Una serata all’insegna della cultura, delle parole e del confronto. Il salotto letterario del nove agosto scorso promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, riunito al Circolo del Tennis “R. Polimeni” ha visto protagonisti più ospiti in un’atmosfera informale e partecipata, trasformando l’incontro in un’occasione per condividere idee e riflessioni. Dopo i saluti dei vari aderenti all’iniziativa, Stefano Iorfida, Presidente di Anassilaos, la prof.ssa Mariangela Monaca del DICAM-Università di Messina, l’avvocato Lucia Zavettieri, Dirigente del Liceo Campanella-Preti Frangipane, il prof. Albanese, Presidente di AICC delegazione Ibico di Reggio Calabria, tutti presentati dal dott. Domenico Colella, i docenti Lucrezia Laganà del Liceo Campanella e Amos Martino del Liceo Vinci, che ha portato anche i saluti della Dirigente Borrello, hanno animato il salotto e moderato gli interventi degli ospiti Mariangela Monaca, Auretta Sterrantino, Vincenzo Quadarella. Al centro della serata una discussione culturale che ha coinvolto gli ospiti e il pubblico, creando un percorso fatto di considerazioni e stimoli. Le diverse voci presenti hanno contribuito a rendere la discussione vivace e articolata, per nulla monotona ma coinvolgente. Gli argomenti, legati tutti dal diverso significato di “soglia” hanno toccato il teatro dall’antico al contemporaneo nella sua dimensione rituale e collettiva di aristotelica memoria, fino ad una riflessione sulla spettacolarizzazione odierna che spesso porta a celare il fine ultimo della rappresentazione stessa nascosto da un uso eccessivo di mezzi; molto si è parlato di risonanza e di suoni a partire dalla visione del video che ha illustrato il progetto internazionale “Varcare la soglia” fino all’ultimo step che ha riguardato un personaggio antico che è giunto sino a noi con nuove interpretazioni e riti: la Sibilla che dall’antico ruolo oracolare è stata oggetto di nuova interpretazione quale profetessa nel modo cristiano ed è giunta sino a noi attraverso suoni e memorie. La chicca finale è stata l’interpretazione del soprano reggino Katia Fassari che si è cimentata nel canto a cappella dell’ inno della Sibilla, canto gregoriano che trova le sue radici nel Medioevo. Il pubblico ha seguito con attenzione gli interventi, partecipando a una serata che ha saputo alternare momenti di approfondimento a occasioni più spontanee. Proprio questa dimensione, lontana dalla rigidità di una conferenza tradizionale, ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell’iniziativa. Il salotto letterario si è così trasformato in un vero spazio di incontro: un luogo dove le parole hanno lasciato spazio alla curiosità e alla voglia di conoscere. A conclusione della serata è rimasta la sensazione di aver vissuto non soltanto un evento culturale, ma un momento di comunità, reso ancora più piacevole dal banchetto di dolci del maestro pasticciere Giovanni Logiudice. Un appuntamento capace di ricordare come la cultura, quando diventa dialogo e partecipazione, possa ancora creare occasioni preziose per stare insieme e guardare la realtà da prospettive diverse.
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Reggio, una sera dedicata alle manifestazioni del rito: “Varcare la soglia”
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