Poco prima delle celebrazioni del 25 aprile, partecipate, profonde e festose come sempre nella nostra città, ci siamo trovati di fronte, ancora una volta, ad un uso muscolare delle forze dell’ordine e dei servizi sociali, trasformati in strumenti di controllo repressivo anziché di supporto collettivo. Fermare genitori che vanno a lavorare e bambini che si recano a scuola per l’ennesimo, pretestuoso, censimento non è un’operazione di trasparenza, ma un atto che sembrerebbe volto a fiaccare la resistenza di chi non aveva una casa e che oggi l’ha trovata grazie all’impegno del collettivo Prendocasa.
Ribadiamo ancora una volta che il problema della casa non si risolve con atti di forza ma mettendo in piedi una politica che metta al centro la persona e il diritto all’abitare.
È importante pianificare soluzioni che abbiano una visione a lungo termine, misure di welfare reali che garantiscano serenità alle famiglie che vivono con il peso dell’insicurezza dettata dal possibile sgombero. Sconcerta sotto questo punto di vista l’inattività e l’assenza di risposte concrete da parte dell’amministrazione Caruso.
Torniamo a ribadire una verità che i cosentini e le cosentine che in tantissime/i si sono ritrovate/i per il consueto corteo del 25 aprile conoscono benissimo: la vera illegalità è lasciare immobili vuoti mentre la gente dorme per strada!
