
Nel corso dell’inaugurazione, l’assessore comunale alla programmazione Carmelo Romeo ha evidenziato la portata strategica del progetto, inserendolo in una visione più ampia di valorizzazione culturale: “Questa iniziativa rappresenta una tappa significativa del percorso avviato con DiStretto d’Emozioni. Abbiamo lavorato per riportare le persone nei luoghi identitari della città, spesso poco conosciuti anche dai cittadini stessi, utilizzando strumenti interattivi e innovativi capaci di parlare soprattutto ai più giovani”.
L’assessore ha inoltre sottolineato la scelta dell’amministrazione di investire sulle cosiddette “azioni immateriali”: “Accanto agli interventi di riqualificazione e recupero degli spazi, abbiamo voluto puntare su un nuovo approccio: far vivere i luoghi attraverso esperienze. Questo percorso immersivo incarna perfettamente questa visione, proponendo un modello culturale dinamico e coinvolgente, che siamo convinti continuerà ad attrarre pubblico”.
Quanto al bilancio del progetto, Romeo ha precisato: “I dati complessivi saranno raccolti e formalizzati al termine, ma possiamo già registrare un riscontro molto positivo attraverso i feedback ricevuti. Le iniziative gratuite, hanno attirato numerosi visitatori, inclusi turisti stranieri, confermando l’importanza di investire nella promozione culturale accessibile”.
I risultati del progetto e la prospettiva futura
Un bilancio ampiamente positivo emerge anche dalle parole della RUP Daniela Neri, che ha posto l’accento sulla qualità e sull’impatto dell’intero progetto: “Possiamo dirci pienamente soddisfatti. DiStretto d’Emozioni ha valorizzato in maniera concreta il patrimonio culturale della città, coinvolgendo luoghi simbolo come il Castello, il Teatro, la Pinacoteca e le aree archeologiche, attraverso un’offerta culturale articolata e trasversale declinata in tutte le forme artistiche”.
La Neri ha evidenziato anche il successo in termini di partecipazione: “Abbiamo registrato il sold out in quasi tutti gli eventi, inclusi i percorsi didattici rivolti ai più giovani. Questo era uno degli obiettivi principali: avvicinare il maggior numero possibile di persone alla cultura, senza abbassarne la qualità, ma anzi qualificando l’offerta”.
Un passaggio significativo della Rup del progetto riguarda anche la gestione delle risorse: “Abbiamo applicato buone pratiche nell’utilizzo dei fondi comunitari, impiegati in modo puntuale e trasparente. A breve presenteremo un resoconto dettagliato delle attività svolte, con dati, immagini e contenuti, che sarà condiviso con la cittadinanza”.
Infine, uno sguardo al futuro: “L’auspicio è che questo possa diventare un progetto pilota, capace di essere consolidato e riproposto nel tempo. L’esperienza immersiva rappresenta anche un modo per intercettare nuovi pubblici, in particolare giovani e scuole, senza escludere una partecipazione trasversale”.
La voce che dà forma alla memoria
A dare corpo al racconto è la voce dell’attrice Kristina Mravcova, protagonista invisibile ma centrale dell’esperienza: “Essere la voce narrante di questo progetto è stato, prima di tutto, un viaggio personale. Quando ho registrato questi racconti, ho cercato di non essere solo un tramite, ma di abitare quei ricordi, restituendo loro il respiro e l’emozione che meritano. Ringrazio gli organizzatori di ‘DiStretto d’Emozioni’ per avermi affidato questo compito così delicato: dare suono alla memoria di Reggio. Spero che la mia voce possa accompagnare i visitatori in questo viaggio nel tempo con la stessa intensità con cui io l’ho vissuto”.
Un nuovo modo di vivere la cultura
“La Macchina del Tempo”©, chiude un percorso, ma allo stesso tempo apre una nuova modalità di vivere la cultura: più immersiva, partecipata, umana.
Fermarsi, ascoltare e lasciare una traccia. Perché la memoria di una città non è mai definitiva, ma si costruisce ogni giorno, attraverso le emozioni di chi la attraversa, voci vive di cui i luoghi si impregnano restituendone la memoria nel tempo.
DiStretto d’Emozioni è l’iniziativa curata da GM Multiservizi SRLS in A. T. I. con EMMEDUE Group e programmata dal Settore Cultura e Turismo della Città di Reggio Calabria, con Responsabile Unico del Procedimento l’architetto Daniela Neri. Il progetto è finanziato nell’ambito del Programma Nazionale “METRO PLUS e Città Medie Sud 2021–2027” – FESR/FSE Plus – Priorità 7 Rigenerazione Urbana, progetto RC7. 5. 1. 2 “Distretto Culturale e Turistico della Città di Reggio Calabria” – Codice operazione RC7. 5. 1. 2. C – Progresso Cultura”.
