Il Comune di Corigliano-Rossano rientra tra gli enti finanziati dalla Regione Calabria nell’ambito del programma P.Art.E.C.I.P.O., grazie al progetto “I luoghi cerniera”, elaborato dal Dipartimento Programmazione dell’amministrazione comunale. L’iniziativa, dal valore complessivo di circa due milioni di euro, punta a intervenire nelle aree di Schiavonea e del quartiere Matassa per contrastare fenomeni di esclusione e disagio sociale.
Il piano prevede azioni rivolte a diverse categorie fragili della popolazione: persone con disabilità, minori, cittadini stranieri, soggetti a rischio marginalità, detenuti, comunità rom, senza fissa dimora e realtà del terzo settore. Coinvolti anche organismi legati al mondo del lavoro e del partenariato sociale. Il progetto, sviluppato anche attraverso il confronto con il Forum del Terzo Settore, avrà durata triennale e interesserà circa 14mila beneficiari tra diretti e indiretti.
Per l’assessore alle Politiche sociali Marinella Grillo, “l’ammissione al finanziamento rappresenta un motivo di orgoglio per l’intera amministrazione comunale”. Secondo l’assessore, il risultato “premia il lavoro svolto per favorire inclusione, partecipazione e cittadinanza attiva, con attenzione particolare ai giovani e alle persone più vulnerabili”. Grillo sottolinea inoltre che “il progetto dimostra la capacità del Comune di intercettare risorse strategiche attraverso proposte concrete e innovative, costruite sui reali bisogni del territorio”.
L’assessore ha poi espresso “apprezzamento per il lavoro degli uffici comunali, dei partner e di tutti i soggetti coinvolti nella candidatura”, evidenziando come le risorse ottenute “consentiranno di rafforzare percorsi di coesione sociale e partecipazione democratica”.
Soddisfazione anche da parte del sindaco Flavio Stasi, che parla di “un ulteriore risultato frutto della qualità progettuale dell’ente e della professionalità degli uffici comunali”. Per il primo cittadino, il finanziamento “conferma la capacità del Comune di programmare e attrarre risorse utili soprattutto per le fasce sociali più fragili”.
“Investire nelle aree segnate dal disagio sociale – conclude Stasi – significa costruire opportunità concrete e mettere al centro le persone, con particolare attenzione a chi vive condizioni di maggiore difficoltà”.
