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Petrusinu ogni minestra: “La Regione Calabria non faccia confusione tra ‘Istmo di Catanzaro’ e ‘Sella di Marcellinara’”

“Leggiamo sulla stampa che la Regione Calabria, i Parchi Marini della Calabria, la Ciclovia dei Parchi e l’Assessorato regionale al Turismo con Calabria Straordinaria hanno organizzato la festa regionale degli itinerari, delle aree protette e del cicloturismo nel Comune di Marcellinara. Di questo, da catanzaresi, non possiamo che essere felici, ritenendo Marcellinara uno di quei centri da valorizzare e promuovere. Tuttavia quando si organizzano eventi così importanti da parte di soggetti istituzionali bisognerebbe utilizzare la giusta nomenclatura e non inventarne una nuova. Nel manifesto e nella pubblicità promossa dalla Regione Calabria si usa un errato e fantasioso “Istmo di Marcellinara”. Si tratta probabilmente di un errore indotto dal linguaggio “popolare” o forse dal sindaco di Marcellinara, al quale già in passato abbiamo vanamente fatto presente la differenza che intercorre tra “Istmo di Catanzaro” e “Sella di Marcellinara” (detta anche “Sella di Sant’Elia), laddove il primo toponimo indica la striscia di terra tra i due golfi, mentre il secondo indica il punto centrale dell’Istmo. Una differenza semplice da capire.
Il toponimo geografico “Istmo di Catanzaro” è consolidato da fonti storiche e scientifiche, pertanto a quelle bisogna attenersi. Numerose sono state le pubblicazioni, anche di prestigiose fonti estere, in cui si parla di “Istmo di Catanzaro”tant’è che si potrebbe compilare un lungo elenco; su tutte, però, si ritiene opportuno citare le più autorevoli come la Regia Accademia dei Lincei nel 1878, la Reale Società Geografica Italiana, l’Annales de la Société géologique de Belgique nel 1890, l’Annuaire géologique universel nel 1895, l’Annales de l’Université de Lyon nel 1913, la Geologisches Zentralblatt Anzeiger für Geologie nel 1915, negli Annali dell’Ufficio centrale meteorologico e geodinamico italiano del 1907, il Bollettino della Società Geografica Italiana del 1917, giusto per citare qualche fonte. C’è da notare che in recenti pubblicazioni, non di carattere scientifico, di area locale e con intenti pubblicitari e di propaganda turistica, ci si è imbattuti in rare e fantasiose denominazioni come: Istmo di Calabria, di Squillace, Jonio-Tirreno, dei due mari, di Lamezia, lametino, di Ulisse, di Marcellinara. In quest’ultimo caso siamo di fronte a quel grossolano equivoco già sopra menzionato dovuto al fatto che il punto centrale dell’area istmica sia caratterizzato dalla “Sella di Marcellinara” che corrisponde al punto più basso dell’Appennino Calabro con i suoi 250 metri s.l.m.
Si tratta dunque di denominazioni inesatte, inventate e non conformi al toponimo storico; denominazioni che afferiscono più che altro a un linguaggio informale e decisamente superficiale, e perciostesso errato sotto il profilo scientifico e storico-geografico. L’Istmo di Catanzaro, fra l’altro, è così detto anche in coerenza col dato geologico: la depressione tettonica denominata “graben di Catanzaro” emersa nel Quaternario nel corso del sollevamento tettonico che ha generato l’attuale configurazione morfostrutturale del territorio calabrese; si tratta di una faglia denominata anche “stretta di Catanzaro” o “faglia di Catanzaro” e congiunge la Calabria settentrionale a quella meridionale. Aggiungiamo inoltre che il territorio istmico è attraversato per ben 14 km dal Comune di Catanzaro, fra i 24 ricadenti nell’intera area.
La toponomastica storico-geografica non si modifica a piacimento, né può soggiacere a forme di comunicazione creativa, informale e popolare.
Chiediamo pertanto alla Regione Calabria, ai Parchi Marini della Calabria, alla Ciclovia dei Parchi e all’assessorato regionale al Turismo di correggere con celerità questo errore grossolano evitando di trasformare una comunicazione istituzionale in qualcosa di risibile”.
Così in una nota l’Associazione Culturale Petrusinu Ogni Minestra.
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