Oggi ai bambini viene raccontata una felicità che non esiste. Una felicità fatta di movimento continuo, di esposizione, di presenza costante. Ma non è quella reale. La felicità vera è fatta di gesti semplici, di relazioni autentiche, di attenzione verso l’altro. Se non insegniamo questo ai più piccoli, rischiamo di farli crescere inseguendo qualcosa che non troveranno mai.
UN VIAGGIO TRA SENTIMENTI COSTRUITI E SENTIMENTI VISSUTI
È lungo questa rotta che la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Magnolia, che nei giorni scorsi ha guidato i bimbi del Polo dell’Infanzia in un percorso educativo dedicato alla Giornata Mondiale della Felicità, trasformando una ricorrenza simbolica in un’occasione concreta di riflessione per i più piccoli.
DALLO SMILE ALLA CONSAPEVOLEZZA
Per rendere concreto il percorso, le educatrici hanno proposto un’attività semplice ma significativa: la realizzazione di uno smile, ritagliato e poi colorato dai bambini con colori a tempera. Un simbolo immediato, trasformato in strumento educativo per avvicinare i bambini al tema della felicità, non come concetto astratto ma, appunto, come esperienza vissuta.
UN MESSAGGIO CONTRO LA DISTORSIONE DEI MODELLI SOCIALI
Il percorso ha avuto anche l’obiettivo di introdurre, in modo accessibile, una riflessione su come spesso i modelli proposti dai media e dai social non corrispondano alla realtà. Una lettura – evidenzia ancora la pedagogista – che deve iniziare già dalla prima infanzia, per evitare che si creino aspettative distorte.
RENZO: LA FELICITÀ È UNA COMPETENZA EDUCATIVA
Essere felici – conclude Teresa Pia Renzo – non è qualcosa che si possiede, ma qualcosa che si costruisce. E si costruisce imparando a dare valore a ciò che si ha, alle relazioni, ai gesti quotidiani. Questo è il compito vero dell’educazione.
