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Morte e vita al centro del dibattito: Marco Guzzi apre il Calabrie FES a Reggio Calabria

Il Calabrie FES Festival ha aperto ieri all’Auditorium Lucianum di Reggio Calabria la sessione conclusiva dedicata alla filosofia con l’incontro “La morte e la rivoluzione”, protagonista il filosofo e poeta Marco Guzzi, fondatore di Darsi Pace.

Al centro dell’incontro il tema “La morte come pienezza di vita”, affrontato da Guzzi come una questione fondamentale dell’esperienza umana. «Il confronto con la morte non è opzionale per l’uomo», ha sottolineato, spiegando come la consapevolezza della finitudine accompagni l’essere umano e abbia attraversato culture e civiltà.

Per Guzzi, la morte non deve essere considerata soltanto come una fine, ma può diventare un interlocutore e una soglia. «La morte è transitata, è transitabile», ha affermato, richiamando l’idea di un passaggio dalla morte alla vita. La sua rimozione, al contrario, rischia di impoverire il significato dell’esperienza umana: «Rimuoverlo vuol dire costruire una società tendenzialmente disumana».

Per Gianni Votano, portavoce dell’Osservatorio Da Sud e coordinatore del festival, la scelta del tema nasce proprio dalla volontà di riportare la morte nel discorso pubblico: «Abbiamo deciso di sfatare un tabù: la morte come pienezza di vita». Votano ha inoltre tracciato un primo bilancio della manifestazione, sottolineando che il festival di filosofia, economia e storia è stato «abbastanza gradito dall’opinione pubblica».

Guardando alla prossima edizione, già in programmazione, ha infine evidenziato gli interessamenti arrivati da altri festival e l’auspicio di poter costruire «partenariati molto solidi e prestigiosi».

Il festival prosegue oggi 23 settembre allo Spazio Open con Fra Frederic Vermorel, mentre il 24 settembre sarà la volta di Annamaria Anselmo, con un incontro dedicato al pensiero di Edgar Morin sulla morte, la finitudine e la vita.

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