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Ponte sullo Stretto, Barbagallo: “Stop all’opera, quei soldi servano per infrastrutture urgenti al Sud”

Il dibattito sul progetto del Ponte sullo Stretto torna al centro dello scontro politico, alimentato dalle recenti notizie legate all’inchiesta per corruzione coordinata dalla Procura di Roma. A intervenire è Anthony Barbagallo, deputato del Partito Democratico e capogruppo dem in commissione Trasporti alla Camera, che commenta con toni critici le indiscrezioni emerse dall’indagine.

Pur ribadendo la necessità di mantenere un approccio garantista, il parlamentare siciliano esprime forte preoccupazione per il quadro delineato dalle intercettazioni e dagli atti investigativi.

“Restiamo garantisti, ma lo spaccato di intercettazioni e notizie che arriva dall’indagine per corruzione sul ponte sullo Stretto disegna un quadro sconcertante: nessuna considerazione del bene comune e valutazioni sprezzanti sull’uso di soldi pubblici. Attorno a quest’opera si stanno spendendo i soldi degli italiani e, dei siciliani e dei calabresi in particolare, perché nei 13 miliardi e mezzo impegnati ci sono anche risorse dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione destinati al Sud”.

Barbagallo richiama inoltre l’attenzione sulle priorità infrastrutturali del Mezzogiorno, sostenendo la necessità di indirizzare diversamente le risorse pubbliche attualmente destinate al progetto.

“Quei miliardi – aggiunge l’esponente dem – potrebbero essere impegnati per opere indifferibili, urgenti e molto più utili come la Catania-Palermo, che oggi è un’odissea, le infrastrutture idriche, la depurazione, perché in Sicilia, dopo il ciclone Henry, le fogne continuano a riversare in mare. Sono priorità reali, concrete, che aspettano risposte da anni. Siamo agli sgoccioli della legislatura e non c’è ancora né una data di inizio dei lavori né uno spiraglio concreto che possano partire. Il ponte sullo Stretto continua a essere un miraggio”.

Il parlamentare conclude rilanciando la posizione del suo partito, che chiede una revisione delle scelte di investimento e una diversa allocazione delle risorse destinate all’opera.

“Per questo il Partito democratico chiede a Salvini e a Meloni di fermare l’opera, di restituire quei fondi FSC e di impegnarli per opere concrete e indifferibili per la Sicilia, la Calabria e il Mezzogiorno in generale. È il momento di smettere di fare propaganda e di realizzare infrastrutture vere”.

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