Mentre il Mezzogiorno continua a perdere abitanti – oltre 730.000 negli ultimi vent’anni – e, in assenza di politiche efficaci, rischia di vedere scomparire oltre 8 milioni di abitanti entro il 2080, con un impatto particolarmente pesante sui giovani e sui piccoli comuni, esistono esperienze che dimostrano come invertire questa tendenza sia possibile. È il caso di CasaPaese, comunità alloggio socio-assistenziale che ospita 16 persone con demenza, nel borgo Dementia Friendly di Cicala, divenuta molto più un modello di cura.
La storia del progetto ideato da Elena Sodano, capace di trasformare la cura in una leva di crescita economica, sociale e demografica, è stata selezionata tra le esperienze simbolo della campagna nazionale Sud Vivo, promossa dalla Fondazione con il Sud, dedicata ai progetti che stanno contribuendo a costruire un nuovo futuro per il Mezzogiorno.
Il percorso di innovazione sociale, che ogni giorno genera sviluppo, restanza e ripopolamento sul territorio calabrese, è stato inserito tra le realtà che meglio rappresentano le quattro dimensioni della campagna: nascere, restare, tornare, arrivare.
“I risultati vanno ben oltre l’assistenza. La presenza di CasaPaese ha generato nuova occupazione qualificata, favorito l’arrivo di operatori provenienti anche dall’estero, creato nuove opportunità imprenditoriali e rilanciato l’economia locale. Famiglie, caregivers, ricercatori, studenti e professionisti raggiungono oggi Cicala da tutta Italia e dall’Europa per conoscere il modello. Un flusso che ha portato alla nascita di nuove attività ricettive, all’attivazione di filiere locali e alla crescita dei servizi del territorio che diventa sempre più protagonista” spiega Sodano.
Il modello, da lei ideato e consolidato negli anni con un team altamente qualificato, così come la Terapia Espressiva Corporea Integrata che rappresenta la base di tutti i moduli organizzativi e formativi della Fondazione Ra.Gi., è proprietà intellettuale debitamente registrata. Oltre a restituire al mondo le persone con demenza, ha trasformato un borgo a rischio spopolamento in un ecosistema virtuoso.
Tra le storie più significative vi è quella di Violeta Oss, arrivata dalla Polonia. Dopo anni di lavori precari, oggi è operatrice di CasaPaese, ha conquistato stabilità economica, riconoscimento professionale e può tornare periodicamente dalla propria famiglia. “Una vicenda che racconta come la cura possa generare anche inclusione, lavoro e nuove opportunità di vita” commenta la fondatrice di CasaPaese.
Le esperienze nate attorno alla struttura raccontano una realtà in cui welfare, comunità e sviluppo procedono insieme. “Non rappresentiamo soltanto una buona pratica di cura. CasaPaese è un’infrastruttura sociale che restituisce dignità alle persone e futuro ai piccoli comuni” conclude Sodano, fiera del riconoscimento ottenuto che conferma il valore nazionale di un’esperienza che, partendo da un piccolo borgo della Calabria, trasforma la fragilità in risorsa, la cura in economia e la comunità nel principale motore di crescita, dimostrando che il contrasto allo spopolamento può passare anche attraverso modelli innovativi di welfare territoriale.
